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 Campane da Carillon

AREA I - ARTE TECNICO-SCIENTIFICA (ATS)

Cap. ATS-K01 - Carillon - Pag. ATS-K01.01

Gli argomenti trattati sono stati inseriti da Ing. Arch. Michele Cuzzoni nel 2012 - © Copyright 2007- 2024 - e sono desunti dalla documentazione indicata in Bibliografia a fondo pagina


 

Il Carillon: Orientamento Generale

 

INDICE:

 

Il Carillon

La parola francese “carillon” esprime un gioco di campane azionate melodicamente in modo automatico o manualmente da una tastiera. Non tutte le campane hanno però entrambi i dispositivi.

In pratica, poiché si sono sviluppate alcune regole globali, un carillon con meno di due ottave di campane di solito non è fornito di tastiera; tali campane sono suonabili solo automaticamente.

Si intende sotto il nome di carillon, un gioco di una serie di campane con estensione di almeno 1 ottava e 1/2, la cui suonata può essere eseguita sia mediante una tastiera, sia mediante un congegno automatico.

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La "Battaglia"

Le campane automatiche suonano generalmente una breve melodia in un orologio come introduzione al battito delle ore; in quelli più elaborati suonano un piccolo frammento melodico anche nei quarti. In genere gli orologi hanno campane relativamente leggere.

Data la loro funzione specifica, questo carillon da orologio è anche chiamato battaglia; in particolare, questo nome è collegato al carillon con estensione minore di 1 ottava e ½.

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Scelta di tono di un gioco di campane

Come elaborare la scelta di tono di un gioco di campane? 

Per esempio esso non è manuale quando copre un intervallo di circa un’ottava, oltre alla scala diatonica, con anche tutta la scelta cromatica.

Per la riproduzione di brani, la semplice aggiunta di un sib è già sufficiente.

Successivamente, un allargamento al fa# superiore e inferiore, è perfettamente utilizzabile nelle melodie che usano anche la quarta  inferiore. In quest’ultimo caso, si ha l’estensione giusta con le note sol4-do5-re5-mi5.

In breve, ci sono numerose opportunità che sono legate alle esigenze musicali da impostare.

Per esempio, se solo si impostasse la melodia di Westminster, è già sufficiente la serie sol4-do5-re5-mi5.

Tuttavia, in generale si può usare la regola che l’ottava tocchi tutte le tonalità cromatiche ad eccezione delle due più basse do# e re#; si veda in proposito la pag. K01.02 "Dimensionamento delle Campane da Carillon".

Un gioco da 1 ottava e ½ possiede pertanto di solito 18 campane secondo la serie cromatica do4-re5-mi5-sol5. La struttura è eminentemente possibile, perché in linea di principio, può essere avviato con qualsiasi tono.

Quando un carillon supera il limite di una o 2 ottave di dimensione, di solito si aggiunge una tastiera. E’ necessario che in nessun modo accada il contrario. Così, non fa eccezione che un carillon di 3 ottave sia azionato solo automaticamente, mentre deve potersi suonare solo con la tastiera un carillon di 4 ottave.

La maggior parte dei carillon, tuttavia hanno entrambi i dispositivi di gioco.

Cfr.:

pag. M01.06 "La Tastiera del Carillon",

pag. M01.08 "Il Carillon automatico a Cilindro (o a Tamburo)",

pag. M01.11 "Il carillon automatico elettromagnetico" 

pag. M01.12 "Il carillon automatico computerizzato".

 

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Dimensioni di un carillon

La domanda successiva è quella delle dimensioni più appropriate di un carillon.

In primo luogo va rilevato che molti carillon perdono il basso di do# e re#. La ragione è fondamentalmente economica. Consideriamo un carillon di base do3. Il do#3 e il re#3 nella tabella dei pesi superano i 3000 kg.

Si osserva inoltre che un carillon completamente cromatico basato su do3, esteso per 4 ottave fino a do7, pesa quasi 14.000 kg, e si calcola facilmente che l’omissione del do#3 e del re#3 fa risparmiare oltre il 20% di peso di bronzo e il costo si riduce di oltre il 20%. Non è una piccola somma quando ci si rende conto che queste campane sono relativamente sottoutilizzate.

