AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)
Capitolo ARS.H18: "Campane e Concerti storici: Regione Umbria" - Pagina 05

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2018, aggiornati il 14/02/2018, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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   (PG) - Assisi: Cattedrale di S. Rufino

Monografia di Francesco Mazzeo - Foligno

 

 

INDICE:

Il Campanile




Cattedrale di San Rufino Vescovo
Assisi (PG)

6 campane in Mib3
Fonditori ed epoche diverse

 

Indubbiamente questo concerto suscita grande interesse storico-culturale per la sua antichità, soprattutto confrontato con altri complessi della diocesi.

Infatti, esso offre ben 5 fonditori differenti:

- Giuseppe Filippi e Lorenzo Lera di Lammari, piccola frazione del comune di Capannori (LU);

- Georgeus Petrutius Eugubinus (fonditore eugubino);

- Jacomo Doisemont di Perugia, fonditore francese che nel Seicento ha forgiato diverse campane nel perugino;

- e per finire, Bono (Bonavere) Pisano, un discendente dell’antichissima fonderia di Pisa, tra le più note nel Medioevo, le cui opere sono riuscite ad arrivare fino ai giorni nostri ottimamente ben conservate.

 

La torre campanaria della cattedrale è tra le più antiche della regione, ed è divisa principalmente in 2 parti:

- quella dalla base fino all’orologio che risale all’XI sec. , quindi appartenente alla vecchia Basilica Ugoniana (cioè la seconda chiesa dedicata a San Rufino), molto più piccola dell’attuale e ubicata in quella che poi sarebbe diventata “Piazza San Rufino”. Questo spiega come mai la torre spicca accanto alla facciata anziché dietro, vicino all’abside.

- L’altra parte, quella dall’orologio fino alla cella campanaria, è stata innalzata successivamente, e si può ritenere contemporanea alla facciata, mentre il coronamento finale liscio è di inizio Novecento.

 

“Alta costruzione a base rettangolare, disadorna fin quasi metà dell’altezza, dove hanno inizio le lesene angolari, e dove lo spazio viene scompartito da 3 lesene mediane. Di qui incomincia anche una divisione in vari piani indicata da semplici cornici. Il primo è ornato da archetti, i 2 successivi sono ugualmente divisi in 2 zone, l’inferiore con bifore cieche, l’altra con archetti; ma un effetto di maggior leggerezza è ottenuto in alto col sostituire alle lesene piatte delle semicolonne; nel quarto piano si aprono in ogni facciata 2 bifore con archi a pieno centro (disposizione più unica che rara), a doppia ghiera, retti da forti colonne con capitelli variamente ornati” (Bibliografia: Elisei G., op. cit. ; Gnoli U., op. cit. ; Cardelli E., op. cit.).

La particolarità di questa costruzione sta nelle sue fondamenta, in quanto sorge sopra alla cisterna romana pubblica. Ciò influenza non poco la sua resistenza e, indirettamente, anche le distese, il cui timer è sempre preimpostato per massimo 2 minuti di impulso, in quanto il movimento delle 3 campane maggiori, in particolare della Seconda e della Terza che si muovono sopra al ciclo piano ( = angolo di oscillazione maggiore di 180°, ndr), provocano un’onda d’urto non indifferente, anche se minima in confronto ad altri campanili, come quelli bolognesi. Probabilmente, per ridurre ancor più tale onda, è stata abbassata di recente l’altezza massima del Campanone.

INDICE

 

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L'Orologio

 

 

 

 

Nella parte vecchia della torre (quella cioè appartenente alla vecchia Basilica Ugoniana), è collocato il particolarissimo orologio a numeri romani disegnato sulla pietra, e nonostante sia a 12 ore (quindi astronomico), possiede soltanto l’ornata lancetta delle ore (normalmente sono gli orologi italici, quelli cioè a 6 ore, a non avere la lancetta dei minuti!). Il meccanismo che muove attualmente tale lancetta è gestito elettronicamente dal PLC della Seles, collegato direttamente al programmatore posto in sacrestia.

