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 Famiglie di Fonditori storici - Regione Lombardia

AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)

Cap. ARS-G09 - Rassegna fonditori storici - Pag. ARS-G09.11

Gli argomenti trattati sono stati inseriti da Ing. Arch. Michele Cuzzoni nel 2017 - © Copyright 2007- 2024 - e sono desunti dalla documentazione indicata in Bibliografia a fondo pagina


 

(BG) - Bergamo: Famiglia Fanzago

 

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Secoli XIV - XVII.

 

La famiglia Fanzago, il cui nome apparve per la prima volta a Clusone nel 1360, si contraddistinse per ben quattro secoli nella località seriana per uomini di scienza, artisti, architetti, ingegneri, meccanici e, soprattutto, valenti fonditori di metalli.

 

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Secolo XVI.

 

Senz’altro degno di nota fu Pietro, figlio di Antonio Marino (il fonditore delle campane per la torre civica di Bergamo), erede dell’arte paterna e maggiormente noto per gli studi matematici e le opere di ingegneria meccanica: basti pensare, infatti, allo splendido orologio planetario realizzato a Clusone nel 1583, all’invenzione dei cavafanghi, gli antenati delle moderne draghe, e alla sua chiamata a Venezia per la riparazione dell’Orologio posto nel 1493 sulla torre di Piazza S. Marco.

Il Fanzago fu anche un noto fonditore di campane tra cui, a titolo informativo, ricordiamo quella per la parrocchiale di Ponte S. Pietro e quella per il monastero di Torre Boldone.

 

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Alla sua morte, il 3 gennaio 1589, Pietro lasciò due figli, Antonio Marino e Ventura. «Ambedue continuatori della tradizione artistica del padre, lavorarono a lungo insieme mantenendo la consuetudine di apporre tutti e due i nomi sui bronzi da loro creati, come risulta dalle opere ancora esistenti specialmente nel Bergamasco.

Dei fratelli Fanzago conosciamo oggi la campana mezzana per la Basilica di Clusone, quella per la parrocchiale di Caravaggio e quella proveniente dalla chiesa di Colzate.

 

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Secolo XVII.

 

Il 14 giugno 1620, alla presenza del notaio Fantino Donati e di sei testimoni, venne affidata a Ventura Fanzago la fusione di due campane per la chiesa parrocchiale di S. Martino oltre la Goggia.

Si può supporre che nell’impresa fosse aiutato anche dal fratello, non citato nella formula contrattuale. In tal caso potremmo immaginare che le campane portassero come dicitura “Antoni Marini ac Ventura fratrum de Fanzagis opus”, anziché la più semplice “Ventura Fanzagi de Clus. opus”.

 

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Bibliografia

Bib-ST-000 - Testo di Ing. Arch. Michele Cuzzoni

Bib-ST-445 - Tratto da una monografia di Silvia Comerlati: "A proposito di alcune campane nella parrocchia di San Martino oltre la Goggia", Quaderni Brembani 3, del 10-12-2005 (reperito nel 2008 in Internet)

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