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 Princìpi di restauro

AREA I - ARTE TECNICO-SCIENTIFICA (ATS)

Cap. ATS-P01 - Restauro - Pag. ATS-P01.04

Gli argomenti trattati sono stati inseriti da Ing. Arch. Michele Cuzzoni nel 2012 - © Copyright 2007- 2024 - e sono desunti dalla documentazione indicata in Bibliografia a fondo pagina


 

Campane Antiche: Esempio di Conservazione e Utilizzo

 

INDICE:

 

 

Al di là della campana: installazione e manutenzione

 

Monografia di Th. Gonon (Cfr. Bibliografia)

Traduzione a cura di Ing. Arch. Michele Cuzzoni

 

 

Il patrimonio campanario è probabilmente uno dei più impartanti retaggi della musica medievale. E' anche un patrimonio dei più incompresi e quindi soggetto alla più scarsa manutenzione.

Questa pagina non vuol essere una guida alla conservazione e buona manutenzione, ma solo una serie di osservazioni per favorire una manutenzione migliore.

L'obiettivo è anche quello di educare il pubblico sugli aspetti generali, e i responsabili delle torri sulla tematica specifica.

La presente pagina si concentrerà su tre sezioni principali, con due piccole aggiunte:

  1. Stato generale delle campane.

  2. Struttura e ambiente del campanile: il materiale di costruzione del castello (metallo o legno) e la sua manutenzione.

  3. L'installazione delle campane: l'adeguamento alla campana, la regolazione dei punti di impatto del battaglio, ecc.

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Le particolarità sonore di una campana

 


La campana è uno degli strumenti musicali più complessi in termini di suono. Infatti, mentre la si colpisce sul bordo di battuta, in particolare durante la suonata a slancio, il suono emesso è composto da 5 note principali, armoniche tra di loro, disposte in accordo di Terza Minore, e non Maggiore come la stragrande maggioranza degli strumenti musicali. Questa particolarità rende molto difficile l'integrazione in un concerto musicale.

La nota principale, o di battuta, (generalmente qualificata come la nota della campana) è quella che si percepisce come nota della campana.

Le altre note possono essere ottenute da sole colpendo la campana in posizioni precise.

E' possibile, variando il diametro (e dunque il peso per uno stesso profilo), coprire una gamma di 5 ottave cromatiche.

 

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Lo stato generale di una campana

 

 

Fig. 1 - Parti costitutive della campana (in verde sono indicate le zone sensibili)
 

Le campane sono strumenti musicali che hanno utilizzi importanti. Ciò è dovuto alla natura dei metalli necessari alla produzione di un suono di qualità.

Le campane sono realizzate in bronzo (78% Cu, 22% Sn secondo gli standard odierni; 80% Cu, 20% Sn in base alle indicazioni del monaco Teofilo nel tardo XII sec.), mentre il batacchio (parte che colpisce la campana durante l'oscillazione) è realizzato in ferro. Tuttavia bisogna escludere alcune campane (realizzate di recente) che sono state fatte in ghisa (della fonderia Jacob Holtzer & Co. in particolare alla fine del XIX secolo).

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01. Punto di battuta

 

Per campane tradizionali, in bronzo, il metallo del batacchio è dunque più duro di quello della campana, causando una significativa erosione del materiale (vedere Fig. 1). Così, su alcuni elementi di grandi dimensioni - per esempio il Campanone di Autun (71) - , si può inserire un pugno nel punto di impatto scavato dal batacchio. Questi incavi sono generalmente 4 nelle campane antiche, disposte sui bordi diametralmente opposti.

Infatti, l'architettura della campana, e in modo particolare delle anse (maniglie), consente di realizzare una rotazione di 1/4 di giro quando si giudica che l'usura dei punti di battuta è troppo elevata. Questa usura (Cfr. pag. O01.03 "Fenomeni di Usura di Metalli e Leghe" - pag. O01.05 "Comportamento ad usura e usura-corrosione dei materiali metallici" e pag. O01.06 "Analisi di fessura superficiale obliqua con carichi ciclici") provoca un'alterazione del suono, in particolare della nota nominale e anche della durata di questo suono, e può portare alla fessurazione della campana.