 

 

All’altezza del quadrante è però perfettamente conservato l’antico meccanismo a pendolo, probabilmente Settecentesco, a testimonianza che anche questa torre scandiva lo scorrere del tempo, prerogativa rimasta soltanto alla Torre del Popolo (o di Piazza), alla Basilica di San Francesco e all’Abbazia di San Pietro (queste ultime, però, rintoccano soltanto l’ora e non i quarti e/o le mezze).

 

 

 

INDICE

 

Descrizione delle Campane

 

 

 

Prima (o Campanone)

Nota nominale:                    Mib3

Diametro alla bocca:           134 cm

Altezza:                              135 cm ca

Spessore:                             10,3 cm

Peso:                                     1814 kg ca

Sagoma:                            Ultrapesante

Fonditore:                             Giuseppe Filippi e Lorenzo Lera – Lammari (LU)

Anno di fusione:                  ?? (rifusione)

 

Iscrizioni:

Primo giro

 + NOLA ● HAEC ● IAM ● RUPTA ● ANNO ● MDCCC ● DENUO ● USA ● I.° PONTUS PII ● VII ● O ● M ● V.° FRAN ● M ● COM

 

Secondo giro

CIAMPE ● ANTSTIS ● ASISINATIS ● PATRIIQU EIUSDEM  MARIA EST NOMEN MEUM ● LAUDO DEUM

 

Terzo giro

● VERUM ● VOCO CENTEM ● CONGREGO CLERUM ● DEFUNCTOS PLORO ● NIMBUM  FUGO ● FESTA QUE HONORO

 

Marchio fonditore:

Quarto giro

IOSEPH FILIPPI ● ET  LAURENTIUS ● LERA ● CIVES    LUCENSIS    FECERUNT

 

Iconografia:                          San Rufino e la Madonna

 

 



 

Seconda

Nota nominale:                    Fa3 calante

Diametro alla bocca:           116 cm

Altezza:                              120 cm ca

Spessore:                             9,5 cm

Peso:                                     1310 kg ca

Fonditore:                             Georgeus Petrutius Eugubinus

Anno di fusione:                  1668

Iscrizioni:

Primo giro

+ + IHS  REX  GLORIE  VENIT  IN  PACE  DE H FACTU  ET  VERBU  CAO  FACTUM  EST

 

Secondo giro

+ + XPS  VINCIT  XPS  REGNAT  XPS  IMPERAT  XPS  A  BOMNI[i]  MALO  NOS  DEFENDAT  BARBARA  VIRGO  DEI MODO  MEMENTO  MEI

 

Marchio fonditore:

GEORGEUS PETRUTIUS

EUGUBINUS FECIT

A • D • MDCLXVIII

 

Iconografia:                          Crocifisso e immagine non decifrata poiché screpolata



 

 

 

Terza

Nota nominale:                    Lab3

Diametro alla bocca:           93 cm

Spessore:                             7,1 cm

Peso:                                     703 kg ca

Fonditore:                             Georgeus Petrutius Eugubinus

Anno di fusione:                  1668

 

 

Iscrizioni:

Primo giro

+ SANTE RUFIN BONE ET MARTIR VENERANE PATRON SIDUS COLLI UXPS PATR  ASSISINATU  ORA CE ORA CELRU REGE

 

Secondo giro

+ QUOD AB URBE TUORUM DEMONIS INSIUS REPRIMAT  (BELTIO) TUMVIS ET IUDEX QUAND VEN ET PAR(TER) MISERANDET  PARCAT  ET CELI GAUDIA DONET

 

Marchio fonditore:   Non riportato

Iconografia:                          Crocifisso

Note: Nelle iscrizioni del secondo giro sono evidenziate alcune parole illeggibili a causa della corrosione. Inoltre, oltre a non essere firmata, non è riportato neanche l’anno di fusione, ma da un’attenta analisi risulta perfettamente coeva alla seconda.

