AREA I - ARTE TECNICO SCIENTIFICA (ATS)
Capitolo ATS.B02: "Glossari" - Pagina 02

Gli argomenti di questa pagina sono stati inseriti da Ing. Michele Cuzzoni nel 2007, aggiornati il 21/04/2016, e sono desunti dalla Bibliografia riportata a fondo pagina.

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Glossario dell'Organo a canne

 

Definizione di Glossario

Il termine glossarium (o glosarium) ha la sua prima attestazione in Gell. 18, 7, 3 (vos philosophi... glossaria namque colligidis et lexidia, res taetras et inanes et frivola), dove è adoperato semplicemente come diminutivo di glossa (cf. Th. l. L. VI 2, 2108); ma è nel Medioevo che passa a designare in maniera specifica una raccolta di vocaboli arcaici, oscuri o caduti in disuso, ordinati secondo criteri e fini particolari e convenientemente spiegati con altre parole più comuni e comprensibili o con locuzioni appartenenti al linguaggio corrente. In questa accezione di glossarum collectio si trova per la prima volta, oltre che nell’incipit del cod. Bern. A 91 nr. 18, in Papias (sec. XI), che ne dà questa definizione: unde glossarium dictum, quod omnium fere partium glossas contineat.

 

Glossario di termini riferiti all'Organo a canne

INDICE: A  -  B  -  C  -  D  -  E  -  F  -  G  -  H  -  I  -  L  -  M  -  N  -  O  -  P  -  Q  -  R  -  S  -  T  -  U  -  V

 

Organo di Carpi

 

 

A

 

Accessori (registrazione e acustica dell'organo)

Negli organi più grandi, vi sono in genere alcuni dispositivi che arricchiscono le possibilità coloristiche o interpretative dello strumento.

Possiamo distinguere gli accessori in due grandi gruppi:


-
accessori funzionali (cioè quelli che aiutano l'organista nell'inserimento/disinserimento dei registri o nell'unione fra tasti e tastiere); fra gli accessori funzionali, a titolo di esempio, si hanno:

- il "Tiratutti";

- il "Ripieno";

- la "Terza mano";

- le "Combinazioni".


-
accessori acustici (cioè quelli che di per sé producono effetti sonori particolari, spesso imitanti strumenti ritmici della banda musicale come:

- il Rollante;

- il Triangolo;

- la Grancassa;

- i Piatti;

- il canto di uccelli;

- il carillon).


Gli accessori sono realizzati con dispositivi e sistemi diversi a seconda della tipologia trasmissiva dell'organo, in base alla quale vengono azionati dall'organista.

 


 

Accoppiamento (meccanica e registrazione dell'organo)

È un dispositivo collocato nella consolle allo scopo di permettere all'organista l'uso contemporaneo di registri normalmente appartenenti ad una tastiera diversa da quella su cui conduce l'esecuzione.

Gli accoppiamenti più comuni sono le unioni, attraverso le quali ciascun tasto della tastiera da accoppiare viene associato esattamente al medesimo di quello si cui si sta suonando, ricevendone il movimento.

 


 

Accordatura (acustica dell'organo)

È un procedimento che mira ad intonare uno strumento musicale in base ai parametri standard di una nota presa come riferimento, chiamata Corista o diapason e al Temperamento. La nota di riferimento è il La3 di 440 Hertz.

L’accordatura è la progressione delle note di uno strumento, che deve essere il più possibile armonica, in modo che l’orecchio umano la riconosca come tale.

 

Per accordare uno strumento si usa in genere l’intervallo di quinta: partendo ad es. dal La, su di esso si accorda la quinta ascendente La-Mi, quindi su quest’ultima nota la quinta Mi-Si, poi Si-Fa#, e così via; oppure dal La si accorda la quinta discendente La-Re, quindi su quest’ultima nota l’altra quinta discendente Re-Sol, ecc., fino ad accordare tutte le note: alla fine però le varie note non risulteranno perfettamente accordate in relazione alle loro ottave: ad es., il Do3 non sarà accordato con il Do4, ma quest’ultimo risulterà eccedente di un piccolissimo intervallo chiamato “comma pitagorico”.

