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 Campane e concerti storici - Regione Marche

AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)

Cap. ARS-H10 - Rassegna bronzi storici - Pag. ARS-H10.282

Gli argomenti trattati sono stati inseriti da Ing. Arch. Michele Cuzzoni nel 2020 - © Copyright 2007- 2024 - e sono desunti dalla documentazione indicata in Bibliografia a fondo pagina


 

       

  

Provincia di Macerata - Comune di Corridonia

CENSIMENTO 2020

Le Campane della Chiesa dei SS. Pietro, Paolo e Donato

di Ing. Luca Paolini di Osimo

 

 

 

INDICE:

 

Rilevazioni effettuate domenica 07 giugno 2020 da Luca Paolini di Osimo e Francesco Mazzeo da Foligno. 

Pesi delle campane ricavati dalle tabelle presenti sul sito di campanologia:

http://www.campanologia.it/contenuto/pagine/01-ATS/ATS-I03/ATS-I03-03-Tabelle.htm

Le campane storiche

 

Le notizie relative alla storia di queste campane si possono leggere nel testo “La mia chiesa parrocchiale” di Giorgio Quintili.

Egli, riprendendo a sua volta il dattiloscritto dell’Inventario redatto da E. Illuminati, riporta che nel 1723, quando fu riedificato il campanile attuale (il precedente era crollato a causa di un forte terremoto la notte del 25 gennaio 1703), le campane erano tre, e furono posizionate su di esso il 27 giugno 1724.

Lo stesso Illuminati ne fece anche una descrizione, mancante però della prima parte delle iscrizioni presenti sulla campana maggiore: “Deus Homo factus est Christus regnat Christus imperat Christus ab omni malo nos defendat. E queste hanno per termine sì nel principio che nel fine una croce.

Intorno a questa campana vi sono quattro immagini scolpite:

- la prima di esse è un Crocifisso a cui manca la gamba destra con un serafino ai piedi della croce:

- dall’altra parte sta scolpita l’immagine della SS.ma Vergine, che viene incoronata dal Padre Eterno e dal Figliolo; tra l’uno e l’altro di questi sotto la corona è lo Spirito Santo ed attorno a tutte queste immagini stanno otto serafini.

- A destra vi è S. Pietro, sotto al quale uno stemma di casa Tolomei e ai piedi di esso la seguente iscrizione: Hasce campanas fractas reficiendas curavit Didacus Ptolemaus Propositus A. D. MDCLXV. ed infine di questa un ramoscello di salvia di tre foglie a capo in giù.

- A sinistra sta S. Barbara, che porta alla destra una palma e colla sinistra in atto di appoggiarsi ad una fortezza. Ai piedi di detta Santa sta scolpito il seguente verso: Barbara Virgo Dei modo memento mei, sotto di cui sta un altro ramoscello di salvia con tre foglie unite insieme.

 

 

L’altra campana inferiore è alta palmi tre romani, di circonferenza larga palmi dieci e grossa oncie due e mezza. Vicino alla sommità è scolpito in rilievo dintorno ad una fascia il seguente motto: In nomine Jesu omne genu flectatur caelestium terrestrium et infernorum = con una mano che indica = In hoc signo vinces = dimostrane una croce.

Intorno a questa vi sono quattro immagini di rilievo, cioè dei SS. Pietro e Paolo, di un Crocifisso sostenuto dal Padre Eterno e da piedi della croce una morte; della Madonna B.ma col Bambino e sotto questa la seguente descrizione: Georgius Petrutius Eugubinus fecit A. D. MDCLXV con un ramoscello di salvia di tre foglie all’ingiù.

 

 

La terza campana più piccola è alta un palmo e mezzo romano, larga per la circonferenzan palmi quattro e mezzo, grossa oncie I di peso … 97,50: nella sommità di questa in una fascia sta scritto in rilievo = Sancte Petre ora pro nobis = col millesimo MDCXXXV e tutto ciò viene incluso tra due croci.

Intorno a questa campana vi sono l’immagini rilevate del SS.mo Crocifisso, della Madonna SS.ma col Bambino in braccio e di S. Nicola da Tolentino e sopra due angeli, che sostengono la corona.

 

Il peso delle prime due campane non si è potuto distintamente raccogliere per non potersi rimuovere quelle dal castello senza sommo pericolo ...

 

 

Dall’inventario del 1761 vengono sempre menzionate tre campane: due grosse ed una piccola.

