AREA I - ARTE TECNICO SCIENTIFICA (ATS)
Capitolo ATS.Q03: "Progetti di Restauro e Consolidamento di Campanili realizzati da Ing. Michele Cuzzoni" - Pagina 02

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2007, aggiornati il 21/04/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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2002 - Progetto di Volontariato: Campanile S. Antonino M - Torrazza Coste (PV)

 

INDICE:

 

Il Restauro della Torre Campanaria - 2002 -  Cenni storici

con Regolamenti per il suono delle campane e regolamento per il sagrestano

 

Estratto da Ricerca storica per la Tesi di Laurea

"Recupero del complesso Parrocchiale di s. Antonino martire in comune di torrazza coste. a.a.1999-2000"

 

[...] Poiché le onde sonore si espandono meglio se la sorgente è posta in alto, i campanili edificati in pianura sono molto più alti di quelli costruiti in montagna, ove la posizione della chiesa è di per se’ – spesso – molto in alto.

 

A Sant’Antonino, la torre (attuale) è alta circa 17 metri alla punta della croce e 15,50 metri al netto di essa; qui di seguito se ne riporta la storia e qualche notizia interessante, come il Regolamento per il suono delle campane, (realizzato sotto la dominazione napoleonica del primo Ottocento) e i segnali di richiamo utilizzati attualmente per le Funzioni religiose.

 

La torre iniziale si distingueva appena dalla chiesa e aveva una sola piccola campana; la copertura era in coppi con tetto a padiglione. Le seguenti informazioni cronologiche sono desunte dalla documentazione d'archivio esistente in parrocchia.

 

1595) procurare una campana in più.

 

1599) il Comune non ha comperato la campana.

 

1639-1642) atti di contesa con i parrocchiani di Murisasco che, venendo a Messa a Sant’Antonino già da oltre 60 anni, si rifiutano di pagare  la campana che si è rotta “per aver troppo suonato per richiamarli”.

 

1642) i parrocchiani di Murisasco sono condannati dal Vescovo a pagare la campana che, in un atto del 1639 risulta pesare 7 rubbi (circa 65 kg), mentre quella nuova è di 13 rubbi (circa 120 kg).

 

1700) Inventario: 2 campane nel campanile, una ancora rotta.

 

1709) ci sono due campane, una rotta; provvedere quanto prima.

 

1768 28 settembre) Memoria per li successori. In occasione, che in quest’anno corrente 1768, il dì 22 agosto, si diede principio all’alzata del campanile [esistente] di questa Chiesa Parrocchiale di S. Antonino. In diffetto di tavole, fu disfatto da Mastro Antonio Lotti Architetto, un credenzone vecchio, antichissimo ed affatto inutile, che si trovava descritto tra gli utensigli di questa canonica, essendosi adoprate le tavole di detto credenzone, per fare li centini degli archi del medesimo campanile; e ciò alla presenza di Domenico Girani fu Piero, Maestro Console di questa Comunità, e di Giovanni Bossalino figlio del fu Bartolomeo della Mogliazza. In Fede, fir. ANTONIO LODI Priore di S. Antonino.

 

1795) Inventario: esiste un campanile con le scale, appartiene al Comune;  vi sono 2 campane, benedette da mons. Vescovo Carnevale nella Chiesa di Casalnoceto, si suona la mattina, la sera e alla Messa Parrocchiale; le corde le provvede la Chiesa;  la porta del campanile, chiusa a chiave, è annessa alla sacrestia;  L’Ave Maria si suona a mattina e a sera, si usa l’agonia dei morti; quella del venerdì no; alla messa Parrocchiale e alla Dottrina si suonano tutt’e due.

 

1808) procurate le corde delle campane.

 

1809) eseguita la pittura al campanile.

 

1809, 5 novembre) Regolamento per il suono delle campane:

 

1810) tassa per le campane: corrispondente al regolamento per le campane: Morti di stola bianca (fanciulli): 20 soldi; Morti di stola nera: 1 campana: £ 1, per 2 campane: £ 1,20 moneta di Milano.

 

1813) riparate le campane: zeppe e 5 libbre di chiodi per ruote.

 

1816) la torre è scoperta di coppi.

 

1818) rifacimento tetto del campanile.

 

1819 e 1824) comprate corde nuove.