C'è un modo per riguadagnare il suono originale, aggiungendo metallo nelle zone lacunose dei punti di impatto. Questa tecnica permette anche di ripristinare l'integrità del suono di una campana fessa. Si tratta di saldare alla campana bronzo di apporto, mediante riscaldamento della campana vicino al suo punto di fusione (in Francia questa lavorazione è praticata soltanto dalla Società Voëgelé-Lachenmayer, con sede a Strasburgo).

Questa tecnica può non sembrare un restauro, poiché si aggiunge un materiale identico, impossibile da distinguere rispetto all'originale, ma essa permette di continuare a utilizzare lo strumento senza compromettere l'integrità del suono. Questo è il fatto più importante.

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02. Le anse (maniglie o orecchie)

 

La seconda debolezza principale risiede nel cervello, parte superiore della campana. Le anse (maniglie o orecchie) sono soggette a rottura sotto certe condizioni particolari, eccezionalmente soddisfatte. Questo caso è molto raro e la campana non può essere ripristinata per consentire la prosecuzione dell'uso dello strumento. Semplicemente, si può forare il cervello per far passare un perno fissato al ceppo (caso molto raro).

 

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03. L'asola di sospensione del battaglio

 

E' molto più importante il punto debole dell'asola di sospensione del battaglio.

In primo luogo, vi può essere la rottura della stessa asola a seguito di usura per attrito e ossidazione. In questo caso la si rimpiazza con una nuova asola imbullonata nel cervello.

Il secondo punto debole è la cinghia di sospensione (cuoio) del batacchio, che si può rompere per usura. In questo caso la si può sostituire con una cinghia nuova delle stesse dimensioni.

Ma emerge un problema, illustrato per il caso del campanile di Bonnay (Saône et Loire, fig. 2).

 

In questo caso il sindaco ha fatto rifare la cinghia da un artigiano locale, dimenticando di considerare  lo stiramento del cuoio sotto il peso del batacchio.

Così il cuoio si è allungato e il batacchio colpisce la campana troppo in basso, nuocendo sia alla qualità del suono emesso, sia all'integrità di conservazione della campana.

 

Le tecniche utilizzate finora per permettere di continuare a usare la campana sono soddisfacenti in termini di suono, ma non si può parlare propriamente di tecniche di conservazione - restauro, poiché esse alterano localmente l'integrità dell'oggetto.

Tuttavia, sembra opportuno continuare a utilizzarle, in modo che le campane antiche possano vivere ancora.

SI sta sviluppando un'altro tipo di soluzione, ma per ora resta di uso limitato, poiché ha un costo molto elevato. Questo è il patrimonio delle campane.

Si realizza una copia identica (profilo, iscrizioni, decori, materiali) della campana antica usurata o fessurata. Questa campana rimpiazza l'antica in tutte le suonate ordinarie, riservando a occasioni speciali l'uso di quella antica.

Questa soluzione è senza dubbio la più interessante dal punto di vista del patrimonio sonoro, ma dovrebbe sviluppare un meccanismo specifico di aiuto ai comuni poiché i suoi costi non possono essere supportati da un singolo ente.

Fig. 2 - Campana di Bonnay (Saône et Loire). Si può distinguere il volano del batacchio, posizionato troppo in basso rispetto al normale.

 

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Ciò che si designa con il termine "Castello delle Campane" è la costruzione, in legno o in metallo, destinata ad alloggiare le campane nel campanile. Fino alla fine del XIX secolo, i castelli erano di legno, i differenti componenti erano fissati tra loro con dei chiodi di legno. In seguito, fino alla fine degli anni '70 del XX sec., si sono installati dei castelli metallici, ritenuti più resistenti.

Da allora si reinstallano castelli di legno al posto di quelli metallici divenuti troppo vecchi. La sostituzione è dominante perchè le nuove installazioni sono divenute molto rare.

Questa nuova tendenza si giustifica per due ragioni.

In primo luogo, dal punto di vista sonoro, un castello di legno permette un suono più dolce, più morbido e piacevole per l'orecchio.

In secondo luogo. a causa della sua elasticità, il legno assorbe una parte dell'energia prodotta dai colpi di una suonata a slancio, che si trasmette quasi integralmente alla muratura attraverso il castello di legno.