 

Nel 1838 don Giovanni Olivieri ci fa sapere che le campane erano quattro. Lo stesso preposto, nel 1842, le descrive un po’ più dettagliatamente: “Vi è il Campanile con quattro campane solennemente benedette il dì 15 novembre 1829 da Monsig. Canestrari Vescovo di Montaldo (1), e dedicate,

- la Maggiore del peso circa 5000 Libbre ai Principi degli Ap. S. Pietro, S. Paolo e S. Donato Vesc. e mart.

= La seconda alla Immacolata Concezione di Maria Vergine, a S. Giuseppe, ed a S. Giov. Battista.

- La terza a S. Clemente Papa, e Mart.

- La quarta finalmente a S. Emidio, a S. Vincenzo Ferreri, ed a S. Andrea Avellino”.

(1) Montalto

Altre notizie sono fornite da don Giuseppe Miti: “Attaccato alla parete sud della chiesa si edificò il campanile alto circa 35 metri dove sono collocate quattro campane: la prima di 15 quintali con la nota RE; la seconda di 8 quintali con la nota FA; la terza q.li 4,50 con la nota LA bemolle; la quarta di un quintale e mezzo con la nota RE ottava della prima … 1921: rifusione della terza campana rotta nel 1910 (£. 2550) … 1929: rifusione della quarta campana”.

 

Lo stesso sacerdote, in occasione della requisizione durante la seconda guerra mondiale, cercò di salvarne alcune antiche, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, in modo particolare proprio quelle della parrocchia.

Nonostante ciò dovette consegnare una campana (2) insieme ad altre undici di varie chiese della città.

Una campana dello stesso peso di quella requisita venne riconsegnata qualche anno più tardi dal Governo Italiano (23 Marzo 1955) al preposto don Clario Pallotta e ricollocata nella sua campata d’origine.

(2) Quintili riferisce che la campana consegnata fu la quarta (quella del 1929). Lo scrivente invece ritiene sia stata la terza (vedi iscrizioni sulle campane attuali)

Il libro di Giorgio Quintili riporta poi altre notizie: un appunto di don Andrea Bartolazzi, a pagina 845 della Cartella Miscellanea, scrive: “Giovedì 27 Aprile 1916 – data memorabile questa perché il Campanone di questa Collegiata dal ragguardevole peso di … (a questo punto lascia uno spazio bianco) verso le ore 8:30, mentre si portava la Comunione coi fiocchi agli infermi della Parrocchia nell’interno della Città e si suonava il doppio, il battaglio del detto Campanone del peso di circa un quintale cadde, passando frammezzo al pilastro che sostiene la seconda campana nel sottostante piazzaletto presso il pozzo; e fu vero miracolo se non si ebbe a deplorare nessuna vittima. Se il battaglio fosse caduto dalla parte opposta sul piazzale grande della Chiesa, che a quell’ora è ordinatamente popolato dai fedeli, che sono usciti o stanno per entrare in Chiesa, avressimo avuto certamente qualche morto perché il detto battaglio forò una piccola fossa nel mattonato”.

Da annotare che la campana maggiore nel giro di 30 anni è caduta tre volte a causa della mancanza di castello e di altre opere di sicurezza necessarie alla bisogna. Per la rifusione di detta campana da parte di Pietro Baldini da Sassoferrato costò la somma di scudi 258”.

P.P. Bartolazzi ci fa sapere inoltre alle pagine 224-225 delle sue Memorie di Montolmo “… essendosi gli insorti fortificati a Macerata i repubblicani diedero l’assalto alla città nei giorni 4 e 5 luglio 1799 … dopo di che si diressero su Montolmo ov’eransi attestati molti reazionarii. Quel giorno un tal Pietro Marcelletti sonando a stormo cadde dalla torre di S. Pietro, e morì di subito”.

Nel testo di Quintili si ricorda anche la “mitica” figura “de Ansermo” l’ultimo campanaro che, secondo la testimonianza di tante persone, riusciva a suonare con disinvoltura il campanone a mano, incurante dell’ “assordante rimbombo”, stando con disinvoltura a cavalcioni sulla soglia dell’arcata.

 

Il primo intervento di elettrificazione del movimento di queste campane fu eseguito dalla ditta Francesco Broili di Udine, probabilmente tra la fine degli anni ‘50 e la prima metà degli anni ‘60 del 1900.