 

1823) rifacimento del castello.

 

1825) Inventario: esiste un campanile con 2 campane.  Si suona la mattina, la sera e alla Messa Parrocchiale;  le corde le provvede la Chiesa.  L’Ave Maria si suona a mattina e a sera, l’agonia non si usa mentre si usa quella dei morti; quella del venerdì non si usa.

 

1846) Regolamento sagrestano:

 

1) servire messa in tutti i giorni festivi, uffici, benedizioni, tridui, novene.

2) pronto per apparare e disparare la chiesa.

3) è tenuto a suonare l’Ave Maria a sera e mattina, i Pater noster in tutti i venerdì, la S. Messa, i vespri nei festivi le benedizioni, le comunioni e tutti gli uffici meno quelli dei morti e degli interri, purchè non richiesto.

4) disposto ad accompagnare il parroco nel viatico e quando serve.

 

1847) al falegname Malaspina per 6 giornate; 6 libbre di chiodi, 6 mappette e brache alle campane

 

1853) 3 viti e cunei messi ai ceppi delle campane.

 

1855) lavori fatti ai ceppi delle campane.

 

1858) si deve suonare il segno degli agonizzanti, non solo dei morti;

 

1866) aggiunte viti e ferri al ceppo della campana maggiore.

 

1866) mascarizio da mettere al battente della campana.

 

1887) lavori alle campane.

 

1888) comprata correggia per battaglio campanone.

 

1896) comprata catenella per campane.

 

1903) presentazione della Ditta Mazzola fonditori di campane.

 

1904) acquistato “mascherizzo” per assicurare battaglio.

 

1905) aggiustate ruote e mascherizzo perché un battaglio è caduto.

 

1906) Contratto per le campane:

 

concerto di tre campane in fa, sol, la; peso complessivo q 15; castello comprensivo di: ruote, colonne, ceppi, mensole, peso q. 14.

Prezzo campane nuove lire 3,5 kg; ritiro campane vecchie a lire 3,1 al kg, per il castello ecc. lire 0,45;

lastrone di granito con bulloni isolforati lire 15;

3 batacchi circa 30 kg l’uno di ferro dolce lire 30;

3 mascarizi e morsetti lire 4;

campane nuove e vecchie da condursi alla stazione di Casteggio;

le vecchie saranno fuse nelle nuove; arriveranno al 25 gennaio 1907;

lavoro garantito fino al 31 gennaio 1911.

Pagamento: circa lire 5000, in rate così suddivise: lire 3000 come collocate e il residuo in 4 rate uguali per 4 anni da pagarsi il 1° febbraio d’ogni anno.

 

1906) Sovralzo e sistemazione campanile: 4 chiavi in ferro con relative palette di rinforzo della sommità del campanile per costruirvi sopra la cupola (37,5 kg); lastrini di ferro (molette) per assicurare le antenne dei ponti kg 5,7;  punte di Parigi kg 3; corde per issare materiali al campanile; 2 pennelli da muratore per tinta al campanile; 9 kg di terra gialla, nera e rossa; 4 lastre ferro kg 27; 60 kg calce bianca e 1 q di cemento; pezzo di granito forato da mettere sulla sommità della cupola del campanile per piantarvi la croce; 250 kg di cemento; 10 qli calce; 50 kg gesso; 50 kg gesso cotto macinato

 

1906, 7 dicembre) rassicurazione della fonderia per l’inizio lavori.

 

1907, 8 gennaio) spedizione campane vecchie; scalpello per bucare pilastri campanile; spese varie per campane nuove.

 

1907, 20 gennaio) fusione per il 24 gennaio; fino alle 11 le vecchie sono intatte (per arrivo corriera da Novara) dopo verranno rotte e messe nel forno; peso campane vecchie 246 kg.

 

1907, 24 gennaio) al priore Pastore per andare a vedere la fusione.

 

1907, 29 gennaio) sabato spedizione; richiesta maestro di musica per intonare il concerto.

 

1907, 15 febbraio) spedizione e collaudo avvenuti

 

1907, 16 febbraio) a Montebello: il Vicario di Montebello don Bruno benedice le campane; il parroco di S. Antonino funge da padrino per il campanone; Daglia Giuseppe - Priore Compagnia del SS. Sacramento - per la seconda; Ghia Carlo - Priore Cassa delle S. Anime Purganti - per la terza.

