AREA I - ARTE TECNICO SCIENTIFICA (ATS)
Capitolo ATS.Q02: "Progetti di Restauro di Concerti realizzati da Ing. Michele Cuzzoni" - Pagina 09

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2015, aggiornati il 21/04/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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2013 - Progetto S. Biagio - Galgiana di Casatenovo - Restauro Campane

 

INDICE:

 

Progettista Strutturale e D.L.: ing. Michele Cuzzoni - Sannazzaro de’ Burgondi (PV)

Ditta Tecnica Campanaria: Roberto Trebino s.n.c. - Uscio (GE).

Qui il progetto di restauro della cella campanaria e della guglia.

 

 

Notizie storiche

 

Nella primitiva torre campanaria di Galgiana, alta una decina di metri e situata a sinistra della chiesa, era installato nel XVIII secolo un piccolo concerto di tre campane in tonalità di Fa3, fuse in tempi diversi dal fonditore Nicolao Bonavilla, in particolare: il campanone Fa3 era del 1754, la seconda Sol3 del 1782 e la piccola La3 del 1771.

Nel 1840, a seguito di interventi di restauro, venne riedificato il campanile nella collocazione attuale, parzialmente inglobato nella struttura della chiesa. La torre, costruita in pietra locale granitica, era alta 15 metri.

Al suo interno venne collocato un concerto di 5 Campane in tonalità di Re3 in “sagoma media”, fuse da Michele Comerio.

Nel 1888 per iniziativa del parroco Don Carlo Buttafava, si decise il sopralzo della torre nelle forme attuali, il cui progetto fu realizzato dal fratello del parroco ing. G. Buttafava.

Frattanto la Fabbriceria e il Parroco studiarono la realizzazione di un nuovo concerto di campane più grande, adatto al nuovo campanile che le doveva ricevere.

Fu contattata la ditta Giorgio Pruneri di Grosio che presentò un progetto per un concerto di 5 campane in Sib2 del peso complessivo di oltre 7.500 kg.

Il 10 marzo 1891 fu commissionato a Ippolito Corti di Monza il nuovo castello in legno, che – tuttavia – venne realizzato in ferro e ghisa con la collaborazione della ditta Fratelli Barigozzi di Milano.

Complesso fu l’iter progettuale di tali campane, poiché dovevano collocarsi in un campanile rialzato e, data la loro mole avrebbero potuto arrecare danno alla stabilità della torre. Pertanto, a seguito di diverse riunioni tra la Fabbriceria, l’ing. Buttafava e il fonditore Pruneri, si optò per la realizzazione di un concerto di campane in Si2, dalla voce comunque possente, ma in “sagoma ultraleggera” del peso complessivo di 5.520 kg.

La fusione ebbe luogo il 15 ottobre 1891 e le campane furono collocate sulla torre l’8 novembre 1891. Il costo totale delle campane era pari a £ 14.824,20.

Nel 1896 Antonio Agrati di Cortenova Brianza costruì la tastiera per il suono festoso delle campane.

 

Nel corso del primo quarto del XX secolo si susseguirono lavori di manutenzione ordinaria fino al 1932 quando si ruppe la maniglia della seconda campana grossa (Do#3), per cui si realizzano dei fori nella calotta della campana, in cui far passare una coppia di tiranti, collegati al ceppo, che sostituissero la maniglia rotta.

Nel 1942, l’ENDIROT (Ente Distruzione ROTtami) requisì la terza campana (pesante 900 kg) per motivi bellici. Il bronzo fu affidato alla Ditta Ottolina di Seregno, che la frantumò.

Terminata la Seconda Guerra Mondiale, il parroco richiese alla Ditta Barigozzi di Milano un preventivo per rifondere la campana distrutta.

La nuova campana in Re#3, costata £ 104.000, fu realizzata in “sagoma leggera” (quindi più pesante della precedente), risultando così di kg 1.001,3. Fu collaudata il 7 marzo 1948 dal Maestro di Musica Prof. Eugenio Consonni.

