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 Liturgia e usi

AREA I - ARTE TECNICO-SCIENTIFICA (ATS)

Cap. ATS-R02 - Liturgia e usi - Pag. ATS-R02.02

Gli argomenti trattati sono stati inseriti da Ing. Arch. Michele Cuzzoni nel 2012 - © Copyright 2007- 2024 - e sono desunti dalla documentazione indicata in Bibliografia a fondo pagina


 

Rituale Romano: 50. Benedizione di un Organo

 

INDICE:

 

Premesse

 

1478. Nella celebrazione dei divini misteri ha notevole importanza la musica sacra; l'organo poi è tenuto in grande onore nella Chiesa latina, esso infatti, accompagnando i canti e i momenti liturgici, può aggiungere splendore alla celebrazione, favorire la preghiera dei fedeli e innalzare la loro mente a Dio.
Dato lo stretto legame tra organo, musica e canto nelle azioni liturgiche e nei pii esercizi del popolo cristiano, è particolarmente significativa la benedizione celebrata prima del suo uso liturgico.

1479. Il rito qui proposto può essere usato dal vescovo e dal presbitero.

1480. Nel rispetto della struttura del rito e dei suoi elementi essenziali, si potranno adattare le singole parti alle circostanze di persone e di luoghi.
Se il rito è lodevolmente presieduto dal vescovo, si facciano gli adattamenti del caso.

1481. La benedizione dell'organo si può celebrare in qualsiasi tempo, fatta eccezione per i giorni liturgici nei quali l'uso dello strumento è limitato all'accompagnamento dei canti.

 

INDICE

 

 

 


INIZIO

1482. Quando tutti sono riuniti, si esegue, senza organo, un canto adatto o si fa una pausa di raccoglimento. Poi tutti si fanno il segno della croce, mentre il sacerdote dice:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

R. Amen.

 


SALUTO

1483.
Il sacerdote saluta i presenti con le seguenti parole o altre adatte, tratte di preferenza dalla Sacra Scrittura:

L'
amore di Dio Padre, 
la pace del Signore nostro Gesù Cristo 
e la consolazione dello Spirito Santo, sia sempre con voi.


Oppure:

I
l Signore, che i Santi lodano senza fine, 
sia sempre con voi.


R. E con il tuo spirito.

o in un altro modo adatto.


MONIZIONE INTRODUTTIVA

1484. Il sacerdote, o un altro ministro idoneo, introduce il rito di benedizione con queste parole o altre simili:

Fratelli e sorelle, siamo qui riuniti per la benedizione del nuovo organo, che renderà più lieta e solenne la celebrazione della divina liturgia. Anche l'arte musicale a servizio del culto tende allo scopo primario di dar gloria a Dio e di santificare gli uomini.
Il suono dell'organo nel contesto celebrativo, sostiene il canto unanime dei fedeli, espressione di quel cantico nuovo che sarà veramente tale se all'accordo degli strumenti e delle voci si unirà la santità della vita. Canteremo bene se vivremo bene nella chiave della divina volontà e nell'armonia della carità fraterna.



LETTURA DELLA PAROLA DI DIO

1485. Un lettore o uno dei presenti legge uno dei seguenti testi della Sacra Scrittura:

Col 3, 12-17 
Cantando a Dio di cuore e con gratitudine.

Ascoltate la parola di Dio
dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti li misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.


1486. Oppure (per esteso vedi a p. 866 ss.):

Nm 10,1-8.10  
Suonerete le trombe, quando offrirete olocausti e sacrifici.

1 Cr 15,3.16.19-21.25
Suonavano le trombe dinanzi all'arca.

2 Cr 5,2-5.11-14
Centoventi sacerdoti suonavano le trombe.

Ef 5,15-20
Cantando e inneggiando al Signore con tutto il cuore.

Lc 1,39-47 
Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.

Lc 10,21-22 

R. Amen.


RESPONSORIO

1487. Secondo l'opportunità si può cantare, senza organo, o recitare un salmo responsoriale (per esteso vedi a p. 1002 ss.) o eseguire un altro canto adatto.

Sal 46 (47), 2-3 7-8
R. Con suoni di tromba cantate e inneggiate al Signore.

