AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)
Capitolo ARS.H18: "Campane e Concerti storici: Regione Umbria" - Pagina 40

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2019, aggiornati il 26/04/2019, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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    Censimento 1941 - Comune di S. Angelo dopo Serra (PG) - Diocesi di Gubbio

 

 

 

   (PG) - Diocesi di Gubbio: Censimento delle Campane - di F. Cece

 

 

INDICE:

 

Censimento delle campane della diocesi di Gubbio del 1941

 

1941: elenco delle campane delle chiese della diocesi di Gubbio

 

Il 1° marzo 1941, in ottemperanza alle disposizioni pervenute dai prefetti di Pesaro e Perugia, mons. Beniamino Ubaldi diramò una circolare con la quale invitava i parroci della diocesi di Gubbio a redigere un censimento delle campane di tutte le chiese ricadenti nel territorio diocesano. 
L’inventario doveva contenere l’indicazione della località, della chiesa, del peso della campana, della sua data di fabbricazione e della sua composizione specifica. In mancanza di documenti o per l’impraticabilità del campanile il vescovo consigliò di attribuire alle campane un peso a stima e una composizione generica.
Entro il 20 marzo gli elenchi furono spediti ai rispettivi destinatari: il prefetto di Pesaro per quanto riguarda il comune di Cantiano; il prefetto di Perugia per il resto della diocesi.
La lista, oltremodo interessante anche se abbastanza lacunosa (non tanto per l’incertezza delle leghe o dei pesi delle campane, ma soprattutto per la mancanza delle date e delle iscrizioni di cui molte di esse erano e sono dotate), è di eccezionale importanza perché comprende ben 336 campane.
Sarebbe auspicabile redigere, ad oggi, un nuovo inventario che, grazie alla tecnologia moderna e ai tempi più lunghi a disposizione, potrebbe rivelarsi assai interessante.
Non ho ritenuto opportuno appesantire il censimento con troppe note a margine come pure sarebbe stato possibile fare.
Oltre a quelle ospitate nei campanili delle chiese, il materiale documentario disponibile elenca a parte le quattro campane del Palazzo dei Consoli
[17] e le tre del Museo Civico[18].
Non ho trovato documenti su un’eventuale requisizione per causa di guerra, ho invece reperito una circolare della Sacra Congregazione del Concilio del 1942 su una “eventuale requisizione delle campane delle chiese”[19].

 

INDICE

 

[17] Il Campanone, le due del doppio e la cosiddetta “scoletta”.
[18] - campane del museo civico;
       - campana della chiesa di Nogna -
ani dni mccxxxvi mse oct ubs (anni domini 1236 mensis octobris);
       - campana della chiesa di S. Maria di Burano -
sanctam spontaneam mentem honorem deo pati(r)ie liberationem mia de sasso ferrato me fecit MCVIII     Sotto la scritta è scolpito un Angelo che uccide Lucifero; dall’altra parte è l’immagine della vergine col Bambino.
       - campana della chiesa di s. felicissimo -
cristus rex venit in pace et deus homo, ubaldus fabrianus a.dni. MDCLXXVIII, factus est. Sotto la scritta sono scolpite quattro foglie oblunghe.
[19] Roma, 1° agosto 1942
Sacra Congregazione del Concilio
                           circolare
circa l’eventuale requisizione delle campane nelle chiese.

Eccellenza Rev.ma
Com’è noto all’Eccellenza Vostra Rev.ma, il Governo Italiano con regio decreto 23 aprile 1942, n. 505, ha stabilito di procedere ad una parziale e graduale requisizione delle campane delle chiese, eccettuandone, però, quelle delle chiese cattedrali e dei santuari e quelle di valore artistico o storico, ed avendo speciale riguardo per quelle delle chiese parrocchiali.
Attese tali disposizioni, è necessario fin d’ora accertare quali siano le campane aventi interesse artistico o storico, onde farle escludere dalla requisizione.
In vista di ciò, questa Sacra Congregazione del Concilio ritiene opportuno che l’Eccellenza Vostra inviti i parroci, i rettori e gli altri amministratori delle chiese, sia secolari sia anche religiose o regolari, esistenti in cotesta Diocesi, a redigere, ciascuno per proprio conto e con la massima sollecitudine, l’elenco delle campane che sono o si presumono di valore artistico o storico, per rimetterlo quanto prima a cotesta Curia.
Tale elenco dovrà essere corredato dalle seguenti indicazioni e documenti, cioè:
1° di copia (e preferibilmente calco) delle iscrizioni scolpite o poste in rilievo sulla campana, con l’indicazione della data di fusione e del nome del fonditore, nonché dei carattesi adoperati (latini, gotici, ecc.);
2° della descrizione (o calco) dei fregi decorativi;
3° della indicazione delle dimensioni della campana (cioè lunghezza alla bocca, e altezza fra la bocca e la sommità del corpo, esclusi così gli anelli terminali di sostegno);
4° delle eventuali altre notizie di particolare interesse della campana, e delle fotografie che fosse possibile eseguire.
Per non mettere, poi, in apprensioni cotesta buona popolazione, converrà che essa venga opportunamente avvertita che le dette operazioni non sono dirette alla requisizione  delle campane, ma invece allo scopo di ottenere dalla Autorità civile l’esenzione dalla requisizione delle campane medesime.
In base agli elementi  contenuti negli ellenchi sopra accennati, cotesta Curia, valendosi dell’opera del Consiglio Amministrativo Diocesano e della Commissione Diocesana dell’Arte sacra, procederà a quegli ulteriori accertamenti che l’importanza e la delicatezza della materia richieda, ed inviterà i predetti Organi a pronunciarsi sommariamente sul valore artistico o storico di ciascuna campana. Ne risulterà così un completo ragguaglio delle campane di pregio artistico o storico, le quali, perciò, dovranno rimanere escluse dalla requisizione.