Eppure negli ultimi decenni c’è stato un cambiamento.

Sotto l’influenza della tradizione di Mechelen, soprattutto per i più pesanti carillon, senza il do# e il re#, sono sempre necessari il sib e il mib. Tale carillon inizia con la scala: sib2-do3-re3-mi3-mib3 e il resto completamente cromatico.

Negli esempi riportati, il carillon inizia con un do3.

Tuttavia, è molto comune il carillon trasposto, cioè che inizia con il fa3. Un carillon sulla base di fa3-sol3-la3 viene poi collegato alla tastiera come se fosse do3-re3-mi3 oppure anche come sib2-do3-re3. Va qui notato che la trasposizione non può andare oltre un tritono. Un carillon è quindi collegato al re3 come do3 e non do4. Il musicista, tuttavia, usa in tutte le circostanze la notazione basata su do3.

Naturalmente bisogna chiedersi se il suono musicale ha un segnale casuale come tono di base oppure se si devono osservare alcune regole. Alcuni sostengono che le più semplici relazioni possibili si ottengono con la base di do, o preferibilmente di fa e di sol. Altri, tuttavia, e sono nella maggioranza, sostengono che si deve rimanere quanto più possibile in prossimità del do, pur con l’esclusione del rapporto di mezza tinta. Così accettano come base di un gioco di carillon il do, anche il sib, il re e il mib.

Trasporre ha un vantaggio finanziario, ma anche uno sfondo architettonico. Vale a dire che non tutte le torri possono ospitare un carillon in do3. Tuttavia, esse sono spesso troppo alti per ospitare un gioco molto più piccolo e leggero, per esempio in do4.

Con la trasposizione dei rintocchi, si può, tuttavia, per così dire, selezionare un gioco su misura. Inoltre il numero di campane, naturalmente, gioca un ruolo fondamentale, anche se è generalmente più facile appendere nella torre più campane piccole senza rendere il carillon eccessivamente pesante.

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La nota base più acuta possibile per un carillon

In questo contesto, la domanda sarà: come può essere la nota base più acuta di un carillon?

In base a questa regola si sceglie il sib4 di circa 160 kg, anche se le eccezioni con campane più leggere, fino anche a do5, sono molto comuni. E’ ovvio che tali giochi hanno un suono estremamente leggero e quindi la solita musica da carillon non fa giustizia.

 

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La nota base più grave possibile per un carillon

Viceversa c’è anche un limite verso il basso.

Nei Paesi Bassi e in Belgio è un mi2 di circa 10.000 kg.

Negli Stati Uniti, tuttavia, si usa arrivare sempre più volte, fino ad un basso di do2 con un peso superiore a 18 tonnellate.

In connessione con la sensibilità dell’udito bassa in questa gamma di frequenze e la probabilità di avere note gravi in questa direzione, non mostra molto senso avere carillon così gravi.

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Gamma ideale per un carillon

Ancora più importante della domanda di trasposizione, è quella della dimensione di un carillon. Si era parlato di 1 ottava e ½ e anche di più, ma qual è la gamma ideale?

Cominciamo con la dimensione massima che è di circa 61 campane, oltre 5 ottave. Un certo numero di volte viene effettuata con i toni sib2-do3-re3- e scala cromatica completa fino al do8.

Ma le eccezioni ci sono, e ciò tanto più che la letteratura attuale di musica per carillon non si è ancora adattata.

Tuttavia, quando si parla della serie più ideale, si intende quella che fornisce un carillon di 47 campane, basato sulla scala cromatica di do3-re3-mi-3 fino a do7 senza do#3 e re#3. L’aggiunta di sib2 e mib3 aumenta le campane e si arriva a un carillon di 49 campane.

Naturalmente nella trasposizione il do3 non può andare al di là del do4, poiché nei toni acuti non si può andare oltre il do8.

Il più piccolo carillon di 4 ottave deve essere elencato come do4-re4-mi4- scala cromatica fino a do8., con sib3 e se necessario anche mib4. Naturalmente tale gioco di campane è sensibilmente diverso da un carillon pesante. Il musicista saprà cosa suonare con questi timbri.