Sal 97 (98), 1 2-3b 3c-4 5-6
R. Cantate inni e acclamate al Signore.


BREVE ESORTAZIONE

1488. Secondo l'opportunità, il sacerdote rivolge brevi parole ai presenti illustrando la lettura biblica, perché percepiscano il significato della celebrazione e apprezzino il servizio liturgico dell'organo.

Breve silenzio.



PREGHIERA DEI FEDELI

1489. Segue la preghiera comune. Tra le invocazioni proposte, si possono scegliere alcune ritenute più adatte, o aggiungerne altre in sintonia con particolari situazioni di persone o necessità del momento.

P
ieni di esultanza, glorifichiamo Dio onnipotente, per gli innumerevoli doni della sua bontà, e, come esorta l'Apostolo, rendiamo grazie con la voce e il cuore.

R. Gloria a te, Signore.

Padre santo, re del cielo e della terra, 
fonte di ogni perfezione ispiratore di ogni vera armonia, 
noi ti lodiamo per la tua immensa gloria.
R.

Signore Gesù Cristo, Verbo eterno del Padre, 
che ti sei fatto uomo 
per riscattarci dal peccato 
e rivestirci della dignità filiale, 
noi ti glorifichiamo per la tua infinita misericordia.
R.

Spirito Santo di Dio, 
che abiti nei nostri cuori 
e ci edifichi in un solo corpo, 
noi ti benediciamo 
per la tua misteriosa presenza nella Chiesa.
R.

Santa Trinità, unico Dio, 
principio e fine di tutte le cose, 
a cui il cielo e la terra innalzano un canto nuovo, 
noi ti adoriamo per la tua ineffabile beatitudine.
R.

_____________________________________________________


1490. Quando si omettono le invocazioni sopra indicate, prima della formula di benedizione, il sacerdote invita alla preghiera con queste parole o altre simili:

E
ora noi tutti, in comunione con la santa Chiesa, 
a una sola voce e con un solo cuore 
invochiamo Dio, nostro Padre.


Tutti pregano per qualche momento in silenzio.
_____________________________________________________

* Segue la preghiera del Signore:


Padre nostro.


PREGHIERA DI BENEDIZIONE

1491. Il sacerdote, con le braccia allargate, pronuncia la preghiera di benedizione:

S
ii benedetto, Signore Dio nostro, 
bellezza antica e sempre nuova, 
che governi il mondo con la tua sapienza 
e con la tua bontà lo rivesti di splendida luce; 
a te cantano i cori degli angeli, 
sempre pronti ad ogni tuo cenno; 
a te inneggiano gli astri del cielo, 
nel ritmo costante del cosmo; 
te santo proclama l'assemblea dei redenti, 
e con il cuore, la voce, la vita 
celebra la gloria del tuo nome.

Anche noi, tuo popolo, 
radunato in festa nella tua casa, 
ci uniamo al canto universale, 
magnificando con la Vergine Maria 
i prodigi del tuo amore;

concedi la tua benedizione 
a tutti gli interpreti e cantori della tua lode 
e a questo strumento sonoro, 
perché accompagnati dai suoi accordi armoniosi 
possiamo associarci alla liturgia del cielo.

Per Cristo nostro Signore.


R.
Amen.

* 1492. Terminata la preghiera di benedizione, il sacerdote se lo ritiene opportuno, incensa l'organo. Quindi con l'accompagnamento del nuovo strumento, si può cantare il Salmo 150 (n. 2375) o un altro canto adatto. Potrà seguire l'esecuzione di uno o più brani del repertorio organistico, eventualmente intercalata da altri canti dell'assemblea e del coro. Tutti mantengano un atteggiamento di rispettoso ascolto, evitando gli applausi ad ogni pezzo musicale.


CONCLUSIONE

1493. Il sacerdote stendendo le mani sui presenti dice:

Il Signore, degno di ogni lode,
vi conceda di essere cantori della sua gloria
per unirvi al cantico nuovo
che risuona nel santuario celeste.

R. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, 
Padre e Figlio
X e Spirito Santo, 
discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.


1494. Un canto corale o una suonata d'organo possono chiudere la celebrazione.

 

 

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Bibliografia

Bib-TS-505 - Testo tratto dal Benedizionale Romano, 2002

 

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