AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)
Capitolo ARS.H09: "Campane e Concerti storici: Regione Lombardia" - Pagina 13

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2011, aggiornati il 26/02/2017, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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(MI) - Cusano Milanino: Storia delle Campane

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Il Campanile e le Campane di Milanino

Riordinando l’archivio parrocchiale, fra libri, registri e incartamenti che vi sono raccolti, ne ho trovati alcuni che risalgono alla fondazione della nostra chiesa, compreso un interessante progetto che raffigurava la chiesa con accanto un bel campanile! Per saperne di più ho chiesto aiuto all’Angelo Barison ed ai suoi oltre quarant’anni di servizio alla parrocchia (premiati con il S. Martino d’oro 2004 - ndr).

Ha cominciato col raccontarmi che, per fare spazio all’abside dell’odierna chiesa, venne abbattuta una chiesetta preesistente.

In questa occasione fu costruito un porticato, di collegamento fra la canonica e la chiesa, sotto il quale vennero provvisoriamente poste tre campane, dono di un parrocchiano benefattore in previsione che fosse realizzato anche il campanile: impresa economicamente costosa per la quale si attivò con entusiasmo tutta la comunità parrocchiale. Ogni famiglia dedicava a questo scopo l’offerta della “busta mensile”. Anche i più giovani si davano da fare. Mi è stata segnalata la curiosa iniziativa di alcune ragazze (di allora!) di via Costanza. Organizzarono nel proprio giardino rappresentazioni teatrali a pagamento cui erano invitati amici conoscenti e genitori, sia in veste di spettatori sia come protagonisti di declamazioni poetiche (“A Silvia” era il cavallo di battaglia). Ancora più curioso era il fatto che gli spettatori dovessero portarsi da casa le sedie poiché non ve n’erano a sufficienza per tutti. Quando consegnarono al parroco, don Emilio Tacchi, la busta contenente l’incasso, felici, considerarono adeguato premio alla loro intraprendenza la pubblica menzione dal pulpito di “bambine ammirevoli” portate ad esempio, durante la Messa, a tutti i fedeli. Con questa e molte altre iniziative si arrivò a raccogliere la somma necessaria per costruire, finalmente, il campanile da tutti desiderato. Ma a quel punto, anche per le sollecitazioni dei Cardinali Schuster prima e Montini poi, durante le rispettive visite pastorali, si preferì destinare la cifra ad opere più utili alla comunità e, soprattutto, più adatte a favorire l’aggregazione e l’attività dei giovani: Cinema-Teatro, oratori e palestra. Il bel campanile rimase perciò soltanto sulla carta ed i bronzi appesi sotto il portico. Angelo ricorda che le campane venivano suonate a corda, e scandivano con il loro squillante concerto tutta la vita della comunità: dalle 5,45 per la prima Messa mattutina (senza che nessuno protestasse!), fino ai vesperi, accompagnando anche, con un mesto rintocco, gli ultimi istanti di vita dei morenti. Quando poi, nel 1968, iniziò l’edificazione di oratorio femminile e palestra, il porticato venne abbattuto e le tre campane, accuratamente coperte e riparate, furono riposte nel cortile dietro la casa canonica in attesa di una più consona collocazione. Ma la loro tranquillità non durò a lungo.

Ingolositi dal valore di quel prezioso metallo così a portata di mano, alcuni furfanti decisero di impadronirsene. L’impresa era ardua per il peso delle campane ed il muro della recinzione.

Così i malfattori, per riuscire nel proprio criminoso intento, rubarono addirittura un’autogru. Fortuna volle che una pattuglia di carabinieri in perlustrazione passasse nella via proprio mentre, nel cuore della notte, una campana, sospesa al lungo braccio proteso della gru, stava passando dal cortile al camion dei ladri. Dopo il primo momento di comprensibile stupore, i tutori dell’ordine passarono all’azione: i ladri, colti in flagrante, furono immediatamente arrestati ed il furto sventato. Il seguito ce l’ha raccontato don Sandro, parroco di Cormano. Di lì a poco, preoccupato che le campane potessero essere rubate e non avendo un luogo più sicuro dove custodirle, don Ambrogio pensò di venderle e devolvere il ricavato in beneficenza. Così chiese al donatore, ottenendolo, il permesso. Proprio don Sandro fu testimone dell’accordo. Parte del ricavato della vendita fu da don Ambrogio devoluto alla parrocchia di Molinazzo, per costruire il tamburo e le porte di ingresso della chiesa che, dunque, è un po’ anche nostra! L’acquirente delle campane oggi riposa nel cimitero di Cormano e, con lui, almeno per il momento, è scomparsa la possibilità di rintracciare dove sono finite le nostre campane.

Alessandro Semino

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L'invenzione del Campanile

Secondo la tradizione, inventore del campanile fu san Paolino da Nola (409-431), festeggiato il 22 giugno. Nato in Gallia da una ricca famiglia romana, percorse la carriera politica diventando governatore della Campania. Battezzato a 24 anni, e assecondato dalla moglie, divenne prete e poi vescovo. Fu amico di san Martino, sant’Ambrogio e sant’Agostino. San Paolino voleva caratterizzare e valorizzare le chiese che solo da pochi anni, dall’editto di Milano dell’imperatore Costantino del 313, era finalmente possibile costruire. Così, con l’intento di dare visibilità ai luoghi di culto cristiani e creare un luogo alto da cui le campane potessero chiamare i fedeli, inventò il campanile!

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Bibliografia


 
Bib-ST-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-ST-609 - Monografia sec. XX di Alessandro Semino - Bollettino Parrocchiale
 
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