 

1907, 18 febbraio) abbassamento del parapetto e del solaio sotto le campane; 2 qli calce e assi di scarto per solaio sopra campane.

 

1907, 27 febbraio) occorre un coperchio per il ceppo della campana; pagamento prima rata; cambiamento fune.

 

1907, 28 febbraio) benedizione campane in parrocchia.

 

1907, 3 marzo) cordicella per suonare a festa; catena per campana.

 

1907, 21 aprile) richiesta al Vescovo di poter stornare dalla cassa del SS. Sacramento 500 lire per pagare le campane.

 

1910) note varie: 3 campane di solo bronzo pesate a Pragate nel 1907: 1470 Kg;  per Mazzola 1495 (3,5 £ al kg); ferro e ghisa: 1446 kg; lastra di granito: 156 kg; battagli: kg 31 x 3; peso vecchie: 245 kg

 

1911) riduzione di prezzo sulle campane causa peso diverso ed essendo la chiesa povera; 3 catenelle per suonare a festa.

 

1925) rifacimento pianerottoli del campanile.

 

1928) riparazioni al ceppo campana.

 

1936 e 1949) nuova scala al campanile.

 

1937) rifacimento solaio piano campane.

 

1940) sistemazione campane.

 

1942) cuoio per battaglio campanone.

 

1943) Segretariato di Guerra per asportazione campane; peso totale 1300 kg; campanone: 780 kg.

 

1944) nuova corda al campanone.

 

1945) riparazione molle campane in acciaio.

 

1947) cementatura cupola.

 

1951) smontaggio campana piccola e sostituita intercapedine lignea.

 

1957) riparazione ai battagli.

 

1958) smontaggio campana media per sistemazione intercapedine lignea; rifacimento contrappeso campanone kg 99.

 

1963) riparazione campana.

 

1965) restauro campanile e scrostamento completo .

 

1966) sistemazione incastellatura campanone

 

1967) cuscinetti al posto delle bronzine; revisione cerchi e castelli, staffe di sicurezza ai battagli, staffa su campanone.

 

1971) orologio elettromeccanico

 

1974) olio per orologio

 

1975) Regolamento per i segnali di richiamo:

 

1) S. Messa domenicale: 3 o 4 richiami a distesa con tutte le campane di 2 minuti ciascuno ogni 10 minuti.

2) Solennità: 4 richiami a distesa con tutte le campane di 4 minuti ciascuno ogni 15 minuti; 1 segnale a festa dalla sommità del campanile di 10 minuti.

3) Funerale od Ufficio Funebre Solenne: 3 richiami intervallati di 15 minuti con campane a bicchiere in discesa singola per tre giri consecutivi; il quarto giro le campane sono a distesa veloce fino al termine delle libere oscillazioni; 1 segnale a distesa all’arrivo del feretro o 3 minuti prima dell’ufficio.

4) Concerto: campanone a bicchiere e campane piccole a festa.

5) Segnale agonia: per un uomo, il campanone a bicchiere e 9 segni cadenzati; per una donna:  campana media a bicchiere e 6 segni cadenzati.

6) Segnale per adunata dei Confratelli e Consorelle della Compagnia del SS. Sacramento: fermo restando i segnali precedenti, aggiunta finale dopo ognuno della campana piccola a distesa veloce per 2 minuti.

7) Sanctus della Messa e Benedizione Solenne con Reliquia o SS. Sacramento: 3 campane a distesa per il tempo necessario.

 

1994) rifacimento dei pianerottoli del campanile.

 

1995) intervento generale di pittura ai castelli, contrappesi e ferramenta campane.

 

1996) revisione accurata campane e orologio ditta Trebino; fissaggio battagli con cinghie di sicurezza in acciaio, nuovi cinghioni di cuoio per l’oscillazione dei battagli.

 

1997) sostituzione botola di accesso al pianerottolo della cella campanaria con altra metallica, più alta e a tenuta stagna; foro di scolo acque piovane praticato nel muro del finestrone est ed apposizione di tubo esterno al campanile; sostituzione catenelle per il suono delle campane a festa con altre zincate.

 

1998) sostituzione catene campane con altre di ferro dolce.