 

 



 

Quarta

Nota nominale:                    Do4 crescente

Diametro alla bocca:           70 cm

Altezza:                              85 cm ca

Spessore:                             5,5 cm

Peso:                                     309 kg ca

Fonditore:                             Bono da Pisa

Anno di fusione:                  1287

Iscrizioni:                            \                                

 

Marchio fonditore (a caratteri gotici):

A.   D. MCCLXXXVII. M. BONUS DE PISIS F.

Iconografia: //


 

 

 

 

Quinta

Nota nominale:                    Mi4

Diametro alla bocca:           64,5 cm

Altezza:                              74 cm ca

Spessore:                             5,1 cm

Peso:                                     189 Kg ca

Fonditore:                             Iacomo Doisemont (fonditore francese che operava nel perugino)

Anno di fusione:                  1647

Iscrizioni:

MDCXXXXVII ANNO DOMINI

Marchio fonditore:

IACOMO DOISEMONT

FRANCESE PERUSIAE

 

Iconografia: //


 

 

 

Sesta

Nota nominale:                    Solb4 crescente

Diametro alla bocca:           55 cm

Spessore:                             4,2 cm

Peso:                                     123 kg circa

Fonditore:                             Non presente

Anno di fusione:                  1738

Iscrizioni:                             

FORTIS ET IMMORTALIS MISERERE NOBIS DM[MD]CCXXXVIII SANCTUS DEUS

Marchio fonditore:               Non presente

Iconografia:  //


 

 

Meccanica attuale

Come tutti gli impianti originali di Assisi (frazioni comprese), anche San Rufino era dotato di un sistema completamente manuale, che permetteva sia le distese dalla base del campanile, che in cella campanaria, in particolare nelle solennità, in cui veniva eseguito il suono tipico perugino: il rinterzo con tutte le sue varianti (si spera, prima o poi, di recuperare un nastro per sentire lo scampanio originale).

La prima elettrificazione arrivò attraverso una ditta locale nel 1986, quando l’impianto fu inaugurato il 27 Ottobre di quell’anno in occasione della visita di San Giovanni Paolo II ad Assisi (per ricordare quest’evento, la basilica di S. Maria degli Angeli sarà dotata, nel 1992, della più grande campana dell’Umbria e tra le più grandi d’Europa ad avere la possibilità di bloccare nella cosiddetta posizione “a bicchiere”, ndr). Tale data è ricordata in una piccola targa posta nell’incastellatura, vicino alle scalette.

 

 

 

Gran parte di quella straordinaria meccanica è arrivata fino ai giorni nostri, e grazie al sistema di bloccaggio delle 3 campane maggiori (inceppate a slancio così come le 3 minori), era possibile eseguire le suonate tipiche umbre (rinterzo, falsetto e funebre su tutte).

 

 

 

Su queste ultime sono stati lasciati gli originali batacchi a forma di “pera”, opportunamente restaurati; mentre i 3 bronzi più piccoli sono stati dotati di batacchi nuovi, con boccia più grande e naso piuttosto corto, in quanto sono posizionati molto vicini e si doveva evitare qualunque tipo di “scontro”. Per tale motivo, la Quinta campana è regolata al di sopra del ciclo piano e comincia a suonare alcuni secondi dopo la prima spinta.

Con l’arrivo di una ditta di automazione del bergamasco, le suonate umbre sono state perdute (tuttavia ci sarebbe ancora la possibilità di ripristinarle), e la quarta campana, la più antica, è stata esclusa dal concerto sia per preservarne il bronzo che per questioni di orecchio, in quanto risulta abbastanza sgradevole, soprattutto se confrontata con le altre (e non potrebbe essere altrimenti, data la sua antichità!).

