AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)
Capitolo ARS.G01: "Antiche Famiglie di Fonditori: Regione Abruzzo" - Pagina 03

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2012, aggiornati il 01/05/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

Voi siete il gradito visitatore n.° :

Privacy Policy

 

 

(AQ) - L'Aquila: Mari Angelo e Fratelli (De) Mari

 

INDICE:

 

Angelo Mari

 

L'Aquila, secolo XVIII.

 

Ad Aquila esisteva, nel settore della fusione di campane, Angelo Mari, allievo di Giambattista Donati.

Nel 1789 collaborò a produrre il Campanone di Gubbio.

INDICE

 

Fonderia Fratelli (De) Mari di Giacomo Luca De Feudis

La fonderia di campane dei Fratelli Mari, attiva per secoli in diversi paesi dell’Abruzzo (L’Aquila, Salle, Torre de’ Passeri, Castelfrentano, Lanciano), ha fornito di campane un territorio che comprende la Romagna (Bertinoro), le Marche (S. Francesco di Urbino 1789, Chiaravalle 1950), l’Umbria (Campanone di Gubbio Angelo Mari e G.B. Donati 1789), il Lazio (Orvinio 1898, Abbazia di Casamari), l’Abruzzo (numerose campane nelle 4 province abruzzesi, tra cui L’Aquila, Trasacco, S.Giustino di Chieti, S.Giovanni in Venere, Torre Civica di Lanciano, S.Domenico di Cocullo, ecc…), la Sardegna (Giave SS) e la Sicilia (Carlentini, Borgata Pedagaggi SR).

 

La Storia della Fonderia Mari

 

La nascita artistica della fonderia Mari viene fatta risalire al 1019 secondo un documento redatto dai Padri Cappuccini di Ortona e secondo una carta campanaria di pelle di pecora. Altre fonti citano il ritrovamento di una campana in Popoli (PE) fusa nel 1200 da Aloysius Mari.

 

Tra le campane piu’ antiche oggi esistenti e funzionanti si annoverano la campana della chiesa di San Francesco di Urbino fusa nel 1789 da Giovan Battista Donati e Angelo Mari ed il Campanone di Gubbio fuso nello stesso anno da Giovan Battista Donati e Angelo Mari.

 

La tradizione campanaria e’ la piu’ antica, ma non l’esclusiva della famiglia, che nel corso dei secoli ha abbracciato, raggiungendo la stessa punta di eccellenza delle campane, anche l’arte di fabbricare corde armoniche e, in epoca piu’ recente, la costruzione di macchine olearie.


La famiglia Mari e’ di origine aquilana come testimoniato non solo dalle iscrizioni sulle campane, ma dalla presenza in pieno centro di L’Aquila, in zona disastrata dal recente terremoto, in via Crispomonti 12, di “casa Mari”, palazzo del XVII secolo (Palazzi del’Aquila), dove i Mari abitarono.


La famiglia si era poi spostata a Salle (PE), paese noto per la tradizione della produzione di corde armoniche e di fili di sutura, artigianato collegato alla pastorizia. In Salle la famiglia Mari abbraccio’ subito la tradizione dei mastri cordari, continuando anche l’attivita’ di fonditori di campane. I documenti dell’epoca attestano la famiglia Mari insieme alle famiglie Berti, D’Orazio e Ruffini tra i mastri cordari di Salle, e tra i fornitori di corde armoniche ai cremonesi Stradivari ed Amati.


La storia più recente ha visto la famiglia Mari spostarsi da Salle, a causa di un’imponente frana ad inizio ’900, trasferendo un ramo della famiglia a Torre de Passeri (PE) ed un ramo a Castefrentano (CH).


Le difficili condizioni economiche di quel periodo storico costrinsero praticamente tutti i maschi della famiglia Mari di Castelfrentano ad emigrare negli Stati Uniti in cerca di fortuna: in anni successivi, a partire dal 1905, i fratelli Luigi, Olinto, Emilio, Cesare e Giacinto Mari si trasferirono a New York, come documentato dai registri della Ellis Island Foundation consultabili on-line www.ellisisland.org.