 

1999) sostituzione catene campane con altre di acciaio zincato per complessivi 45 kg: 8 metri campanone, 7 metri campana media, 6 metri campana piccola; sostituzione corde campane con altre di fibra sintetica per complessivi 5 kg: 9 metri campanone; 8 metri campana media; 7 metri campana piccola; apertura foro nel primo pianerottolo per consentire alla corda della campana piccola di essere “a piombo”.

 

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Il degrado a FEBBRAIO 2002

 

Classifica del degrado a colori: STATO...

 

Pessimo

 

Cattivo

 

Mediocre

 

Discreto

 

Buono

 

Ottimo

 

 

In Sacrestia, aprendo la porta della parete ovest (con catenacci in buono stato) si giunge alla base del Campanile (160 x 170 cm), ove si notano le seguenti caratteristiche:

 

A) La base del Campanile

 

a) Pavimento: realizzato con mattoni (24 x 12, rosso scuro) disposti a file parallele a due a due ruotate di 90°; ha fughe, in terra rossiccia, di 2 cm.

 

b) Muro est: vi si apre la porta di accesso, nel muro di notevole spessore (80 cm), totalmente annerito nell’architrave per la presenza di muffe e microorganismi che danneggiano la struttura lignea.

 

c) Muro nord: vi è una feritoia con finestra a telaio di legno con un vetro, inutilizzabile per la costruzione esterna della centrale termica.

 

d) Muro ovest: intonacato in cemento grigio come gli altri, accoglie su di se’ la scala per raggiungere i pianerottoli successivi.

 

e) Muro sud: vi si apre un armadio a muro con anta lignea di abete entro cui si trovano disposti alcuni arredi in attesa di restauro.

 

f) Oggetti: completano l’arredo un antiquato orologio elettromeccanico del 1969 con basamento non perfettamente fissato a terra e le tre corde che scendono dalla cella campanaria .

 

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B) La salita alla cella campanaria

 

a) Primo pianerottolo: dalla base del campanile, la scala a pioli del muro ovest, conduce al piano superiore (+ 220 cm) in legno di abete, scomodo per la mancanza di corrimano superiore a cui agganciarsi e senza luce.

 

b) Secondo pianerottolo: una scala parallela alla precedente raggiunge il secondo piano (+ 550 cm), egualmente scomodo e buio. La feritoia nord riceve un poco di luce dal parcheggio, mentre la feritoia est consente l’ispezione visiva della trave principale del tetto della Sacrestia. Una porta murata con architrave in pietra si delinea sul muro sud.

 

c) Terzo pianerottolo: una scala addossata al muro nord, raggiunge il terzo piano (+ 800 cm), ancora più scomodo perché per raggiungerlo occorre aggrapparsi al dispositivo di fissaggio del quadrante dell’Orologio (pericoloso per distacchi nonché per danneggiamenti alle parti meccaniche); occorre anche evitare di farsi sostenere dalla catena della campana che corre rasente alla scala. Ancora non c’è luce.

 

d) Quarto pianerottolo: è la cella campanaria (+ 950 cm), che si raggiunge percorrendo una breve scala, parallela a quella dei punti a) e b), dopo aver aperto la botola di ferro che chiude il passaggio all’acqua. Il solaio, in calcestruzzo, è perforato da tre buche per il passaggio delle catene.

 

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C) La cella campanaria

 

E’ la sommità del campanile raggiungibile direttamente. Si trovano qui, in proporzione alla struttura del campanile, 3 grandi campane in FA, SOL, LA del 1907; le caratteristiche generali sono le seguenti:

 

a) Pavimento: è questo in calcestruzzo, ingombro di detriti e materiale di risulta caduto dall’intradosso della guglia; il neon che illumina la cella impedisce il libero movimento al suo interno; la botola di discesa deve essere chiusa prima di muoversi per evitare cadute accidentali.

 

b) Finestrone ovest: caratterizzato da una muratura portante in ciottoli e mattoni per lo più irregolari, (altezza dal pavimento 140 cm; 135x350 cm all’intradosso dell’arco) presenta notevoli distacchi d’intonaco (di calce rosata) e alcune lacune di materiale nel parapetto.

I pilastri laterali accolgono due mensole d’acciaio (arrugginite, ma riverniciate di recente), su cui sono montati due cuscinetti a sfera in cui ruota la campana piccola (in LA, diametro 84 cm, peso kg 345 + ferramenta di contrappeso in ghisa riverniciata).