Ecco allora che, per eliminare questo inconveniente, entra in gioco il Temperamento.

 

Per far sì che le progressioni per quinta delle varie note non compromettano quelle per ottava, è necessario togliere ad ogni intervallo di quinta l'eccedenza del comma pitagorico. Esistono vari tipi di temperamento, a seconda delle epoche, dei luoghi e delle speculazioni di teorici e fisici acustici: se le quinte vengono ristrette tutte allo stesso modo avremo un temperamento “equabile” come quello moderno o come quello antico detto “del tono medio”, che privilegia gli intervalli di terza maggiore; se invece le quinte vengono corrette in maniera disuguale, si avrà un temperamento “inequabile”come quelli che si sono avvicendati nel Sette e Ottocento.

 


 

Ancia battente (registri dell'organo)

Il gruppo più numeroso dei registri ad ancia è costituito da quelli che emettono il suono grazie allo sbattimento di una linguetta (l’ancia) su due pareti.

Il timbro dei registri ad ancia è generalmente teso ad imitare quello di uno strumento dell’orchestra.

Sii hanno tra i registri ad ancia battente:

- la Tromba;

- l’Oboe;

- il Fagotto;

- il Trombone.

 

Tuttavia esiste un folto gruppo di questi registri che non imita alcuno strumento, ma fornisce un timbro a sé stante; tra questi abbiamo:

- la Bombarda, il cui nome deriva da un antico strumento ad ancia ma che non ha alcuna relazione col registro;

- la Tuba che è qui un registro molto forte e assai diverso dall’omonimo ottone;

- la Tromba a volte ha un timbro meno aperto dell’omonimo orchestrale perché la si preferisce come registro di accoppiamento, da unirsi assieme ad altri registri.

 

Il timbro di questi registri è generalmente variato grazie alla forma e alle dimensioni del risonatore o Tuba (in particolare alla svasatura); i registri ad ancia battente hanno tutti una tuba di dimensioni normali, ovvero pari alla lunghezza indicata dalla misura in piedi, e di forma svasata.

Il materiale è molto differenziato tra le varie scuole nazionali e regionali (in Italia soprattutto): si va dalla latta all’ottone per ance particolari come la Tuba Mirabilis, registro eccezionalmente forte per intensità.

 


 

Armonica, frequenza (acustica dell'organo)

È un suono che in ogni strumento musicale si forma simultaneamente alla nota fondamentale, meno intenso ma abbastanza udibile per definirne il timbro (cioè il colore sonoro, la qualità che ci fa riconoscere lo strumento che ha prodotto una nota pur non avendolo visto).

In una nota musicale sono sempre presenti più armoniche: la stessa nota all'ottava superiore, a due, tre ottave superiori e anche più. Ma anche note diverse (ad esempio, in una nota di DO si sentono anche uno o più SOL).

Il nostro orecchio non è generalmente in grado di selezionarle una ad una, ma riesce a percepire il risultato dell'insieme sotto forma di timbro.

 


 

INDICE

 

B

Baffo (geometria dell'organo)

È un'aletta accessoria posta lateralmente alla bocca della canna labiale per modificarne l'intonazione e/o l'accordatura.


 

Bocca (struttura dell'organo)

 

È una parte della canna, composta dai labbri e dall’anima, ricavata tra il Piede e il Corpo, in modo che il flusso d’aria generi una vibrazione acustica rinforzata dal corpo risonante della canna.


Bordone (registro e acustica dell'organo)

 

Il Bordone è un Flauto con le canne tappate.

La particolarità timbrica di questi registri è che nella tessitura grave e mediana ha carattere misterioso e vellutato, mentre nelle tessiture più acute ha un carattere più aperto e cantante. Ha canne dal diametro largo, a volte molto largo. Assume diversi nomi a seconda del timbro o della tessitura.

I bordoni sono una ramificazione della famiglia dei flauti che sfruttano la copertura di canne con misure flautate. Hanno la peculiarità di evidenziare solo particolari suoni armonici.