In particolare, Emilio ed Olinto si trattennero negli U.S.A. e fondarono una fabbrica di corde armoniche, “La Bella Guitar Strings, E.&O. Mari inc (vedi www.labella.com) tuttora attiva e di proprietà familiare, che presto divenne una delle principali al mondo e la Daniel Mari Guitar Strings, fondata da Daniele, figlio di Olinto, che si specializzò in strumenti etnici e che, tra gli altri , fornì corde armoniche ai Beatles e a Jimi Hendrix (vedi: DanielMariStrings) e progettò le prime corde per la famosa chitarra elettrica “Fender Stratocaster”.


Cesare, Luigi e Giacinto tornarono in Italia e ripresero la tradizione di fonditori di campane a cui unirono la produzione di torchi e pigiatrici d’uva e, successivamente, la produzione di macchine vinicole ed olearie prima in Castelfrentano e, poi, in Lanciano.


Per quanto riguarda la fusione delle campane la fonderia di Castelfrentano-Lanciano riforni’ di campane tutto l’Abruzzo ed anche chiese fuori regione arrivando a nord in Romagna (Bertinoro), a sud in Sicilia (Torre Civica di Pedagaggi di Carlentini, SR) e ad ovest in Sardegna (Bonorva, SS). Le macchine olearie furono prodotte fino al 1969, anno in cui avvenne la chiusura volontaria dell’attività, ma ancor oggi esistono diversi frantoi in Abruzzo e fuori regione dove le macchine olearie Mari sono tuttora perfettamente funzionanti ed in attività. Nel museo dell’olio di Loreto Aprutino (PE) sono esposte le macchine della fonderia Mari di Lanciano come esempio di frantoio novecentesco oleo-dinamico.

Infine vale la pena citare anche l’attività di fonderia d’arte, testimoniata dal busto in bronzo di Fedele Fenaroli posto in Lanciano all’inizio di Viale delle Rose e fuso nel 1932 dalla Fonderia Mari di Lanciano.

 

Nella parrocchia di S. Antonio di Padova di Montesilvano (PE) sono state ritrovate due campane fuse dai De Mari nel 1919 e 1969.


A Gioia del Colle si è trovata la campana piccola fusa da Fonderia De Mari nel 1800, nota Fa#5.


Giacomo Luca De Feudis
 

 

INDICE

 

 


Bibliografia


 
Bib-ST-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-ST-373 - Tratto da Associazione Eugubini nel mondo : www.eugubininelmondo.it - Testi a cura di Fabrizio Cece.
Bib-ST-374 - V. Ambrogi, M. Farneti, L’Antica Arte del Suonare il Campanone della Città di Gubbio, Roma 1992.
Bib-ST-375 - Campanari. I Maestri del Silenzio, Gubbio 2003.
Bib-ST-376 - F. Cece, Ubaldo Petrini alias Giurancavallo, in “L’Eugubino”, a. LIV (2003), n. 5, pp. 22-23
Bib-ST-377 - F. Cece, P. Ghirelli, E.A. Sannipoli, L'edicola e la statua di Sant'Ubaldo in Corso Garibaldi, Gubbio 1994.
Bib-ST-378 - F. Cece, E.A. Sannipoli, La Chiesa e il Convento di Sant’Agostino in Gubbio, Gubbio 2001.
Bib-ST-379 - P.L. Menichetti, I Ceri di Gubbio dal XII secolo, Città di Castello 1982.
Bib-ST-380 - P.L. Menichetti, Storia di Gubbio dalle origini all’Unità d’Italia, 2 voll., Città di Castello 1987.
Bib-ST-381 - G.M. Nardelli, Il Sistema Metrico Decimale: uno dei prodotti della Rivoluzione Francese, Bologna 1989.
Bib-ST-382 - E.A. Sannipoli, Giurancavallo, in “L’Eugubino”, a. XLVIII (1998), n. 3, pp. 121, 123.
Bib-ST-383 - C. Spaziani, La Chiesa e l’Abbazia di S. Pietro in Gubbio, Gubbio 1966.
Bib-ST-384 - C. Spaziani, La Chiesa e l’Abbazia di S. Pietro in Gubbio, Gubbio 1976.
Bib-ST-385 - A.G. Stasi, Una morte dimenticata: Andrea Ronchi, detto “Tittone”, in “L’Eugubino”, a. XLIV (1993), nn. 3-4, p. 37.
Bib-ST-386 - E. Tabarrini, Bicentenario del Campanone del Palazzo dei Consoli. 1769-1969, Gubbio 1969.
Bib-ST-387 - A.M. Trepaoli, Castiglione Aldobrando. Una memoria millenaria, Perugia 2005.
 
 
TOP