La campana è ossidata, la catena (nuova d’acciaio zincato) non è perfettamente a piombo e la superficie della ruota ove scorre è arrugginita.

Nel pilastro di destra è incastrato il gancio di fermo della campana, per il bloccaggio durante lo scampanio a festa coi soli battagli.

 

c) Finestrone nord: ha muratura portante in ciottoli e mattoni per lo più irregolari, (dal pavimento + 140 cm, dimensioni: 135 x 350 cm all’intradosso dell’arco) presenta lacune di materiale nel parapetto.

La campana (in SOL, diametro 94 cm, peso kg 490 + ferramenta di contrappeso in ghisa riverniciata), è montata su due cuscinetti a sfera realizzati sopra mensole di ferro aggettanti esternamente (eccentricità del carico: 75 cm!), fissate ad una lastra di granito. Quest’ultima, poggia sul parapetto, sporgendosi di 20 cm, ed è fessurata in modo grave (su tutta le superficie) sotto il piede della mensola destra.

La campana si presenta altresì fuori asse, a causa dell’errato montaggio dei componenti nel 1960 dopo il rifacimento dell’intercapedine lignea di collegamento al contrappeso; il livello di ossidazione è elevato, mentre la catena nuova in acciaio zincato, non perfettamente a piombo, corre sulla ruota la cui superficie interna è arrugginita.

Il sistema di bloccaggio della campana, costituito da un gancio arrugginito collegato ad una catenella legata alla mensola destra, è quanto di più precario ci sia per il pericolo di rottura immediata sotto le tensioni a cui è sottoposta nello scampanio festivo.

Tuttavia (a tutt’oggi) funziona benissimo!

 

c) Finestrone est: ha muratura portante in ciottoli e mattoni per lo più irregolari, (dal pavimento + 140 cm, dimensioni: 135 x 350 cm all’intradosso dell’arco) presenta lacune di materiale nel parapetto.

La campana (in FA, diametro 104 cm, peso kg 690 + ferramenta di contrappeso in ghisa riverniciata), è montata, come la campana piccola su due cuscinetti a sfera collegati a mensole di ferro incastrate nella muratura dei pilastri.

Presenta un precario intervento di rinforzo al contrappeso, costituito da una lastra di ferro bloccata da quattro grossi bulloni (ora arrugginiti), con aumento di peso al medesimo ed un conseguente movimento errato di ritorno in avanti, ad una velocità elevata, spesso causa di caduta della catena (nuova in acciaio zincato), anch’essa non perfettamente a piombo sulla ruota la cui superficie interna è arrugginita.

Nel pilastro di destra è incastrato il gancio di fermo della campana, per il bloccaggio durante lo scampanio a festa coi soli battagli; esso è vistosamente piegato, a causa di qualche manovra errata di suono (antecedente al 1994).

Sul pilastro di sinistra è montato l’elettrobattente che rintocca le ore (2 volte in 3 minuti) e la mezz’ora (1 solo colpo); è in uno stato di ossidazione estrema.

 

d) Finestrone sud: è l’antico residuo delle effettive dimensioni delle finestre: ha muratura portante in ciottoli e mattoni regolari, (dal pavimento 240 cm; 135 x 250 cm all’intradosso dell’arco) presenta lacune di materiale nel parapetto. Non ha campane, ma i suoi pilastri contengono egualmente alcuni tiranti del castello.

 

e) Castello: è interamente in ferro (riverniciato di recente); i tiranti portanti si collegano ai pilastri del campanile, incastrandosi alla base dei finestroni ad un’altezza di 100 cm da terra; il diametro medio è di 5 cm. Tutte le parti del castello sono rigidamente collegate tra loro tramite travi e tiranti delle stesse dimensioni.

Al centro, ad un’altezza media di 300 cm da terra, sono disposte le balestre d’acciaio che costituiscono le molle di ritorno delle campane a bicchiere, azionate da una leggera trazione della fune quando la campana è ferma e capovolta.

Alla base, è posto un bastone di legno a cui sono collegate tre catenelle (di acciaio zincato) per l’aggancio dei battagli (a campane ferme) per il suono solenne festoso delle campane.

