AREA I - ARTE TECNICO SCIENTIFICA (ATS)
Capitolo ATS.N01: "Campanile e Cella Campanaria: influenza sul tono" - Pagina 01

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2012, aggiornati il 01/05/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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Funzionalità del Campanile

  

 

INDICE:

 

 

01. Definizione

 

 

Il campanile “ è una torre costruita accanto alla chiesa, destinata ad accogliere alla sommità le campane. Può essere incorporato nella muratura della chiesa o isolato”.

 

Il "campanile" è, notoriamente, una costruzione destinata a sostenere in alto, mediante un'apposita  incastellatura,  le  campane  delle  chiese,  allo  scopo  di  facilitarne la  diffusione del suono. 

Per la sua forma e per le sue origini il campanile può essere collocato nella tipologia di edifici detti "a  torre" e spesso viene, infatti, chiamato torre  campanaria (il "Liber  Pontificalis", nel VIII  sec., indica col termine campanilis l'apposita struttura per una  sola  campana, in genere a vela;  mentre  con  la  dizione turris campanaria intende appunto la torre con più campane costruita indipendentemente dalla chiesa; tale distinzione sembra tuttavia essersi persa nei secoli successivi).

 

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02. Cenni Storici

 

 

Dopo l’Editto di Costantino (313 d.C.) le comunità cristiane potevano riunirsi liberamente. Tuttavia, per richiamare i fedeli alle funzioni si utilizzarono sistemi diversi; inizialmente si batteva sopra un’asse detta “asse sacra”.

 

E' possibile, comunque, affermare che il  "campanile"  è  un  tipo  di  costruzione  nata  intorno  all'  VIII  sec.  d.c.  sulla  base  della tecnica sviluppata per le torri, caratterizzata dalla funzione di sostenere le campane e da un marcato sviluppo verticale.

 

Fin  dai  tempi  più  antichi  sono stati adoperati strumenti sonori simili ai nostri campanelli, soprattutto  nei  culti  di  origine  orientale  (i  campanelli  dei  sacerdoti  ebraici,  quelli  della dinastia  Chou  in  Cina,  ecc.). 

Tale  tradizione  è  entrata  nelle  consuetudini  della  religione cristiana  e,  quando,  intorno  al  V  secolo,  le  dimensioni  del  campanello  hanno  iniziato  a crescere, il  tintinnabulum  ha preso la forma delle attuali campane.

 

Mentre fino alla metà del VI secolo soltanto le cattedrali e i monasteri hanno potuto vantare la presenza di una campana (negli altri casi era il diacono che convocava i fedeli  a  viva  voce),  l'uso  di  questo  strumento  di  richiamo  è  diventato  indispensabile  in seguito  alla  fondazione  delle  pievi. 

A partire dall'VIII secolo le campane sono comparse in tutto l'Occidente europeo e, fra il X e XI secolo, anche le chiese rurali ne hanno avuta almeno una.   Per   lungo   tempo   è   stato   considerato   un   lusso   possederne   diverse,   ma gradualmente, nelle chiese maggiori, il numero delle campane è cresciuto (in genere fino a tre)  per  distinguere  le  diverse  parti  dell'ufficiatura. 

La  più  grande,  detta  del  mattino, suonava  nelle  ore  notturne  e  all'albeggiare,  le  più  piccole,  dette  campana  di  terza  e campana  di  nona,  suonavano,  rispettivamente, alle nove e alle quindici.

A partire dall' XI secolo abbazie e cattedrali hanno cominciato ad averne più di tre.

 

In un secondo momento, si eressero torri accanto alle chiese ove vennero issate le campane, strumenti di bronzo dal suono caratteristico. Intorno al secolo X quasi tutte le chiese avevano il loro campanile provvisto di campane.

 

Accanto alla forma tradizionale a torre, di retaggio medievale, si andranno affiancando a poco a poco anche i cosiddetti campanili a vela, costituiti da una porzione singola di muro - non agglomerato, come nel caso della torre - non eccessivamente alto, e contenenti alcune campane.

 

I  campanili  a  vela  hanno  iniziato  a  mostrare  i  loro  limiti  dal  punto  di  vista  tecnico  con l'aumento  del  numero  e  delle  dimensioni  delle  campane.  Essendo  costituita  da  un  muro isolato,  la  costruzione  può  raggiungere  altezze  limitate  e  l'aumento  del  numero  delle campane  comporta  maggiori  finestrature  che  costituiscono  un  ulteriore  indebolimento  per la muratura.

Le crescenti dimensioni delle campane hanno rappresentato, probabilmente, il principale  inconveniente  per  questo  tipo  di  costruzioni  poiché,  all'aumentare  del  peso, aumentano  proporzionalmente  le  azioni  dinamiche  generate  dal  moto  delle  campane. 

Una sezione  scatolare  come  quella  delle  torri  risulta  più  idonea  a  sopportare  questo  tipo  di sollecitazioni.  La  struttura  a  torre  consente,  inoltre,  di  sfruttare  tutti  e  quattro  i  lati  della muratura  per  inserire, in apposite aperture, le campane e lo spazio interno risulta utile per suonare le campane e provvedere alla loro manutenzione.

 

Mentre  le  campane  sono  spesso  menzionate in fonti concernenti edifici religiosi, soprattutto  a  partire  dal  secolo  VI,  non  è  chiaro  da  quale  epoca  tali  campane  fossero collocate  in  apposite  torri. 

 

Nell'architettura religiosa dei primi secoli sono noti parecchi esempi di torri, ma si tratta, nella maggior parte dei casi, di torri funzionali all'articolazione architettonica della facciata o di torri scalari.

Sulla base delle fonti testuali e delle testimonianze iconografiche non è da escludere che siano esistiti campanili nell'architettura paleocristiana;   tuttavia   i   primi di cui esiste una testimonianza certa appaiono solo in epoca  carolingia, citati  nelle  fonti  (il   Liber  Pontificalis  ne  ricorda  la costruzione in Vaticano da parte dei pontefici Stefano II (752-757) e Adriano I (772-795) ) o conservati: alcuni esempi sono collegati alla chiesa, altri sono indipendenti. 

 

Per una rassegna fotografica di "Storia dei Campanili", si vedano le pagine relative a pag. ARS.E01.01 - Introduzione (alla Storia dei Campanili).

 

 

La  presenza  di  molteplici  tradizioni  o,  addirittura,  la possibilità di individuare scuole di formazione locale deriva direttamente dalla situazione socio-politica presenti nelle regioni in quei tempi.

 

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03. Il castello delle campane

 

 

Il castello, o telaio, - struttura che sorregge le campane - può essere costruito in acciaio o, preferibilmente,in legno. Uno degli aspetti importanti della tecnica moderna risiede nell’isolamento della torre sia per l’assorbimento fonico sia per l’ottimizzazione dell’effetto sonoro sia a tutela dell’edificio. Questa protezione può essere assicurata con un pesante isolamento di gomma resistente alle intemperie e alla corrosione.

 

Affinché il suono delle singole campane si fondi in un insieme armonioso, esse devono essere sospese le une vicine alle altre in uno stesso spazio. Detto questo, per ottenere un effetto acustico ottimale occorre progettare la cella campanaria in funzione del numero, dei volumi, dei registri, dei pesi e della direzione dell’oscillazione delle campane.

 

 

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Bibliografia


 
Bib-TS-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-TS-289 - ARGAN G.C., (1988). Storia dell'arte italiana. Sansoni Editore, Firenze
 

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