E' pertanto auspicabile, sia per la qualità sonora che per la stabilità generale dell'edificio che accoglie il concerto campanario, che siano eliminati tutti i castelli metallici.

Di più, questi castelli metallici, generalmente recenti, non hanno interesse artistico di grande rilevanza. Si tratta infatti di architetture metalliche caratterizzate da strutture molto semplici, senza originalità tecnica.

I castelli di legno sono tuttavia ancora soggetti ad alcuni problemi, di cui la maggior parte potrebbe essere evitata attraverso semplici interventi di manutenzione.

Il legno dei castelli infatti è sistematicamente non trattato né verniciato. Dunque è un cibo privilegiato per tutti i parassiti del legno.

Un altro problema importante è causato dai piccioni e soprattutto dai loro escrementi.

Fig. 3 - Vista dal campanile di Roquefère (Aude) in cattive condizioni.

 

Lo sviluppo incontrollato di questi animali conduce spesso alla presenza di popolazioni importanti nei campanili e anche in campagna. Questi escrementi e il corpo in decomposizione dei piccioni morti, causano la crescita di muffe e marciume del legno, in particolare sulle tavole del pavimento della cella campanaria. La presenza di escrementi sulle campane degrada anche il bronzo e nuoce alla conservazione della stessa.

Una semplice disinfestazione / pulizia annuale o biennale limiterebbe lo sviluppo di questi elementi che contribuiscono alla distruzione del legno. In aggiunta ciò permetterebbe di fare un controllo dello stato di installazione oltre alla visita annuale del manutentore del meccanismo del suono.

Questa visita non è effettuata sistematicamente in tutti i campanili (tutti i comuni - francesi - non hanno alcun contratto), e questo nuoce alla conservazione. E' raro che passi un anno senza che una campana cada durante una suonata!

Questi casi, se sono ancora rari, tuttavia sono ancora troppi.

I problemi legati ai piccioni e alla mancanza di manutenzione, di fatto impediscono il regolare accesso alla cella campanaria. Così a Clermont- l'Hérault (34) o a Avallon (89), si è atteso che diventasse impossibile accedere alla cella campanaria (la scala è crollata nel primo caso) per avviare un restauro.

Una manutenzione ordinaria e semplice permetterebbe di prolungare la vita agli impianti e di garantire l'accesso a questa parte importante e molto presente nella vita quotidiana del nostro patrimonio. Una tal misura (disinfestazione / pulizia) è realizzabile da tutti i municipi di Francia (N.d.T.: vale anche per le parrocchie italiane...), poiché essa non richiede che l'impiego di una persona (quale municipio non ha almeno un impiegato?) per uno o due giorni. Qui occorre ricordare il ruolo fondamentale dei comuni nella manutenzione, la responsabilità civile e penale nei confronti dei campanili. Infatti, (in Francia - N.d.T.), le congregazioni religiose e le parrocchie sono gli occupanti a titolo gratuito di questi edifici (Legge del 1905).

 

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Le installazioni del metodo di suono fanno parte integrante del patrimonio campanario, anche se esse non sono prese in considerazione che per l'installazione dell'orologio.

Generalmente per le campane medievali o abbastanza antiche (fino al XVII secolo), il meccanismo di suono non è quello originale. Le installazioni sono state rifatte in modo numeroso dopo la seconda guerra mondiale, fatto che ha portato un certo numero di problemi.

Innanzitutto, tutte (o quasi) sono state elettrificate in modo relativamente brutale. Così, gli installatori non hanno assolutamente tenuto conto del patrimonio sonoro locale e tale patrimonio è in gran parte scomparso definitivamente. Gli installatori hanno uniformato i metodi di suono, dal nord al sud della Francia.

Così si può ascoltare in tutte le regioni l'Angelus suonato nel modo seguente: trevolte tre colpi sonori a martello e poi qualche minuto di suonata a slancio.

Questa suonata era infatti realizzata in modo molto variabile da regione a regione, fatto provato da qualche metodo differente ancora utilizzato: a Roquefère (11) e Orcival (63, Ave Maria molto bella).

Anche il suono delle ore si è uniformato. Questo patrimonio culturale totalmente orale (non si è avuta nessuna trasmissione scritta tra i campanari, ma solo una formazione "sul tasto"), è dunque ormai largamente perduto.