A questo proposito è da tener presente che:

a) qualunque campana, la cui data di fusione sia anteriore al 1550, è per ciò stesso artisticamente pregevole. Tali campane si riconoscono dalla forma allungata e dal suono chiuso, oltrechè dalle scritte e dalle figurazioni decorative;
b) le campane commemorative di grandi avvenimenti religiosi o civili sono, già per questo solo, da considerarsi di interesse storico;
c) molte campane del 1600, del 1700 e del 1800 presentano accurate ornamentazioni; però, essendo queste generalmente eseguite su modelli abituali delle ditte fonditrici, tali campane non sono da considerarsi di speciale pregio, se non nei casi in cui le ornamentazioni si distinguano per notevole originalità artistica;
d) le campane che presentano un timbro di suono particolarmente pieno e dolce, oppure particolarmente vivace e brillante, sono pure da considerarsi di notevole pregio artistico. In alcune regioni, poi, si usò di costituire speciali gruppi di campane, facenti insieme un concerto artistico: nei casi in cui tali gruppi o concerti risultino particolarmente bene intonati, meritano di essere mantenuti integri;
e) in ogni tempo, anche recentissimo, insieme a campane di tipo corrente, ne sono state fatte altre di forma speciale; anche tra queste (quantunque posteriori al 1550) ve ne possono essere di vero pregio artistico.
Nei casi dubbi cotesta Curia potrà rivolgersi per consultazioni e chierimenti alla Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra (Città del Vaticano).
Quanto poi alle campane non escluse dalla requisizione, qualora l’Autorità civile, previa intesa con l’Eccellenza Vostra, procedesse alla requisizione delle medesime, cotesta Curia si assicurerà che all’atto della consegna delle campane ne sia rilasciata ai parroci, rettori o altri amministratori delle chiese la regolare dichiarazione scritta, firmata dalla stessa Autorità civile, a norma dell’art. 2 del citato regio decreto 23 aprile 1942, n. 505.
In attesa di un cortese cenno di assicurazione al riguardo, mi professo con sensi di particolare ossequio
dell’Eccellenza Vostra
aff.mo come fratello F. Card. Marmaggi, Prefetto
G. Bruno, Segretario.

 

INDICE

 

Appendice documentaria "C"

 

26 febbraio 1941:

Circolare della Prefettura di Perugia

1 marzo 1941:

Circolare della Curia Vescovile di Gubbio

18 marzo 1941:

Nota di Mons. Ubaldi per il Prefetto di Perugia

 

1941, febbraio 26 Circolare della Prefettura di Perugia.

 

censimento delle campane di edifici destinati al culto

E’ necessario disporre urgentemente il censimento delle campane degli edifici destinati al culto esistenti nella Diocesi.

Per ogni campana dovrà essere indicato:

  • Ubicazione (località e chiesa);
  • peso;
  • data di fabbricazione
  • composizione specifica del metallo (se possibile).

Entro il più breve termine possibile e comunque non oltre il 20 marzo p.v., dovranno essere rimessi al Prefetto, in plico riservato personale, due elenchi, ciascuno in duplice copia:
    1°) – l’uno di tutte le campane della Diocesi con le indicazioni sopra riportate;
    2°) – l’altro, delle campane che si riterrebbe di proporre per la esclusione da raccolta perchè:
    a)– facenti parte di Santuari o Cattedrali;
    b)– di eccezionale valore storico ed artistico.

PERUGIA, 26 Febbraio 1941 XIX°

 

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INDICE

1941, marzo 1  Circolare della Curia Vescovile di Gubbio.