Qualche anno fa l’impianto ha subito un ulteriore restauro, che ha comportato principalmente sia la sostituzione del vecchio programmatore con uno nuovo, dotato di nuovi suoni elencati nella pagina successiva, sia l’inserimento di un anomalo sistema di frenata sulle 3 campane maggiori, in modo tale da non farle rintoccare per troppo tempo una volta staccati i motori.

 

 

 

 

In parole povere, questo sistema dovrebbe rallentare le oscillazioni finali della campana al fine di non protrarre troppo a lungo il suo suono, e il suo funzionamento è del tutto identico al freno della bicicletta. Sarebbe un ottimo sistema se funzionasse correttamente, ma purtroppo rimane sempre attaccato alla ruota, per cui risulta poco funzionale oltreché molto rumoroso.

 

Elenco e descrizioni dei suoni attualmente inseriti

Come già esplicato poc’anzi, gli attuali suoni non sono tipicamente tradizionali, e spaziano tra le melodie (assolutamente fuori luogo, considerato che non è un concerto in scala diatonica e/o cromatica) e le semplici distese:

·         Angelus a 13 rintocchi sul campanone, scanditi in 3-4-5-1 battiti. La sequenza, usata soprattutto nelle Marche, ha un significato ben preciso: i 3 rintocchi iniziali ricordano le 3 virtù teologali (fede, speranza e carità); i successivi 4 rintocchi ricordano le 4 virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza); i 5 rintocchi ricordano invece le 5 simboliche piaghe di Cristo (2 alle mani, 2 ai piedi e 1 al costato); infine, l’ultimo tocco equivale alla lode alla SS.Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). Poiché quest’Angelus è piuttosto riduttivo, viene accompagnato da un altro suono. È programmato come Ave Maria mattutina alle 7:00 (in questo caso, non è seguito da nessun altro segno al fine di non recare disturbo), al mezzogiorno e alla sera.

 

·         Ave Maria di Lourdes. Questa melodia, tra le più conosciute, è quella riprodotta più spesso su un campanile, ed è una di quelle che un buon campanaro deve conoscere assieme al celebre brano “Fra Martino Campanaro”. È programmata tutte le sere per l’Ave Maria subito dopo il 3-4-5-1, arricchendo l’esecuzione con doppi battiti e una breve variazione, assente nel canto liturgico tradizionale. L’Ave Maria serale non ha orari precisi, in quanto viene suonata al tramonto, come tradizione comanda, assieme alla basilica di Santa Chiara, al monastero San Quirico e, qualche volta, a Santa Maria Maggiore, recentemente elevata a Santuario della Spogliazione. Se essa coincide col segno della messa serale, viene anticipata di 5 minuti circa, al fine di non avere sovrapposizioni di suoni. A pag. 15 sono elencati gli orari di tutti i mesi (purtroppo fanno fede soltanto all’ora solare, in quanto in ora legale non vengono opportunamente posticipati. Le conseguenze sono facilmente intuibili…). Nel periodo natalizio e pasquale, questa melodia è sostituita da un’altra in tema con la festa, ad esempio il Tu Scendi dalle Stelle e il Christus Vincit.

 

·         Baudetta”. Quest’esecuzione, così chiamata nel programmatore e impropriamente fatta passare per tradizionale, dovrebbe ricalcare la vera baudetta, la suonata solenne piemontese. Peccato che non c’è alcuna corrispondenza con questo preconfenzionato della Belltron, tuttavia è programmata per il mezzogiorno prefestivo del sabato, subito dopo il 3-4-5-1, escludendo la Quinta campana. Molto meglio sarebbe stato inserire l’angelus feriale (come vorrebbe la Liturgia delle Ore, in quanto il tempo festivo inizia dai Vespri del Sabato e/o del giorno precedente alla solennità di precetto), come nel caso di S.Chiara e S.Maria Maggiore, o l’angelus festivo come vorrebbe la tradizione, eseguito ad esempio da S.Francesco e S.Maria degli Angeli.

