AREA I - ARTE TECNICO SCIENTIFICA (ATS)
Capitolo ATS.P02: "Metodologie di Restauro: Le Saldature" - Pagina 07

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2008, aggiornati il 21/04/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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Saldatura delle campane

 

INDICE:

LA SALDATURA DI CAMPANE FINO AL SEC. XX

 

Alla luce di quanto visto nelle pagine precedenti del Cap. P02 (Cfr. Sommario) , si osserva che la saldatura fu da sempre effettuata, anche nei secoli più remoti, su qualunque tipo di materiale metallico benché le tecniche fossero arcaiche ed imprecise.

Tuttavia, nei secoli più vicini a noi, dal XVII in avanti, si iniziarono ad ottenere buoni risultati anche nel campo delle CAMPANE.

 

Non è una novità: le campane crepate venivano riparate mediante saldatura con bronzo colato direttamente nella fessura per ripristinare la continuità del materiale e permettere di nuovo alla campana di suonare correttamente con la sua nota esatta.

 

Spesso non erano il massimo dell'estetica, a causa della mancanza di apparecchiature di alta precisione come quelle odierne, ma ciò non toglie - tuttavia - che queste saldature ottenevano lo scopo di riparare la campana e renderla perfettamente utilizzabile.

 

Obiettivo fondamentale di una saldatura è riportare all'integrità una campana e permetterle di suonare con la sua esatta tonalità senza dover per forza rinunciare alla campana stessa. 

 

Bordo  di campana "? 1670" saldato alla fine del sec. XVIII - Provincia di Brescia

Campana "Brighenti" 1868 saldata negli anni '50 XX secolo da un fabbro locale

Si trova nel campanile di S. Martino all'Argine di Bologna, è perfettamente funzionante con nota esatta

Si veda a proposito il testo della Lettera seguente, del 1820, testo recuperato nella Biblioteca Civica "Bonetta" - Archivio Storico Città di Pavia:

 

   

 

 

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DAL XX SECOLO AL 2000

 

Il BOOM industriale degli anni '60 del XX secolo ha portato all'innovazione di numerosissime lavorazioni industriali, tra cui le apparecchiature per le saldature, sia in Italia (si pensi all'Istituto Italiano per la saldatura, IIS, all'avanguardia) che all'estero.

 

Curiosamente l'applicazione della saldatura alle campane, in Italia, è praticamente scomparsa se non presente in rarissimi casi operati da personale non specificamente addetto ne' attrezzato (si veda la campana Brighenti).

 

Complici le requisizioni belliche, negli anni dal 1946 alla fine dei '50, si sono rifuse numerosissime campane andate distrutte durante la II Guerra Mondiale, e - purtroppo - non sempre le nuove arrivate reggevano il pari del solo ricordo di quelle partite.

 

Così anche per le campane rotte (fessurate dal bordo, a metà, in calotta, o in altre posizioni con andamento dell'incisione verticale, orizzontale o inclinato) si è sempre preferito buttare la campana per farla rinascere nuova dalle proprie ceneri oppure realizzarla ex novo, con risultati il più delle volte poco soddisfacenti e particolarmente onerosi.

 

E' confortante tuttavia osservare che almeno in altri paesi europei la tradizione del restauro si sia mantenuta ed anche migliorata con il passare degli anni.

 

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LA SOPRINTENDENZA

 

Da quando sono state create le Soprintendenze alle Belle Arti, in Italia, tutte le campane con almeno 50 anni di vita sono considerate bene culturale vincolato che necessita di un progetto approvato per agire in qualsiasi modo sopra di esse. In particolare occorre l'autorizzazione per:

- Restaurare la superficie sonora e/o la struttura

- Aggiungere nuovi bronzi a concerto esistente

- Modificare gli elementi portanti (ceppi, ecc.)

- Cambiare, consolidare o restaurare il castello

- Intonare una campana

- Modificare modalità di suono (aggiunta impianto elettronico a impianto manuale da conservarsi integro)

- Eliminare una campana (che di fatto NON si può eliminare anche se spesso tante campane sono equiparate a "ferro vecchio")

 

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OGGI

 

Attualmente - purtroppo - è diffuso il malvezzo di trattare le campane come irrecuperabili alla prima screpolatura (passante o no) che si manifesta sull'antico bronzo, quando invece si potrebbero facilmente riparare mediante interventi di qualità superiore (con strumentazioni adeguate e spesa ridotta) invece di ricorrere ad inutili quanto costosi rifacimenti che mai si adatteranno perfettamente come il bronzo originale.

 

Il rifacimento di una campana, da adattarsi ad un concerto storico preesistente, è un’operazione priva di ogni garanzia riguardo alla resa tonale, fonica e timbrica adeguata, senza contare che non è possibile riprodurre le stesse identiche caratteristiche di cottura di una fusione eseguita secoli prima (combustibili e forni diversi, qualità della materia prima non equivalente, ecc.).

 

E’ in ogni caso fortemente sconsigliabile l’adattamento di un elemento nuovo ad un concerto antico quando è possibile la tecnica del restauro strutturale (saldatura).

 

Data la nuova sensibilità di alcune Sovrintendenze Regionali a considerare la campana come uno strumento musicale quale effettivamente è, con dignità pari a quella dell'organo a canne, si auspica che anche in Italia al più presto si torni a trattare i sacri bronzi con grande cura e sensibilità, anche se si trattasse di minuscoli interventi o di operazioni molto complesse, specialmente se le campane hanno parecchi decenni o secoli di vita e sono vittime di qualche incidente di percorso.

 

Ciò consentirà nei prossimi anni di poter ascoltare - finemente restaurati a regola d'arte - veri e propri capolavori attualmente abbandonati a se' stessi, danneggiati dagli agenti atmosferici e da nugoli di fastidiosi volatili, così come avviene per le chiese o per un quadro o un organo a canne.

 

Sarebbe consigliabile approfondire la ricerca scientifica in Italia in materia di saldatura di campane, al fine di poter disporre sempre di bronzi antichi perfettamente funzionanti anche in caso di rottura accidentale.

 

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LE SALDATURE IMPOSSIBILI

 

Leggendo attentamente le tipologie di saldature nelle pagine precedenti, balza subito all'occhio che è molto raro non poter trovare una soluzione anche a casi ritenuti "impossibili".

 

Ogni operatore del settore ha un proprio campo di applicazione ove è specializzato, sia in Italia che nel mondo. Mediante attrezzature adatte è possibile ricomporre anche una campana a pezzi oppure saldarne una di elevatissimo peso e constatare che, anche dopo decenni, questa funziona perfettamente.

 

Occorre ricominciare a considerare la campana come "Vox Dei" e a valorizzarla di conseguenza e non vederla più solo come un "freddo bronzo sonante" pronto a essere gettato via o accantonato quando comincia ad avere troppi anni e qualche crepa di troppo.

 

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Bibliografia


Bib-TS-000 - Testo di ing. Michele Cuzzoni

Bib-TS-443 - AA.VV. - La Biblioteca Italiana - 1821 - Biblioteca Civica "Bonetta" - Archivio Storico Città di Pavia

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