È noto che le canne dell’organo emettono in contemporanea al suono fondamentale dei suoni armonici, che vengono numerati a seconda della loro altezza.

Le canne tappate evidenziano solamente gli armonici dispari.

Una eccezionalità delle canne tappate è che emettono il timbro all’ottava inferiore. Quindi se una canna di 8 piedi viene tappata, emetterà un suono di 16 piedi. Tale caratteristica è utile per costruire registri gravi anche in poco spazio. Il Bordone è senz’altro il più noto di questi registri, dal timbro misterioso e scuro nei bassi, chiaro e definito negli acuti. La sua naturale morbidezza lo porta ad essere un ottimo registro di accoppiamento, rischiarando registri ad ancia o violeggianti.

 

Viene costruito di 32, 16, 8 o anche 4 piedi, caso in cui viene di solito detto Bordoncino.

Se si trova al pedale di 32 o 16 piedi, è chiamato Subbasso.

Un particolare tipo di Bordone è il Quintante, o Quintadena, (16 e 8) il cui nome sembra derivare dalla locuzione latina quintam tenens. Si tratta di un registro assai comune negli organi germanici, dalla costruzione particolare mirata a marcare l’armonico di Quinta ( Duodecima, II armonico).

I Bordoni possono essere costruiti con canne di legno, un materiale impiegato per le note più gravi.

 


INDICE

 

C

 

•  Campo / campata (geometria dell'organo)

È lo spazio delimitato da elementi architettonici come pilastri, lesene, ecc. contenente un gruppo di canne di prospetto; la campata ne è una eventuale suddivisione, riconoscibile da un diverso andamento geometrico di una parte delle canne.


 

Canale (meccanica dell'organo)

È una divisione interna del somiere.

Secondo il tipo di costruzione si ottengono canali di tasto, dai quali l'aria presente all'atto della pressione dei tasti viene successivamente divisa per registro (metodo impiegato nel somiere "a tiro") oppure canali per registro muniti di singole valvole per ciascuna canna, canali in cui l'aria è presente solo se il registro interessato è inserito.

 


 

Canaletto (geometria della canna d'organo)

È un incavo in metallo o raramente in legno innestato nella Noce e sul quale è distesa l'ancia trattenuta da un cuneo.

La forma del canaletto ed il materiale scelto per la sua costruzione sono importanti nella produzione del suono.

 


 

 

Canne (geometria e acustica dell'organo)

 

Sono i tubi entro i quali la colonna d’aria, messa in vibrazione, produce suoni di altezza determinata: ciascuna canna emette una sola nota musicale.

Le canne possono essere sia metalliche (stagno, piombo, lega, ecc.) a sezione circolare, sia lignee a sezione quadrangolare (quelle dei Contrabbassi e dei Bassi, ma anche le note più gravi di Principale, Ottava o di particolari registri), sia, eccezionalmente, di altri materiali (cartone, pergamena, ecc.).

Per la loro struttura e il diverso modo di produrre il suono, sogliono distinguersi in due gruppi fondamentali:

 

A) Canne ad anima

B) Canne ad ancia 

 


 

Canne ad ancia (geometria e acustica dell'organo)

Sono dette più semplicemente ance e sono costituite da tre parti:

Il piede, che ha pressoché la stessa forma di quello delle canne ad anima, di cui assolve le medesime funzioni; esso può essere sostituito da uno zoccolo porta vento di legno su cui s’innestano direttamente le canne (ciò avviene regolarmente per le ance poste in facciata).

Il blocco dell’ancia, che costituisce la parte centrale e più importante, a sua volta formato da più elementi:

- dal Canaletto (generalmente d’ottone);

- dall’ancia (linguetta vibrante d’ottone laminato che, battendo sui bordi del canaletto, produce il suono: normalmente, infatti, le ance dell’organo sono battenti e non libere),

- dall’accordatore (gruccia metallica che serve a regolare la lunghezza della porzione vibrante dell’ancia), il tutto fissato su una noce di piombo;

la tuba (detta anche risuonatore) saldata o innestata alla Noce, che normalmente è metallica (ma può essere di legno o d’altro materiale; è di stagno quando il registro si trova in facciata) e delle fogge e lunghezze più varie, la cui funzione è quella di amplificare e caratterizzare timbricamente il suono prodotto dall’ancia.