Di seguito si riporta un’immagine, tratta sempre dal libro di Quintili, in cui si mostra il campanile con le campane da poco elettrificate dalla ditta Broili.

 

Descrizione delle campane attuali

 

Campana maggiore

 

 

Fusa nel 1829 dai fratelli Baldini.

Sulla pancia della campana è presente la seguente iscrizione:

 

MUNIFICENTIA LEONIS XII P O M

EXORANTE ULMODUNI MAGISTRATU

HOC AES CAMPANUM REFUSUM ET AUCTUM

AD MAJOREM CONCENTUM A D MDCCCXXIX

OPERE FRATRUM DE BALDINIS SENTINATUM

 

Sulla parte centrale della campana sono raffigurati la Madonna con Bambino in braccio che guardano la beata Beatrice di Ornacieu, un vescovo (forse san Donato), un Crocifisso ed un’altra immagine.

Diametro campana: 136,5 cm.

Peso: 1523 kg circa.

Nota: Re 3.

 

 

INDICE

Campana di seconda grandezza

 

Fusa nel 1829 dai fratelli Baldini.

Sulla pancia della campana è presente la seguente iscrizione:

 

IMPARI PROCTU PARTE TUM PRAEPOSITURAE

TUM II CANONICATUS TIT S PHILIPPI NEREI AEQUE VACANT

A LEONE XII P O M PRIORIBUS POPULI POSTULANTIBUS ANNUENTE

CAPITULO ET EMO ORDINARIO FIRM PROBANTE

LOCO SUBSTANTIAE HAEREDITARIAE ONERATAAE A DEFUNCTO PRAEPOSITO

OBVENEN OPERI ADTRIBUTA ATQ AERE AD MAJOREM DEI GLORIAM

AB INSIGNI CANONICARUM COLLEGIO IN NUMMIS CD ULTRO CONFLATO

ECCLESIA NOVO ORGANO NOVIS CAMPANIS ISTRUCTA

A D MDCCCXXIX

 

Immagini presenti: Santissimo Sacramento, Madonna di Guadalupe (con sopra scritto “LA MADONNA SS DI GUADALUPE”, Crocifisso ed un’altra immagine.

Sotto il Crocifisso è presente inoltre la seguente iscrizione:

 

OPUS FRATRUM DE BALDINIS

 

Diametro campana: 109,7 cm; spessore: 8,4 cm.

Peso: 750 kg circa.

Nota: Fa 3.

 

INDICE

Campana di terza grandezza

 

 

Fusa nel 1955 dalla fonderia Bianchi di Varese.

Sulla parte superiore della campana è presente la seguente iscrizione:

 

+ PORTAE INFERI NON PRAEVALEBUNT

 

Sulla pancia della campana sono presenti le seguenti iscrizioni:

 

ABLATUM TEMPORE BELLI

A D MCMXL – MCMXLIV

RESTITUTUM PUBLICO SUMPTU

A D MCMLV

 

Sotto uno stemma con all’interno:

 

FONDERIA

BIANCHI

VARESE

 

E sotto ancora:

 

1955

 

Immagini presenti: san Donato, il Crocifisso, un martire (forse San Giacomo il Maggiore) ed un’altra immagine.

Diametro campana: 86,0 cm; spessore: 6,1 cm.

Peso: 360 kg circa.

Nota: La 3.



INDICE

Campana di quarta grandezza

Fusa nel 2004 dalla fonderia Allanconi di Bolzone (CR).

Sulla parte centrale della campana sono raffigurate alcune scene della vita di Gesù, tra cui il viaggio sull’asinello con la Madonna e san Giuseppe.

Sulla parte centrale della campana è presente inoltre lo stemma del fonditore:

 

FONDERIA

ALLANCONI

BOLZONE - CR

 

Ed immediatamente sotto:

 

RIFUSA NELL’ANNO DOMINI MMIV IL PARROCO DON LUCIANO MONTELPARE

 

Diametro campana: 62 cm; spessore: 4,1 cm.

Peso: 140 kg circa.

Nota: Re 4.

 

INDICE

 



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Bibliografia

Bib-ST-000 - Testo di Ing. Arch. Michele Cuzzoni tratto da monografia di Ing. Luca Paolini

Bib-ST-815 - Archivi Curie Marchigiane - Per gentile concessione di Ing. Luca Paolini di Osimo

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