AREA I - ARTE TECNICO SCIENTIFICA (ATS)
Capitolo ATS.J02: "Suono e Tono della Campana Individuale" - Pagina 16

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2012, aggiornati il 21/04/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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Il timbro del suono della campana

  

 

 

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Il timbro della campana

Potrebbe sembrare strano che il tono o il timbro di una campana non sia udibile prima della fine del trattamento sulla campana individuale. Tuttavia eccone la ragione.

Il timbro infatti dipende da molti fattori che sono stati trattati individualmente per cercare di ottenerlo della giusta qualità.

Tuttavia è data una definizione preliminare del timbro. Sotto il termine di tonalità o timbro si intendono tutti gli elementi caratteristici del suono che l’ascoltatore è in grado di identificare rispetto a un dato strumento musicale. Il timbro è quindi un’esperienza umana che non dipende dalle grandezze fisiche che lo compongono.

Queste discendono dalla posizione reciproca delle parziali, la loro forza nel transitorio di attacco e il loro comportamento nel tempo (cfr. pag. J02.06 "Conseguenze Musicali e Misurazioni Acustiche di una Campana").

E infine naturalmente, l’importanza del tono fondamentale di battuta nel suono di una campana (cfr. pag. J02.08 "Il tono Primario e Secondario - Periodicità del tono").

Ad oggi, il ruolo del tono di battuta è grossolanamente sottovalutato per l’espressione del timbro e durante il transitorio di attacco. Lo abbiamo sottolineato in precedenza. Infatti quando non è ancora formato il tono di attacco, le parziali superiori sono pienamente sentite come dissonanti e incidono negativamente nel timbro.

Studi hanno dimostrato che una deviazione di 50 centesimi o più nell’intervallo tra la quinta, l’ottava e la dodicesima, non mostrano chiaramente l’intonazione.

Piccole deviazioni consentono la formazione del tono, non lo sopprimono, ma non promuovono neppure una chiara udibilità.

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Le singole parziali e il timbro della campana ottava

Ma ci rivolgiamo ora alle singole parziali, poiché nel a pag. J02.17 "Campane non ottave", si vedranno le campane non-ottave, mentre per ora ci sono sole campane ottave, cioè campane da carillon.

Ci limitiamo qui a parlare degli intervalli tra le parziali del comparto principale, tra cui la terza minore che determina il timbro della campana rispetto ad altri strumenti.

Non per niente molti compositori hanno cercato di imitare il suono della campana con la terza minore. Ma dobbiamo ascoltare le campane, che è un fatto comune.

La terza minore quindi difficilmente può dar luogo a reciproche differenze con la fondamentale. Ma questa tesi non è condivisa da tutti.

Alcuni ritengono che le piccole imperfezioni nella posizione più lontana di questa parziale, per esempio una terza minore leggermente crescente, certamente influenzino il timbro. Quando queste sono crescenti più di 10 centesimi, valore tuttavia poco significativo, specialmente quando come nella campana sono presenti armoniche numerose. Anche se ci fossero differenze in base alla posizione delle sfumature, piuttosto deve essere superiore a queste e quindi essere ritenuta responsabile della modifica del timbro.

Si vedano le pagine: pag. J02.06 "Conseguenze Musicali e Misurazioni Acustiche di una Campana" e pag. J02.09 "Il disegno della Campana".  Tra le altre cose è stato discusso l’insieme della terza maggiore mi5 (II-3), la prima undicesima fa5- e la seconda undicesima fa5+ (III-3),una serie di parziali che quando suonano insieme danno sonorità sgradevoli della campana.

Una corretta scelta del punto di transitorio di attacco può essere qui delineata come la migliore, anche se la causa principale dovrà essere cercata nel profilo selezionato. L’esempio è di un impatto negativo sul timbro. Si tratta degli armonici favorevoli nel loro insieme rispetto a loro stessi che possono essere appena percettibili.

In realtà questo significa che in una campana ben progettata e precisamente intonata di un particolare tipo, ad esempio una campana in ottava, l’influenza del rapporto reciproco dei materiali sul timbro dei parziali è sempre la stessa. La pratica lo conferma costantemente.

Perché senza questi spostamenti isolati nello spettro del suono della campana, ci sono ancora la forza e l’intonazione della parziale, che sono decisive per le differenze di timbro tra le stesse campane. In esse si trovano le variazioni più suggestive del timbro. Questo aspetto è stato affrontato in profondità.

Così a pag. J02.06 "Conseguenze Musicali e Misurazioni Acustiche di una Campana" si è dimostrata l’importanza del punto di attacco del percussore. Più il percussore suona in un nodo per il parallelo di un inizio di attacco di dominante, ne consegue che si ascolterà il più debole sovra suono. E’ un aspetto che, soprattutto per i toni del secondo tipo è di importanza fondamentale.

Inoltre a pag. J02.13 "L'impatto del batacchio e influenza sul suono di una campana", si parlava dell’influenza del peso del battaglio e del suo materiale per esaminare la forza delle armoniche esaminate. Più pesante, e più morbido e più forte è il vano superiore rispetto alle pareti, allora l’influenza sarà più elevata. Al contrario se più leggero allora le sfumature di suono saranno più difficili.

A pag. J02.15 "Le campane di bronzo o d'acciaio", infine si sono discussi gli effetti dannosi di una gettata cattiva. E’ divenuto chiaro che la durata del tempo di decadimento di ogni armonica è determinata unicamente dalla qualità del bronzo e dalla colata. In teoria, la vera influenza derivante da differenze percentuali morbide è l’unica che rimane. Ancora, la proposizione che, sebbene l’energia di vibrazione si può ridurre della metà, tuttavia questo viene percepito dall’orecchio come una riduzione del livello di rumore di solo 3 dB. La campana o una sua parziale sarà quindi impercettibile per solo 3 dB di meno.

Un ultimo aspetto non è mai stato discusso. Dovrebbe essere chiaro che tutte le considerazioni sulla sensibilità uditiva giocano un ruolo importante. E questo vale non solo per il ben noto fenomeno che il caldo suono dei bassi vissuto nelle zone più alte è chiaro, a volte anche tagliente.

Una cosa fondamentale è che il transitorio di attacco viene determinato in modo che l’ascolto inizi nei settori in cui l’udito è più sensibile e più lunghi sono i tempi relativi di emissione. Potrebbe essere che tra due campane si abbiano 5 righe e le differenze di ottava tra le righe siano del 10%.

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Bibliografia


 
Bib-TS-000 - Testo di Ing. Michele Cuzzoni
Bib-TS-246 - André Lehr - Een klankanalyse van de 16de-eeuwse Van Wou-klokken in de Domtoren te Utrecht (Asten, 1980)
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Bib-TS-257 - André Lehr - Campanologie. Een leerboek over klank en toon van klokken en beiaarden (Mechelen, 1997, 2de druk 1998)
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Bib-TS-259 - André Lehr - The Removal of Warbles or Beats in the Sound of a Bell. In:  Acustica , vol.86, 2000, blz.550-556
Bib-TS-260 - André Lehr - Geschiedenis van de campanologie (Asten, 2001)
Bib-TS-261 - André Lehr - Leerboek der Campanologie, 2007
 

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