 


 

Canne ad anima (geometria e acustica dell'organo)

Sono dette anche labiali e sono costituite da tre parti:

- Corpo, che è la parte superiore della canna, la cui lunghezza è in relazione con l’altezza del suono prodotto.

- Piede (da non confondere con l’omonima unità di misura), che è la parte inferiore della canna, costituito da un cono con il vertice forato rivolto verso il basso, la cui lunghezza non ha alcuna influenza sull’altezza del suono, in quanto esso serve a condurre l’aria entro il corpo, al quale si salda con la sua base.

- Bocca, apertura generalmente rettangolare, risultante di un insieme di parti determinanti per la produzione del suono: essa consta di un labbro inferiore appartenente al piede, di un labbro superiore ricavato nel corpo, e dell’anima, che è un diaframma saldato tra il piede e il corpo, eccettuata la larghezza della bocca stessa, per cui ne risulta una fessura detta luce posta al livello del labbro inferiore, che stabilisce la comunicazione dell’aria tra piede e corpo.

 


 

Canne di facciata (geometria e acustica dell'organo)

In queste canne il piano dei labbri è appiattito e addentrato nel corpo: esteticamente rilevante è soprattutto il labbro superiore, variamente sagomato (“a scudo” o “a mitria”, in quest’ultimo caso sormontato oppure no punti o altri elementi decorativi realizzati a sbalzo).


 

Canne mute (geometria e acustica dell'organo)

Sono le canne non suonanti (prive di anima o, benché dotate di questa, non suonanti per la posizione); quando vi sono, esse sono poste in facciata, per esigenze estetiche o di simmetria della stessa.


 

Canne tappate (geometria e acustica dell'organo)

Forniscono un suono più grave di un’ottava rispetto ad una canna della medesima altezza aperta.


 

Cantoria (struttura dell'organo)

È un luogo dove stanno i cantori, solitamente sopraelevato rispetto al pavimento della chiesa e spesso situato vicino all’organo.

 


 

Carillon o campanelli (registro accessorio dell'organo)

È un accessorio acustico presente negli organi antichi più ricchi, costituito da una serie di campanelli a cupola in bronzo (oppure dischetti in bronzo), che vengono percossi da martelletti azionati dai tasti. In genere la loro estensione non supera le tre ottave e corrispondono alla parte medio-acuta della tastiera.


 

Cassa (geometria e acustica dell'organo)

È una custodia lignea entro la quale è contenuto l’organo, con tutti i suoi elementi (materiale fonico e parti meccaniche).

Essa assolve a una funzione sia acustica, per la formazione e l’amplificazione del suono, sia architettonica: il suo prospetto è sempre più o meno riccamente ornato, e – attraverso gli elementi stilistici – spesso costituisce un utile elemento per la datazione dell’organo.


 

Cassa espressiva (geometria e acustica dell'organo)

È un dispositivo che consente di dare al suono dell'organo quell'effetto di piano-forte altrimenti non ottenibile.

E' costituito da una grande cassa in legno che racchiude un intero corpo d'organo, apribile per mezzo di una serie di pannelli girevoli "a farfalla" (la cosiddetta griglia espressiva). L'organista ha a disposizione un comando (di solito a pedale) che gli consente di aprire o chiudere a piacimento i pannelli durante l'esecuzione.


 

Catenacciatura (meccanica dell'organo) Trasmissione meccanica


 

Centesimo (acustica dell'organo)

È un micro-intervallo musicale definito come la porzione 1200ma di ottava. Un semitono contemporaneo quindi contiene 100 centesimi.


 

Cimbalo (acustica dell'organo)

È il nome dato talvolta alle file più acute di Ripieno, specie nei manuali secondari; è di influsso francese.


 

 

Combinazione libera (meccanica dell'organo)

 

È un dispositivo meccanico che serve per inserire uno o più registri preparati azionando le rispettive manette.