 Nel 1957 la Ditta Barigozzi intervenne sul campanone per sostituire un perno rotto.

 Nel 1963 furono installati l’impianto di automazione e l’orologio elettronico.

 
Fig. 01 - Campanone SI2 Fig. 02 - Secondo Campanone: Do#3
   
Fig. 03 - Terza Campana: Re3 Fig. 04 - Quarta Campana: Mi3
   
Fig. 05 - Quinta Campana in guglia: Fa#3

 

 

Il sopralluogo del 08 ottobre 2013 ha evidenziato che:

- La patina superficiale delle campane si presenta ricoperta di guano e di incrostazioni di ossido nero-bluastre e verdastre che danneggiano il manto contribuendo a modificare la limpidezza e la “rotondità” del suono.

 

- Dal 1932, la calotta del secondo campanone (Do#3) era priva di maniglie, per cui la campana era sospesa mediante 6 bulloni che trapassavano il cielo della campana. Tale intervento ha fortemente indebolito la struttura della calotta che può correre il rischio di frantumarsi.

 

INDICE

 

 

Stato del Campanone Pruneri SI2

 

 

 

 

Fig. 06 - SI2 - Vista posteriore Fig. 07 - SI2 - Vista anteriore
   
Fig. 08 - SI2 - Dettaglio medaglione anteriore Fig. 09 - SI2 - Dettaglio dicitura
 
Fig. 10 - SI2 - Dettaglio maniglie

 

 

INDICE

 

 

 

Stato del Secondo Campanone Pruneri DO#3

 

 

 

Fig. 11 - DO#3 - Vista posteriore Fig. 12 - DO#3 - Vista anteriore
   
Fig. 13 - DO#3 - Dettaglio decori Fig. 14- DO#3 - Dettaglio Stemma Pruneri
   
Fig. 15 - DO#3 - Dettaglio maniglie inesistenti sostituite da una doppia calotta in acciaio

 

 

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Stato della Terza Campana Barigozzi RE3

 

Fig. 16 - RE3 - Vista posteriore Fig. 17 - RE3 - Vista anteriore
   
Fig. 18 - RE3 - Dettaglio decori Fig. 19 - RE3 - Dettaglio Stemma Barigozzi 1945
   
Fig. 20 - RE3 - Dettaglio maniglie

 

 

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Stato della Quarta Campana Pruneri MI3

 

Fig. 21 - MI3 - Vista posteriore Fig. 22 - MI3 - Vista anteriore
   
Fig. 23 - MI3 - Dettaglio decori Fig. 24 - MI3 - Dettaglio Stemma Pruneri
   
Fig. 25 - MI3 - Dettaglio maniglie

 

 

 

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Stato della Quinta Campana Pruneri Fa#3

 

 

Fig. 26 - FA#3 - Vista posteriore Fig. 27 - FA#3 - Vista anteriore
   
   
Fig. 28 - FA#3 - Dettaglio decori Fig. 29 - FA#3 - Dettaglio Stemma Pruneri
   
Fig. 30 - FA#3 - Dettaglio maniglie

 

 

 

INDICE

 

 

 

RESTAURO CAMPANE

 

  

Ogni campana è stata accuratamente pulita mediante utilizzo di un impasto liquido di acqua e cenere, finemente nebulizzata sulla superficie, in modo da far emergere il colore del bronzo antico e consentire la leggibilità di tutte le diciture ed i festoni decorativi di ogni singola campana. In particolare si segnalano:

 

01) Campana Si 2 – Pruneri 1891

-        Iscrizioni della testa: ANNUNCIO GLORIAS D.NI IN SOLEMNITATIBUS VESTRIS +