 

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D) La Guglia

 

E’ realizzata in mattoni (24 x 12 cm), a forma di covone, con un blocco di granito forato alla sommità, che funge da “chiave di volta” e da gancio di attacco della croce.

Nel corso dei decenni, ha subito cedimenti, sedendosi su se’ stessa in più punti; è scomparso il soffitto di legno che la isolava dalle campane.

 

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 Gli Interventi previsti - MARZO 2002

 

Consolidamento della guglia del campanile.

Per poter sistemare la guglia del campanile, realizzata a covone, con aggetti di mattoni man mano che si sale, occorre:

1) raggiungere la guglia con ponteggi o piattaforma elevatrice.

2) scrostare la guglia nelle parti ammalorate, suturare le crepe, reintonacare le murature della guglia e cella campanaria con intonaco “termt”, idrotraspirante a base di grassello di calce, con interposizione di maglia di acciaio per murature.

3) Ricoprire la guglia con lastra di piombo (il piombo si modella meglio lungo le curvature)

 

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IL RESTAURO - OTTOBRE 2002

 

Il procedimento costruttivo (del 1904) è quello di una gradonata tondeggiante di mattoni (24 x 13 x 7 cm) disposti a cerchi concentrici di diametro sempre minore man mano che si sale verso la sommità. La Croce sommitale è infissa su di un basamento di granito.

 

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02 ottobre 2002

 

Con l’aiuto di un’autogru a cestello, si è raggiunta la cupola, constatando l’estrema precarietà della struttura, sgretolata in più punti e danneggiata dalle continue infiltrazioni. Inoltre, la parte orientale di essa lasciava intravedere la trave “tirante” sommitale, in rovere, in precario stato di conservazione.

Constatato che una nuova copertura ad intonaco (prima delle lastre metalliche superiori) sarebbe stata inutile nonché pesante per la guglia, il Progettista, di concerto con il Capomastro e il Lattoniere, ha deciso di optare per una sutura delle fessure e dei punti danneggiati solo con malta di cemento e rete di acciaio zincato a maglia 2x2 cm, per poi ricoprire il tutto con lastre di piombo. In figura, particolare di sutura di una parte fessurata.

 

La gru in azione Gli operai constatano le condizioni della guglia
 
Stato della guglia Stato della guglia
 
Riparazione Guglia

 

 

Scendendo dal campanile, si è constatato anche lo stato di precarietà di alcune murature della cella campanaria sgretolate .

 

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03, 04, 07 e 08 ottobre 2002

 

I lattonieri hanno iniziato a rivestire la guglia del campanile con lastre di piombo da 1,5 mm di spessore in fogli da 50 x 100 cm. Il rivestimento a lastre consente alla guglia di sopportare adeguatamente gli sbalzi termici senza gonfiare o rompersi. Ogni lastra è stata tagliata in modo da avere apposite linguette per l’operazione di rivettamento con la lastra successiva. Ogni lastra è stata quindi saldata alla sua adiacente.

 

L’utilizzo del solo piombo è giustificato dal fatto che la forma della guglia è troppo irregolare per essere rivestita in piena aderenza dalla lastra di rame, poco duttile e piuttosto rigida. Solo attorno ai cornicioni è stato applicato un bordo in rame. Nelle figure seguenti, le fasi di montaggio.

 

Contemporaneamente la cella campanaria è stata consolidata dall’interno, otturando le fessure con malta di cemento espansiva e rete d’acciaio a maglie 2 x 2 cm ove necessario.

 

I lattonieri in opera I lattonieri in opera
 
I lattonieri in opera I lattonieri in opera
 
I lattonieri in opera I lattonieri in opera
 
I lattonieri in opera I lattonieri in opera
 

Termine dei lavori: 8 ottobre 2002

 

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Bibliografia


Bib-TS-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-TS-008 - M. Cuzzoni, Tesi di Laurea e Progetto esecutivo, Recupero del complesso parrocchiale di s. Antonino Martire in comune di Torrazza Coste, edito in proprio, Sannazzaro de' Burgondi, 2000 / 2002
Bib-TS-068 - Nuovo Colombo, Manuale dell'Ingegnere, Ed. Hoepli, 2002
Bib-TS-445 - Prof. arch. C.R. Romeo, (L') Approccio metodologico al progetto di restauro attraverso l'analisi di tre casi studio, Faenza, 1992

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