 


 

 

Combinazione libera “alla lombarda” (meccanica dell'organo)

 

È un congegno meccanico a pedale che agisce sulle leve dei tiranti di un certo numero di registri, preventivamente selezionati dall’organista, inserendo le file di canne corrispondenti.

 


 

 

Combinazioni (meccanica dell'organo)

Sono costituite da dispositivi che consentono di inserire o disinserire registri, accessori o unioni fra tastiere ecc. in modo rapido e coordinato, mediante l'inserimento di un unico comando a disposizione dell'organista.

Negli organi meccanici le possibilità di combinazioni sono limitate; in quelli a trasmissione elettrica sono molto più articolate ed ampie, coadiuvate anche da sistemi di "memoria" che rende possibile, ad esempio, la predisposizione preventiva di tutte le registrazioni necessarie per un concerto, rendendo l'organista libero dalla necessità di avere accanto a sè un "Registrante".

 


 

Composizione fonica (acustica dell'organo)

 

È l'insieme dei registri di cui si compone un organo a canne e di cui ne determina l'impronta stilistica dal punto di vista sonoro.

 


 

 

Consolle (struttura dell'organo)

 

È un complesso di comandi con i quali si suona l’organo.

Può comprendere una o più tastiere, pedaliera, pedaletti, pomelli o manette dei registri, a seconda di come è stato progettato l’organo.


 

Controttava (struttura dell'organo)

 

È una parte non completa di ottava che può costituire l’ inizio grave dell’ estensione dello strumento.

 


 

 

Corista o diapason (acustica dell'organo)

 

Si intende la nota di riferimento sulla quale oggi, per convenzione internazionale, si basa l’accordatura assoluta di tutti gli altri suoni, sia degli strumenti musicali sia della voce umana; corrisponde alla frequenza della nota La3, stabilita in 440 Hertz alla temperatura di 20° C (conferenza di Londra, 1939).

Per ottenere tale suono si usa il piccolo strumento acustico a forchetta chiamato, appunto,“diapason”.

Gli organi antichi hanno generalmente un corista più basso di quello attuale, quelli molto antichi (Quattro-Cinquecento) più alto.

Fino agli ultimi decenni dell’800, il diapason non era uguale dappertutto: variava secondo l’epoca, le tradizioni locali e il genere musicale. Ciò poteva creare inconvenienti soprattutto quando agli strumenti ad accordatura fissa (tra cui l’organo) si accompagnavano la voce e/o altri strumenti.

 


 

Corpo (geometria della canna d'organo)

 

Nella canna ad anima la parte superiore generalmente cilindrica, conica oppure ad imbuto. La forma e le dimensioni del corpo determinano quale gamma di armonici vengono amplificate dalla canna, ossia il timbro e l'altezza del suono emesso.

 


 

 

Corpo d'organo (struttura dell'organo)

 

È l'insieme delle canne e dei somieri corrispondenti a cui si possa attribuire una fisionomia sonora specifica in relazione alla collocazione e/o ai tipi di registri che lo compongono (Grand'organo, Positivo, Tergale, Espressivo); normalmente ad ogni corpo d'organo corrisponde una delle tastiere oppure la pedaliera.

 


 

 

Crescendo (acustica dell'organo)

 

È una staffa a pedale che inserisce progressivamente tutti i registri, dal ppp al fff.

 


 

 

Crivello (struttura dell'organo)

 

È un sottile piano di legno, di cuoio o di cartone disposto parallelamente al somiere maestro, su cui sono praticati fori per sostenere il grosso delle canne metalliche interne in posizione perpendicolare al somiere stesso.

 


 

 

INDICE

 

D

 

 

Diapason (acustica dell'organo) corista

 


 

 

Decimanona o XIX o tripla quinta (acustica dell'organo)

 

È il diciannovesimo suono sopra una nota base. Ad esempio, la decimanona del do1 è il sol3.

Si chiama in questo modo una delle file gravi del ripieno, che produce appunto per ogni tasto, il diciannovesimo suono sopra alla nota nominale espressa dal tasto

 


 

 

Decimaquinta o XV o doppia ottava (acustica dell'organo)

 

È il quindicesimo suono sopra una nota base. Ad esempio, la decimaquinta del do1 è il do3.