-        Iscrizione del ventre: DEO OPTIMO MAXIMO / DEIPARAE IMMACULATAS PATRONAE PROTECTORI D. BLASIO P. M. / HUNC CAMPANARUM CONCENTUM / POPULUS ET RECTOR CURIAE GALGIANENSIS CONLATO AERE COMPARARUNT DICARUNT / A. D. MDCCCXCI

-        Stemma Fonditore: all’interno di festone sorretto da Angeli: PREMIATA FOND / G. PRUNERI / GROSIO. In cima al festone: 1891

 

02) Campana Do# 3 – Pruneri 1891

-        Iscrizioni della testa: SI VOCEM EIUS AUDIERITIS NOLITE OBDURARE CORDA VESTRA +

-        Stemma Fonditore: all’interno di rettangolo con festone floreale superiore e due fiere poste di schiena: PREMIATA FOND / GIOR. PRUNERI / GROSIO . In cima al festone dentro a un cerchio: 1891

 

03) Campana Re# 3 (*) – Barigozzi 1945

-        Iscrizioni della testa: DIE AC NOCTE NON CESSO LAUDARE NOMEN DOMINI +

-        Stemma Fonditore: all’interno di fascia di pergamena, con due Angeli che sorreggono una campana posta sopra al Duomo di Milano: DITTA F. BARIGOZZI DELL’ING. PROSPERO BARIGOZZI; sotto una fascia più piccola: MILANO contornata di medaglie di premi. Nella fascia soprastante: MCMXLV

-        (*) = La campana è in realtà un Re3 causato da un errore di progettazione del fonditore (vedi più sotto).

 

04) Campana Mi 3 – Pruneri 1891

-        Iscrizioni della testa: IN GAUDIUM ET IN LUCTUM INVOCATE DOMINUM. +

-        Stemma Fonditore: all’interno di festone floreale con due Angeli trombettisti: PREMIATA / FON. PRUNERI. In cima al festone stemma araldico ovale con tre piccole sfere.

 

05) Campana Fa# 3 – Pruneri 1891

-        Iscrizioni della testa: DOMINUS DABIT VOC(nascosto) SUAE VOCEM VIRTUTIS. +

-        Stemma Fonditore: all’interno di un rettangolo: PR. FOND. / PRUNERI. In cima al festone due festoni floreali sostengono una corona larga, al cui interno vi è un’ellisse in cui si vedono le cifre 1891.

 

La pulizia effettuata, oltre a garantire un’ossidazione futura graduale ed omogenea, ha permesso di far ritrovare la bellezza del suono pastoso e “rotondo” di ogni singolo bronzo che si amalgama perfettamente nel “mixtur” della suonata di “distesa generale”.

 Questo concerto ha attualmente una caratteristica particolare, cioè di essere intonato in scala di Si minore (Si2, Do#3, Re3, Mi3, Fa#3). In base agli accertamenti storici, la motivazioni è da ricercarsi nella rifusione della terza campana del 1945, che avrebbe dovuto essere prodotta in sagoma ultraleggera con nota Re#3 e peso di 880 kg. Invece la campana prodotta ha le fattezze di un Re3 + 32/100 con peso di 1001,3 kg.

 

La seconda campana, Do#3, ritrovata priva di maniglie con la calotta indebolita, è stata consolidata mediante inserimento di corona circolare di acciaio – forata e filettata per il passaggio dei bulloni di sostegno al ceppo – all’interno del cielo della campana.

All’esterno è stata forgiata una contro-calotta in acciaio – forata e filettata per il passaggio dei bulloni di sostegno al ceppo – con maniglie di acciaio ribassate, così realizzate al fine di non modificare la posizione dell’asse di rotazione dei perni del ceppo. Il sistema corona circolare / contro-calotta garantisce coesione e preservazione della struttura bronzea della testa della campana, impedendole di deformarsi o di frantumarsi per effetto delle sollecitazioni trasmesse dai bulloni in fase statica o dinamica.

