AREA I - ARTE TECNICO SCIENTIFICA (ATS)
Capitolo ATS.M01: "Struttura delle Campane da Carillon" - Pagina 08

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2012, aggiornati il 21/04/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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Il Carillon automatico a Cilindro (o a Tamburo)

  

 

 

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Il carillon automatico

Il carillon a cilindro è un sistema meccanico che ha lo scopo di far suonare una melodia al carillon in modo automatico ogni quarto d’ora.

Il complesso è costituito in modo che di solito, dopo la melodia, l’ora venga battuta dalla campana più pesante e la mezzora da un’altra campana in tono di quarta superiore. La durata della suonata si può automaticamente impostare a più di un minuto per l’ora intera e per metà di questo tempo per la mezzora e per un tempo da 10 a 20 secondi per ciascuno dei quarti.

A differenza della suonata manuale che funziona con i battagli per lo più interni, questo dispositivo controlla il suono automatico utilizzando dei martelli posti all’esterno delle campane. I martelli hanno un peso che può variare, a seconda del gusto, tra 1% e 5 % del peso della campana, anche se per le campane basse e medie è di solito il 3%. Essi sono comandati da un meccanismo a tamburo. Ciò è mostrato in Figura 01.

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Struttura del carillon a tamburo

 

 

 

Figura 01: Carillon a tamburo con diversi tipi di collegamento.

 

In Figura 01 è mostrato lo schema.

A

è un cilindro cavo di grande diametro e larghezza, che può essere compresa tra 1 e 2 metri. E’ realizzato in ghisa o in ottone o fatto di strisce di ferro battuto.

B

è un telaio di ferro che include il cilindro - che solitamente si chiama tamburo - e che può farlo ruotare nella direzione mostrata.

C

sono i due cuscinetti che reggono il tamburo.

D è la tastiera. Immediatamente prima del tamburo, o talvolta sopra di esso, ci sono una serie di leve dentate montate lungo la tastiera chiamate letto del tamburo.
E è l'asse inclinato di ogni leva dentata. Inoltre, il sollevamento dell’albero è di solito fatto in rapporto di 1:3. Sul lato lungo è collegato il filo che congiunge il martello.
F è il dado di serraggio, regolatore del filo del martello, ed è posto immediatamente sopra la leva dentata. Il dado corregge la lunghezza per poter regolare il martello in modo corretto per cadere col tempo giusto.
G è il punto di applicazione dei denti in acciaio temprato, posti nel lato corto della leva dentata. L’insieme è montato in maniera che la leva dentata non tocchi il tamburo.
H è il perno di ferro dentato che, ruotando il tamburo, tocca la leva dentata corrispondente a una campana.
K è un sistema di congiunzione a fili
L è un bilanciere mirato
M è un martello congiunto direttamente
N è il peso che fa muovere il tamburo (se non fosse azionato elettricamente)

 

Lo stesso tamburo è dotato di numerosi fori quadrati o rotondi. Nella figura sono solo parzialmente visibili. Si veda il prospetto frontale del tamburo (a destra in Figura 01) ove si vede un certo numero di bande verticali che girano attorno al tamburo.

Per ogni campana c’è una leva dentata.

Quindi se in un foro viene inserito un perno di ferro dentato (il dado H), durante la rotazione del tamburo sarà chiaro che esso, quando incontra la leva dentata "E" la sposta verso il basso e di conseguenza il meccanismo della leva muoverà in alto il martello.

Dopo il passaggio del dado, la leva ritorna nella posizione originale in modo che il martello cada e percuota la campana per poi ritornare in posizione di riposo.

Il martello non si trova a riposo sopra l’anello di battuta.

Per questo motivo, sotto il martello si trova una lunga molla a balestra in ferro dotata di una certa resistenza. Questa resistenza è tale che il martello a riposo rimane libero e sollevato dalla campana, dopo il passaggio dei denti il martello si alza e colpisce la campana e infine il martello ritorna subito nella sua posizione originale.

Come si può vedere ci sono versioni diverse per il martello.

Si pensi alla figura 01 in cui un filo verticale si muove per effetto del dente del tamburo, insieme ad altri due. La costruzione più semplice (le due campane appese a sinistra) consiste nel fatto che l’asta del martello rotante è montata contro il lato della barra o sopra. Il filo è poi legato da qualche parte in prossimità del corpo del martello effettivo.