Si chiama in questo modo una delle file gravi del ripieno, che produce appunto per ogni tasto, il quindicesimo suono sopra alla nota nominale espressa dal tasto.

 


 

 

Dodicesima o XII o doppia quinta (acustica dell'organo)

 

È il dodicesimo suono sopra una nota base. Ad esempio, la dodicesima del do1 è il sol2.

Si chiama in questo modo una delle file gravi del ripieno, che produce appunto per ogni tasto, il dodicesimo suono sopra alla nota nominale espressa dal tasto.

 


 

 

Doppia ottava (acustica dell'organo) Decimaquinta

 


 

INDICE

 

E

 

 

Elettroventilatore (struttura dell'organo)

 

È un dispositivo elettrico dotato di motore che serve a produrre l'aria di alimentazione necessaria al funzionamento dell'organo.

L'elettroventilatore, fornito di un sistema di autoregolazione che garantisce fluidità, silenziosità, e stabilità di erogazione, viene applicato all'entrata dei mantici e li gonfia, tenendoli in costante pressione, in funzione dell'aria che viene richiesta dall'organista durante l'esecuzione.

L'applicazione di un elettroventilatore, oltre a garantire una pressione d'aria assolutamente costante e pulita, libera l'organista dall'obbligo di avere sempre con sé un aiutante, detto "Tiramantici", incaricato dell'azionamento manuale dei mantici mediante corde o stanghe, come si usava in antico.

 


 

 

Estensione (meccanica dell'organo)

 

È l'ampiezza della tastiera misurata in numero dei tasti.

 


 

INDICE

 

F

 

  Facciata o mostra o prospetto (geometria e struttura dell'organo)

 

È il lato anteriore dell’organo, volto verso l’ambiente, sul quale sono disposte le canne con un ordine dettato da principi estetici.

 


 

 

Flauti (registro e acustica dell'organo)

 

I registri di Flauto sono tra i più antichi dell’organo.

Essi imitano (anche se non strettamente) l’omonimo strumento d’orchestra e se ne hanno svariate fogge. Si dispone in tessitura andanti dai 16 ai 2 (ma anche 32 e 1) piedi.

La particolarità timbrica di questi registri è che nella tessitura grave e mediana ha carattere misterioso e vellutato, mentre nelle tessiture più acute ha un carattere più aperto e cantante.

Ha canne dal diametro largo, a volte molto largo.

Assume diversi nomi a seconda del timbro o della tessitura:

- il Flauto di 2 o 1 piede è detto ad esempio Ottavino;

- un Flauto le cui canne hanno forma affusolata è detto Flauto a Cuspide o Flauto Conico.

- Un particolare tipo di Flauto è il Flauto Armonico, ove le canne sono di doppia lunghezza ma forate a metà, in modo che il timbro, rinforzato da armonici supplementari, sia più morbido e dolce, adattissimo per passi solistici.

 

Innumerevoli sono poi altri tipi di registri flautati:

- da citarsi ad esempio l’inglese Clarabella, un registro con canne metalliche di forma conica rovesciata con un allargamento (detto “campana”) all’estremità superiore;

- altri registri sono il Corno Dolce, flauto di 16 piedi di forma svasata e diametro larghissimo;

- il Flautino (o Silvestre) di 2 piedi, brillante e chiaro;

- il Flauto Doppio, raro registro che possiede due bocche nella stessa canna in posizione opposta;

- il Corno di Notte, dal diametro larghissimo e bocca strettissima;

- il Corno in Selva, dalle canne composte da due tronchi di cono uniti alla base.

- Un registro intermedio è il Flauto a Camino, che come dice il nome è composto da canne tappate, ma provviste di un tubo sporgente dall’estremità superiore. In questo modo il timbro acquista un carattere più dolce e espressivo negli acuti, mentre perde profondità e sostanza nelle tessiture basse.

I registri di Flauto possono essere costruiti con canne di legno, un materiale impiegato per le note più gravi.

