AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)
Capitolo ARS.G05: "Antiche Famiglie di Fonditori: Regione Emilia Romagna" - Pagina 06

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2009, aggiornati il 01/05/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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(PR) - Ramiano: Famiglia Da Ramiano

 

INDICE:

 

Antonio da Ramiano


 

Ramiano (PR) 1443/1445


Costruttore e maestro di orologi.

Abitante in Parma nella parrocchia di Sant’Apollinare come si rileva da parecchi documenti contemporanei, ebbe forse i primi ammaestramenti nelle matematiche da quel Antonio o Antoniolo da Ramiano esercente ingegneria che nel 1423 Filippo Maria Visconti, duca di Parma, surrogò per un anno, mal soddisfatto dei servigi che prestava Giovanni Avinanti nell’ufficio di ingegnere del comune.

L’Antonio professava l’arte di fabbricare orologi, il che a quei tempi implicava la necessità di erudirsi nelle scienze matematiche. Probabilmente ebbe a maestro nell’arte degli orologi il padre, a meno che non fosse entrato nell’officina di maestro Marchionne Toschi, che da Brescello aveva fissato il suo domicilio in Parma.

Sta di fatto che l’Antonio a sua volta ebbe a riuscire, secondo il Pezzana, un valente artista e di merito non comune. Al principio del suo esercizio di orologeria tenne società di lavoro con Bartolomeo de’ Ranieri, suo concittadino e cognato, il quale era stato avviato nell’arte dal ricordato Marchionne de’ Toschi.

Il duca Filippo Maria Visconti nel febbraio del 1443 prese al suo servizio per alcun tempo come maestri d’orologi l’Antonio da Ramiano e il Rainieri, e concesse loro non poche esenzioni, quali diletti suoi cittadini di Parma e quale pegno di liberalità e stima che nutriva per due distinti artefici quali essi erano.

La società col Rainieri sembra però non durasse molto poiché non se ne trova più memoria.

 

L’Antonio appare anche come fonditore di campane: e una di queste, che si trova ancora nelle torre dell’Abbazia di Torrechiara, si legge: "Petrus maria de Rubeis Co: Berceti f. mccclxxv. x. vicit. x. regnat x. ipat, Antonius".

 

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Niccolò da Ramiano

 

 

Ramiano 1502/1521


Costruttore e maestro di orologi e fonditore di campane.

Nel Consiglio generale del 22 novembre 1508 gli Anziani del Comune di Parma riferirono che la torre grande della città abbisognava di riparazione e comunicarono una proposta di lavori fatta loro da Niccolò da Ramiano, campanaro e orologiaio comunale. I consiglieri, considerando di quanto decoro, ornamento e utilità fosse la torre grande della città, deliberarono i lavori necessari, che furono subito cominciati. Tra i lavori proposti da Niccolò da Ramiano erano i seguenti: "Va facto el capitino di maii, tuto di novo, de asse o asoni, secondo parerà al mestro, con un pomo in cima, dorato a oro fino; li maii vanno reffacti de legno e vestiti, depinti tuti di novo; ge va una Madonna con Sancto Iosefe depincta da uno canto, e ge va li cavali de li tri maii, d’altro canto; ge va uno angelo, che asenderà, quando vorà sonare le hore, et sonarà la trombeta et sonarà el campanino; ge va facto uno mandeso tuto novo per sonare la dicta trombeta". (atti di Francesco Burzi, filza 4 nell’Archivio notarile di Parma; Pezzana,Storia di Parma, II, 343).

 

Lo Smagliati (ms. parmense 458, f. 419) riporta che:

  • "A 15 Novembre 1509 si cominciò di aconzar il capitino dela torre comune, dove era gli angioli dal relogio. E fu Nicolò da li relogii che ‘l tolsi a conzar."

  • "A 18 Magio 1510, fu discoperto il capitino de la Tore del Comune, dove va gli angioli: e fu fato quel de sopra" (ms. Parmense 458, f. 426).

Attivo a Parma, nel 1502 fornì la campana maggiore della torre della chiesa del Carmine e nel 1516 quella della chiesa di Santa Maria dei Servi.

Nel giugno 1520 fece il contratto con la chiesa di San Giovanni per la fornitura di una campana grossa: terminata che fu, non soddisfece però i monaci, che la trovarono meno sonora della vecchia spezzata che era stata rifusa. Ne nacque una questione portata davanti al vicario vescovile, tribunale competente per le questioni inerenti la chiesa e nel 1521 Niccolò da Ramiano fu condannato a effettuare una nuova fusione.

 

 

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Bibliografia


 
Nota: FUSORE: Fonditore di campane (1499, dal latino tardo "FUSORE(M)"
 
Bib-ST-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-ST-391 - "Dizionario dei Parmigiani" presso l'archivio storico del Comune di Parma si desumono i principali fonditori operanti in quell'ambito territoriale. Delle campane realizzate e qui nominate, diverse sono andate distrutte o rifuse.
Bib.ST-395 - G.N.Vetro, Dizionario, 1998
Bib-ST-397 - A. Pezzana, Storia di Parma, t. II, 235, 485 e III, 368
Bib-ST-398 - Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, 1911, 62;
Bib-ST-399 - E F. da Mareto, Bibliografia, II, 1974, 895.
Bib-ST-400 - U.Benassi, Storia di Parma, V, 1906, 331
 
 
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