E’ anche possibile avere il martello sporgente sopra la campana (campana di destra in figura 01). In tal caso, naturalmente, il congiungimento a fili o cilindretti è superfluo. Infatti, il martello diventa a bilanciere mirato. Come nella suonata manuale, sono possibili suonate multiple coi martelli.

In K c’è un sistema di congiunzione a fili, in L c’è un bilanciere mirato, e in M il martello è congiunto direttamente.

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Esempi di costruzione dentro a una torre

 

Figura 02: grande carillon con tastiera e tamburo

L’azionamento del tamburo avviene mediante un motore, se non è così con l’aiuto di un peso N esterno al tamburo.

È quindi importante per determinare i momenti in cui il tamburo rotante può iniziare.

Come detto, è consuetudine  che suoni ogni quarto d’ora, anche se esistono tamburi che suonano ogni 7 ½ minuti. Le suonate di quest'ultimo tipo si chiamano ricercare.

Lo sblocco del tamburo perché possa iniziare a ruotare, è disposto da un movimento della torre. Spesso tale movimento è innescato da speciali meccanismi alloggiati all’interno del telaio stesso ove è montato il tamburo.

La partenza e l’arresto del tamburo avvengono per mezzo di un arpione. Naturalmente, questo può anche essere azionato elettricamente.

Ora si è trattato degli elementi essenziali di un tamburo per campane, che ha una conseguenza interessante nella preparazione di melodie per carillon.

Nella Figura 02 a sinistra, è disegnato un carillon che si muove con alberi a bilanciere. Il disegno di prospetto mostra in quale modo il tamburo si muove.

La cella campanaria è all’interno del campanile, la riproduzione automatica è montata al centro sotto il comando manuale della tastiera. Quest’ultimo esegue il gioco meccanico non oltre lo spazio della tastiera, bensì ad un piano inferiore, dove il tamburo è installato.

 

La vista frontale mostra il movimento degli alberi a bilanciere. Inoltre, naturalmente, non è necessaria tutta la larghezza della sede per installarli. È sufficiente che il punto di montaggio del filo del battaglio sia attraversato dall’asse corrispondente del filo orizzontale. In secondo luogo è evidente la conformazione del martello valida per un numero adeguato di combinazioni.

Come è logico, la situazione dovrebbe soddisfare la disposizione della figura 02, purtroppo ci sono anche molte torri in cui ciò non può essere realizzato.

 

Figura 03: Carillon medio-pesante con tastiera e tamburo

Un esempio di ciò è dato in Figura 03 a sinistra.

Nella torre sono sospese alle finestre le campane, almeno quelle più pesanti.

I battenti sono collegati con bilancieri mirati con i loro fili alla tastiera manuale.

Per il tamburo questo sembra che non sia possibile, almeno in quella zona.

Per questo motivo si utilizzano i martelli sporgenti. In questo modo, i fili scendono dalle campane dietro di esse fino alla camera di alloggiamento del tamburo.

Essi quindi possono essere collegati attraverso bilancieri mirati o eventualmente col sistema di congiunzione a fili sopra la tastiera.

A destra non era necessario per la campana, a sinistra lo era per due campane.

Per inciso, tutto questo sembra una situazione abbastanza semplice.

In realtà, però, nella torre ci sono molte più campane di quelle che si vedono nel disegno. Spesso occorre grande ingegno per ottenere tutti i collegamenti necessari a far sì che il suono sia corretto.

Spesso per la riproduzione automatica serve il sistema di congiunzione a fili. Questo è il meno discutibile perché il tamburo rintocca in modo relativamente lento, rispetto alla tastiera manuale in cui tale sistema sarebbe di scarsa funzionalità.

 

Figura 04: Carillon medio-pesante con tamburo per suono delle ore e melodie connesse

 

 

 

 

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Bibliografia


 
Bib-TS-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-TS-261 - André Lehr - Leerboek der Campanologie, 2007
Bib-TS-274 - André Lehr - Met losgemaakte ringkraag en in hevig zweet . Een oriënterende verkenning in oude beiaardtracturen. - In: Jaarboek van het Vlaams Centrum voor Oude Muziek , jg.1, 1985, blz.109-222
Bib-TS-275 - André Lehr - Trommelspeelwerken in het verleden (Asten, 1993)
Bib-TS-276 - André Lehr - Enkele wiskundige achtergronden van het broeksysteem (Asten, 2003)
 

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