- Se l’intera fila è costruita di legno, si parla di Flauto di Legno.

 


 

Freno (geometria della canna d'organo)

 

È un accessorio in legno o metallo in forma di lastra o tondo cilindrico eventualmente posto davanti alla bocca della canna labiale per modificarne l'intonazione.

 


 

Frequenza (acustica)

 

È il numero di vibrazioni al secondo espresso in Hertz abbreviato Hz.

 


 

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G

 

•  Geolosie / griglie (geometria e acustica dell'organo)

 

Sono ante mobili collocate davanti ad un gruppo di canne o ad un corpo d'organo comandate in apertura ed in chiusura in maniera graduale attraverso un pedale per ottenere sfumature di sonorità e volume.

 


 

Generatore di toni (acustica dell'organo)

 

È un dispositivo elettrico con cui una si ottiene una frequenza desiderata attraverso l’uso di tensione alternata.

 


 

 

Grancassa (meccanica dell'organo)

 

È un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in un vero tamburo in pelle, collocato all'interno dell'organo che viene percosso da un mazzolo imperniato in coda e comandato da uno dei pedali della pedaliera o da un pedaletto sulla consolle. Normalmente viene abbinato ad altri accessori come il piatto, il triangolo o il sistro, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, adatto a rinforzare un effetto di tipo bandistico.

 


 

INDICE

 

H

 

 

Hertz (acustica) Frequenza

 


 

INDICE

 

 

I

 

Intonazione (acustica dell'organo)

 

È una modalità in cui il rapporto di frequenza tra due numeri interi definisce i toni diatonici, per esempio una quinta Do e Sol sono definiti dal rapporto 3/2.

È anche una procedura di messa a punto di ciascuna canna in maniera che essa generi in modo pronto ed efficace il suono nel timbro e nell'intensità per cui è stata costruita, per estensione, la qualità del suono emesso dalla canna.

L'intonazione, l'armonizzazione fra i vari registri e l'accordatura, sono le operazioni che qualificano artisticamente la costruzione ed il restauro degli organi.

 


 

INDICE

 

 

L

 

 

Labbro (geometria di una canna d'organo)

 

È la parte della lamina che costituisce il corpo della canna (labbro superiore) e del Piede (labbro inferiore) che definisce l’ampiezza della Bocca.

 


 

INDICE

 

 

M

 

 

Manetta (meccanica dell'organo) Registro

 

È un dispositivo corrispondente a un registro che sporge dalla cassa dell’organo, ha movimento laterale con un incastro e che serve a muovere le Stecche o pettini.

 


 

 

Mantice (meccanica dell'organo)

 

È un contenitore a volume variabile, destinato a generare l'aria necessaria all'organo oppure a mantenerla a pressione costante od infine a compensare i cali d'aria.

I mantici sono collegati fra loro ed ai somieri attraverso canalizzazioni solitamente in legno (chiamate Portavento oppure canali) e vengono costruiti normalmente in una delle seguenti versioni:

 

- a cuneo - le pieghe del mantice si aprono a ventaglio; nel caso in cui esso funzioni da pompa manuale l'aria viene convogliata verso il punto più basso dello spicchio

 

- a lanterna - le tavole del mantice sono unite da pieghe parallele e il loro movimento si conserva perpendicolare ad esse sia in pressione che in decompressione

 

- a vasca - il mantice ha una sola tavola in movimento di formato ridotto rispetto all'intelaiatura e collegata ad essa da grandi fasce ed angoli in pelle o tela.

 


 

 

Manuale (meccanica dell'organo)

 

Simile alla tastiera di un pianoforte, è limitato negli strumenti moderni a 5 ottave; negli antichi strumenti si giungeva anche a sole 3 ottave e ½.

 


 

 

Meccanica dei registri (meccanica dell'organo)

 

È un sistema finalizzato all'azionamento dei registri dalla Consolle ai relativi dispositivi di apertura e chiusura degli ingressi di aria alle diverse file di canne dell'organo.