Le antiche installazioni, molto interessanti, esistono ancora in certe regioni, come nel sud-ovest della Francia. Per esempio a Roquefeuil (11), la centralina di comando si trova in fondo alla chiesa, ai piedi del campanile.

In una piccola stanza, è posta una sedia con due pedali, che collegano ciascuno un battaglio con un cavo sottile e due maniglie, all'altezza delle spalle, permettono di azionare altri due battagli. In totale, il meccanismo può suonare melodie su 4 note, tanto per ritmare l'Ufficio  (tenuto conto della posizione della sedia) quanto per suonare le ore canoniche, e ciò succede solo per due campane.

Fig. 4 - Veduta dell'installazione di Roquefère (Aude): la campana è sospesa al suo ceppo che non si può oscillare (poiché ha l'asse destro rotto).

 

Ogni campana è dotata di due  battenti che la colpiscono in posizioni differenti (cfr. Le particolarità sonore di una campana). Questo metodo di suono, finché sarà ancora utilizzato (da campanari di solito molto anziani), non è minacciato.

Per contro, quando non è più in uso, com'è spesso il caso, esso è minacciato a breve termine, e non si ha alcuna protezione giuridica di questa tradizione culturale. In caso di ristrutturazione, questo metodo di suono sarà irrimediabilmente soppresso.

Tuttavia, i metodi particolari di suono regionali possono ora essere conservati, come a Roquefère (11), dove il programmatore di recente installazione può riprodurre il ritmo (in questo caso, si tratta più di ritmo che di melodia, poichè si suonano solo 2 note) dell'Angelus.

Questo percorso è il più interessante, tenuto conto della scarsità ineluttabile di campanari (problema del campanaro: una tale funzione, molto poco remunerata, necessita di una presenza quotidiana e continua nel villaggio).

 

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Per finire, si parla ora della campana sotto l'aspetto del concerto, cioè il carillon.

Questo strumento è generalmente composto da campane recenti (XIX e XX secolo), ma può qualche volta integrare campane più antiche (XVII e XVIII secolo), brandelli di vecchi carillon, come al Municipio di Lione.

Tali concerti sono generalmente poco interessati dai problemi visti nei paragrafi precedenti.

Il campanaro (la maggior parte dei carillon ha un campanaro titolare), visita regolarmente il sistema di installazione del suo carillon e quinti i problemi di manutenzione non si pongono. Inoltre, il Dipartimento del Ministero della Cultura (Direzione di Musica in particolare) vigila ,aggiormente gli impianti, poiché questi sono strumenti di concerto pubblici.

In conclusione, bisogan dunque ricordare che il patrimonio campanario è largamente sconosciuto, fatto che nuoce alla sua conservazione - restauro.

Inoltre, anche se è generalmente apprezzato dal pubblico, il suo funzionamento è molto spesso sottovalutato. Le tecniche di suono sono molto più esposte a una rapida sparizione. Le misure da prendere per evitare la sua scomparsa sono concentrabili in 3 punti:

1) Realizzazione di semplici norme di sorveglianza dello stato del carillon, da diffondere ovunque (circolari emanate dal Comune...).

2) Estendere la protezione delle campane ai metodi di installazione del suono, per dare un aiuto ai comuni durante il loro restauro.

3) Inventariare tutte le tecniche di suono ancora esistenti presso un Conservatorio, e promuovere il loro mantenimento rispetto al'uniformazione delle suonate.

 

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Aspetto tecnico dell'installazione Danni da evitare Rimedi
 
Campana Bordo di battuta Usura Sorvegliare l'usura
Anse Rischio di rottura dovuta al tipo di installazione Sorvegliare regolarmente e fare prevenzione
Asola di sospensione del batacchio Sostituzione cinghia troppo lunga Considerare l'estensione del cuoio della cinghia
 

Castello

Installazione

Marcescenza del legno - sprofondamenti Pulizia e controllo regolare
 

Conclusione

  Sorvegliare attentamente lo stato delle installazioni

 

Fig. 5 - Sintesi dei rischi e semplici soluzioni.

 

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Bibliografia

 

Bib-TS-271 - Traduzione di Ing. Arch. Michele Cuzzoni

Bib-TS-354 - Monografia di Thierry Gonon, archeologo - Lagnieu (F)

 

 

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