Questo nominato è lo schema più importante di carillon impostato su 4 ottave. Gli acuti si estendono su 3 ottave. Di solito si inizia con una campana di base più leggera. Ad esempio con sol3 o superiore.

La notazione è quindi do4-re4-mi4 scala cromatica fino a re7. Naturalmente è attraente aggiungere campane più piccole, per esempio fino al fa7 (totale 40 campane) o al sol7 (42 campane). Svolgono in ciò un ruolo i desideri del musicista e le finanze.

Il più piccolo e più o meno normalizzato carillon contiene 25 campane nei toni della tastiera do4-re4-mi4 – scala cromatica fino a re6 o anche le forme intermedie possibili con 3 ottave di gioco. Va notato, tuttavia che tali carillon hanno campane piccole in minoranza.

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Azionamento manuale o automatico?

Non è consuetudine azionare automaticamente le campane di un carillon nato per essere suonato a mano.

Anche se in questo caso si verificano eccezioni, le seguenti regole sono importanti.

In un carillon manuale di 4 ottave può essere azionato automaticamente una riduzione a tre ottave, oppure far azionare automaticamente un’ottava sola o 2 e ½ mentre si suona contemporaneamente a mano, quasi che si trattasse di un carillon manuale a tre mani.

Va notato che il gioco automatico inizia sempre con la campana più pesante.

 

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Bibliografia

 

Bib-TS-000 - Testo di Ing. Arch. Michele Cuzzoni

Bib-TS-246 - André Lehr - Een klankanalyse van de 16de-eeuwse Van Wou-klokken in de Domtoren te Utrecht (Asten, 1980)

Bib-TS-247 - André Lehr - Partial Groups in the Bell Sound. In:  The Journal of the Acoustical Society of America , vol.79, 1986, blz.2000-2011

Bib-TS-248 - André Lehr - The designing of swinging bells and carillon bells in the past and present (Asten, 1987)

Bib-TS-249 - André Lehr - The tuning of the Bells of Marquis Yi. In: Acustica , vol.67, 1988, blz.144-148

Bib-TS-250 - André Lehr - A statistical investigation of historical swinging bells in West Europe. In: Acustica , vol.74, 1991, blz.97-108

Bib-TS-251 - André Lehr - Profielconstructies van luid- en beiaardklokken in het verleden (Asten, 1991)

Bib-TS-252 - André Lehr - Acoustic research. In:  45 Years of Dutch Carillons 1945-1990 , L.Boogert, A.Lehr, J.Maassen (ed.), 1992, blz.132-145

Bib-TS-253 - André Lehr - Vormoptimalisatie van luid- en beiaardklokken. In: Symposium Structural Optimization in the Netherlands , F. van Keulen en A.J.G. Schoofs (ed.),  November 9, 1995, Technische Universiteit Delft

Bib-TS-254 - André Lehr - Berekening van het klokprofiel. De eindige-elementen-methode in combinatie met optimalisatie-techniek helpt een oud ambacht. In: Principieel, werktuigbouwkundig magazine, Universiteit Twente , jg.1, Lente 1997, blz.23-28

Bib-TS-255 - André Lehr - Designing Chimes and Carillons in History. In: Acustica, 1997, vol.83, blz.320-336

Bib-TS-256 - André Lehr - Metaalkunde en Torenklokken. In:  Metalen in Monumenten en Vernieuwbouw , Syllabus van de Studiedag van WTA, Nederland-Vlaanderen, Wetenschappelijk-Technische Groep voor Aanbevelingen inzake Bouwrenovatie en Monumentenzorg, op 21 november 1997 in het Provinciehuis te Antwerpen, blz.60-73

Bib-TS-257 - André Lehr - Campanologie. Een leerboek over klank en toon van klokken en beiaarden (Mechelen, 1997, 2de druk 1998)

Bib-TS-258 - André Lehr - The Geometrical Limits of the Carillon Bell. In:  Acustica,  vol.86, 2000, blz.543-549

Bib-TS-259 - André Lehr - The Removal of Warbles or Beats in the Sound of a Bell. In:  Acustica , vol.86, 2000, blz.550-556

Bib-TS-260 - André Lehr - Geschiedenis van de campanologie (Asten, 2001)

Bib-TS-261 - André Lehr - Leerboek der Campanologie, 2007

 

 

 

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