 

 

Fig. 31 - SI2 - Vista principale Fig. 32 - DO#3 - Vista principale
   
   
Fig. 33 - RE3 - Vista principale Fig. 34 - MI3 - Vista principale
   
Fig. 35 - FA#3 - Vista principale

 

 

 

Fig. 36 - SI2 - Vista principale Fig. 37 - DO#3 - Vista principale
   
   
Fig. 38 - RE3 - Vista principale Fig. 39 - MI3 - Vista principale
   
Fig.40 - FA#3 - Vista principale

 

 

 

Fig. 41 - SI2 - Vista posteriore Fig. 42 - DO#3 - Vista posteriore
   
Fig. 43- DO#3 - Dettaglio contro calotta in acciaio
   
Fig. 44 - RE3 - Vista posteriore Fig. 45 - MI3 - Vista posteriore
   
Fig. 46 - FA#3 - Vista dal basso

 

 

 

INDICE

 

 

 

Dettaglio restauro decori SI2 Pruneri

 

  

Nelle seguenti immagini, dettaglio dei decori restaurati.

 

 

Fig. 47 - Decoro SI2 Fig. 48 - Decoro SI2
   
Fig. 49 - Decoro SI2 Fig. 50 - Stemma Pruneri SI2
   
Fig. 51 - Dicitura di dedica SI2

 

 

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Dettaglio restauro decori DO#3 Pruneri

 

  

Nelle seguenti immagini, dettaglio dei decori restaurati.

 

 

   
Fig. 52 - Decoro DO#3 Fig. 53 - Decoro DO#3
   
 
Fig. 54 - Decoro DO#3

 

 

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Dettaglio restauro decori RE3 Barigozzi

 

  

Nelle seguenti immagini, dettaglio dei decori restaurati.

 

 

   
Fig. 55 - Decoro RE3 Fig. 56 - Decoro RE3
   
 
Fig. 57 - Decoro RE3 con stemma Barigozzi e data 1945

 

 

 

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Dettaglio restauro decori MI3 Pruneri

 

  

Nelle seguenti immagini, dettaglio dei decori restaurati.

 

 

   
Fig. 58 - Decoro MI3 Fig. 59 - Decoro MI3
   
 
Fig. 60 - Decoro MI3 con stemma Pruneri e data 1891

 

 

 

 

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Dettaglio restauro decori FA#3 Pruneri

 

  

Nelle seguenti immagini, dettaglio dei decori restaurati.

 

 

   
Fig. 61 -Decoro FA#3 Fig. 62 - Decoro FA#3
   
   
Fig. 63 - Decoro FA#3 Fig. 64 - Decoro FA#3

 

 

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Video clip - Inaugurazione e collaudo campane restaurate

 

 

 

 

2013-11-10: Inaugurazione Campane (Si2 - Pruneri 1891) di Galgiana - Casatenovo (LC)

 

 

 

 

 

2013-11-14: Installazione Campane (Si2 - Pruneri 1891) sulla torre di Galgiana - Casatenovo (LC)

 

 

 

 

 

2013-11-22: Collaudo Campane (Si2 - Pruneri 1891) sulla torre di Galgiana - Casatenovo (LC) 

 

 

 

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Bibliografia


Bib-TS-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-TS-522 - Ing. Michele Cuzzoni - "Parrocchia S. Biagio - Galgiana di Casatenovo (LC) - Campanile - Cella campanaria - Campane - Operazioni di Restauro 2013 - Relazione" -  Sannazzaro de' Burgondi, 2013
Bib-TS-068 - Nuovo Colombo, Manuale dell'Ingegnere, Ed. Hoepli, 2002
Bib-TS-445 - Prof. arch. C.R. Romeo, (L') Approccio metodologico al progetto di restauro attraverso l'analisi di tre casi studio, Faenza, 1992
Bib-TS-449 - AA.VV., Ripristino delle Campane, Tip. Poliglotta Vaticana, 1958

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