 

·         Suono funebre, scandito con un 1 tocco per ogni campana, in ordine ascendente. Questa sequenza è programmata per circa 2 minuti, e suona per l’arrivo della salma in chiesa. Stranamente esso non viene ripetuto per il Transito, come avviene invece generalmente. Questo funebre è decisamente uno dei suoni più poveri che sia stato inserito nella programmazione, e non rispecchia per niente il tema tradizionale umbro, che prevede invece il suono “a bicchiere” di una campana (generalmente il campanone) senza l’accompagnamento delle altre.

 

·         Distesa feriale delle 2 campane minori. Questa suonata, programmata per 2 minuti di impulso, viene eseguita mezz’ora prima della messa serale (normalmente alle 18:00, salvo casi eccezionali, quindi è programmata alle 17:30) e subito dopo il 3-4-5-1 per il mezzogiorno feriale. Nonostante la partenza ascendente (la prima ad avviarsi è la Quinta, seguita dalla Sesta), la piccola è quella che solitamente rintocca per prima, in quanto la Quinta possiede un battaglio molto leggero, motivo per cui è costretta ad andare piuttosto alta (la spiegazione tecnica è stata data all’inizio di pag. 10).

 

·         Distesa festiva a 3 campane (Seconda, Terza e Quinta). Esattamente come per la distesa feriale, anche quella festiva è programmata per 2 minuti di impulso, e anche in questo caso la partenza è ascendente. Suona mezz’ora prima della messa festiva della domenica (essendo alle 10:00 e alle 18:00, è programmata alle 9:30 e 17:30), mezz’ora prima della messa prefestiva del Sabato (essendo alle 18:00, salvo casi eccezionali, è programmata alle 17:30) e subito dopo il 3-4-5-1 per il mezzogiorno domenicale. Generalmente viene attaccata in elettrico-manuale (cioè fuori programma) anche per le Adorazioni Eucaristiche e per celebrazioni particolari.

 

·         Distesa solenne di tutte le campane (eccetto quella antica). E arriviamo così al suono solenne per eccellenza, uno dei più semplici quanto conosciuti al mondo, eseguito in tutte le chiese di Assisi da quando è stato soppresso il rinterzo. Esattamente come per le altre distese, anche questa è programmata per 2 minuti, e si avvia in ascendente. Molto particolare la campana maggiore che dà un tocco di solennità più unico che raro, sicuramente i più interessanti della diocesi. La stessa è stato regolato sotto il ciclo piano (vedi pag. 2), motivo per cui, oltre a perdere un paio di colpi, è una delle prime a smettere di rintoccare.

In linea di massima, suona in tutte le feste di precetto negli stessi orari della distesa festiva, oltreché al mezzogiorno della vigilia. Esiste, però, un problema di fondo: nonostante le solennità siano riconosciute automaticamente dal programmatore, non tutte sono state incluse a causa del software non sufficientemente aggiornato, vale a dire la festa del Cristo Re (ultima domenica di Novembre), Domenica delle Palme (la domenica prima di Pasqua), Ascensione, Pentecoste, SS.Trinità e Corpus Domini (solennità post-pasquali). Fatto salvo per la Pasqua (a cui le è stata dedicata un programma speciale), queste feste “cadono” sempre di domenica e di conseguenza, se non vengono azionate in elettrico-manuale, parte la distesa festiva programmata. Purtroppo ciò non capita soltanto su questo concerto, bensì quasi dappertutto. Inoltre, la distesa solenne viene eseguita in elettrico-manuale anche per eventi particolari: per esempio, al Gloria di Natale, di Pasqua e del Giovedì Santo, e per l’uscita e/o rientro delle processioni.

 

 


Bibliografia


 
Bib-ST-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-ST-814 - Documentazione fornita dal sig. Francesco Mazzeo di Foligno
 
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