 

Curia Vescovile di Gubbio

Rev.do Sig. Parroco

per ordine superiore si deve fare immediatamente il censimento di tutte le campane di edifici destinati al culto. Senza suscitare inopportuni allarmismi nelle popolazioni (si tratta per ora solo di censimento e di una misura di precauzione) fatemi avere – non più tardi del 10 corr. – l’elenco delle campane esistenti nella vostra chiesa parrocchiale e in tutte le chiese e oratori esistenti entro i confini della vostra parrocchia, giusta il seguente specchio:

 

Località e Chiesa

Peso

Data di fabbricazione

Composizione specifica del metallo (se possibile)

Se questi dati non si trovassero negli archivi della parrocchia, metteteli assieme da Voi con una certa approssimazione. Il peso è facile verificarlo o calcolarlo; la data di fabbricazione, se non c’è, si indichi con la parola sconosciuta; per la composizione specifica del metallo si metta: tipo comune. Se aveste dei dubbi, portate personalmente i dati, che possedete, in Curia dove vi saranno forniti i necessari chiarimenti.

Quello che importa è che l’elenco sia presentato assolutamente non più tardi del 10 corr.

F.to + Beniamino Ubaldi, Vesc.°

P.S. Quelli che non hanno mandato ancora l’elenco delle Messe festive e binate del 1940, lo facciano subito; urgendo regolare i registri delle Messe.

 

TORNA A INDICE APPENDICE DOCUMENTARIA "C"

 

INDICE

 

1941, marzo 18  Il vescovo Ubaldi al prefetto di Perugia.

In conformità alla Vostra Nota del 26 febbraio u.s., pregiomi inviarVi i due elenchi richiestimi delle campane degli edifici di culto esistenti in questa Diocesi.

Ritengo opportuno farVi notare che i dati relativi al peso sono approssimativi, basati generalmente sul calcolo, non essendo agevole una verifica precisa mediante pesatura per la quale sarebbe occorso spostare le campane dalla loro impalcatura. Comunque i Parroci da me incaricati mi hanno assicurato che si sono tenuti, il più possibile, prossimi al vero.

Tra i Santuari, pei quali si chiede l’esenzione, ho incluso anche la chiesa di S. Francesco in Gubbio, nella quale S. Francesco d’Assisi ricevette l’abito – divenuto poi il popolarissimo abito francescano – dall’amico Federico Spadalonga, che aveva il suo fondaco del luogo dove sorge ora detta chiesa. Del resto è questa la chiesa più frequentata di Gubbio e il centro più vivo e attivo del culto.

Con la massima osservanza

+ Beniamino Ubaldi
             Vescovo  

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INDICE

 

1941, marzo 17 [69] Censimento delle campane della d i o c e s i   d i   g u b b i o Prov. di Perugia /02

 

COMUNE DI S. ANGELO DOPO SERRA

Località e Chiesa

Peso Kg

Data Fusione

Lega metallica

Chiesa parrocchiale 25 Sconosciuta Bronzo comune

 

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INDICE

[66] Documento allegato alla lettera del 18 marzo.
[67] La lettera non è datata, ma è facile supporre che sia del 17 (o 18 marzo 1941) ed è allegata a quella del 18 marzo.
[69] Documenti allegato alla lettera del 18 marzo.

 

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INDICE

 

 

 


Bibliografia


 
Bib-ST-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-ST-374 - ( L’ ) Antica Arte del Suonare il Campanone della Città di Gubbio, di V. Ambrogi, M. Farneti, Roma 1992
Bib-ST-375 - Campanari. I Maestri del Silenzio, Gubbio 2003
Bib-ST-376 - Ubaldo Petrini alias Giurancavallo, di F. Cece, in “L’Eugubino”, a. LIV (2003), n. 5, pp. 22-23
Bib-ST-377 - F. Cece, P. Ghirelli, E.A. Sannipoli, L'edicola e la statua di Sant'Ubaldo in Corso Garibaldi, Gubbio 1994.
Bib-ST-378 - F. Cece, E.A. Sannipoli, La Chiesa e il Convento di Sant’Agostino in Gubbio, Gubbio 2001.
Bib-ST-379 - P.L. Menichetti, I Ceri di Gubbio dal XII secolo, Città di Castello 1982.
Bib-ST-380 - P.L. Menichetti, Storia di Gubbio dalle origini all’Unità d’Italia, 2 voll., Città di Castello 1987.
Bib-ST-381 - G.M. Nardelli, Il Sistema Metrico Decimale: uno dei prodotti della Rivoluzione Francese, Bologna 1989.
Bib-ST-382 - E.A. Sannipoli, Giurancavallo, in “L’Eugubino”, a. XLVIII (1998), n. 3, pp. 121, 123.
Bib-ST-383 - C. Spaziani, La Chiesa e l’Abbazia di S. Pietro in Gubbio, Gubbio 1966.
Bib-ST-384 - C. Spaziani, La Chiesa e l’Abbazia di S. Pietro in Gubbio, Gubbio 1976.
Bib-ST-385 - A.G. Stasi, Una morte dimenticata: Andrea Ronchi, detto “Tittone”, in “L’Eugubino”, a. XLIV (1993), nn. 3-4, p. 37.
Bib-ST-386 - E. Tabarrini, Bicentenario del Campanone del Palazzo dei Consoli. 1769-1969, Gubbio 1969
Bib-ST-387 - A.M. Trepaoli, Castiglione Aldobrando. Una memoria millenaria, Perugia 2005
 
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