Negli organi antichi si tratta di un sistema totalmente meccanico, che si avvale di leve, catenacci e tiranti di vario genere, costruiti in ferro e molto robusti per la possibile resistenza delle lunghe parti mobili ( Stecche o pettini).

La parte accessibile all'organista sta in consolle ed è rappresentata da pomelli ad estrazione o da leve, semplici o ad incastro, ciascuno accoppiato ad un cartellino che reca il nome del registro.
Negli strumenti elettrici o pneumatici il comando è costituito da una placchetta a bilanciere, posta in genere sopra le tastiere, e la meccanica è costituita da un insieme di tubi in piombo (nella pneumatica) e piccoli manticetti, ovvero da relais e solenoidi (nell'elettrica) che trasmettono il movimento ai dispositivi di apertura.

 


 

 

Mesotonico (acustica dell'organo)

 

È una Scala di Intonazione caratterizzata dal fatto che quattro quinte sono pari a due ottave (2400 centesimi) più una terza maggiore pura (386 centesimi). Una quinta del tono medio è quindi 696 ½ centesimi. Le quinte, in base al valore scelto per strumenti musicali con le note fisse, sono:

 

 mib – sib – fa – do – sol – re – la – mi – si – fa# – do# – sol#.

 

L’intervallo tra sol# e mib si chiama Quinta di lupo, perché è una sesta ridotta.

 


 

 

Misura delle canne (geometria dell'organo)

 

Indicata generalmente da un numero con l’apostrofo (es. 8’), rappresenta l’altezza effettiva della prima canna in piedi (1 piede = 30,25 cm), ed è misurata dal labbro superiore (per le canne ad anima) fino alla sommità.

Quindi un registro di 8’ possiede la prima canna alta 3 metri circa (compreso il Somiere su cui è installata), quando è un do1.

 


 

 

Mostra (struttura dell'organo) Facciata

 


 

 

Motore (meccanica dell'organo)

 

È un dispositivo elettronico posto sotto, dietro all'organo o in una stanza separata. Esso alimenta l'Elettroventilatore, che fornisce aria a tutto lo strumento.

 


 

 

Mutazione composta (registri dell'organo)

 

La famiglia delle mutazioni composte, spesso denominate impropriamente “misture” è la più complessa e mutevole dell’organo.

In essa trovano posto registri che azionano più di una fila di canne alla volta, a patto che almeno una di queste sia una Mutazione semplice. Non sono dunque mutazioni composte quei registri che azionano due file di canne della stessa tessitura anche se di foggia diversa. Nella suddivisione e classificazione di questi registri è opportuno tener conto anche delle diversità che intercorrono tra le varie scuole nazionali e spesso anche regionali. Accade talvolta infatti che registri di impianto apparentemente simile vengano parificati o confusi, oppure che si riscontrino delle differenze sostanziali con nomi identici tra due diversi organi di differenti nazioni.

Sulla base dell’organaria italiana si suddividono mutazioni composte in quinta e mutazioni composte in terza. Generalmente le mutazioni in terza hanno timbro flautato, eccezione fatta per un registro. In altri paesi, tuttavia, questa suddivisione viene spesso turbata, dal momento che si fa uso di un maggior numero di registri armonici, come settime e none.

 

Il Cornetto è un antichissimo registro di mutazione composta in terza. Sembra avere origini olandesi o fiamminghe e fu parecchio diffuso in Francia. È costruito con cinque file di canne di diametro molto largo, dalle seguenti tessiture:

1) 8 piedi;

2) 4 piedi;

3) 2 piedi e 2/3;

4) 2 piedi;

5) 1 piede e 3/5.

Il suo timbro è molto particolare, chiaro e squillante, con un accento indefinibile di corno. Il suo uso è limitato al canto di parti solistiche o in composizioni brillanti e forti, soprattutto in unione a registri ad ancia, dei quali rinforza i deboli acuti.

Benché in Francia ed Inghilterra sia diffuso il modello a 5 file, in Italia e Germania sono molto più comuni esemplari a 3 o addirittura 2 file. In questi casi le file più gravi sono omesse e generalmente lasciate separate. La misura delle canne può variare moltissimo tra le varie nazioni: se in Francia e Germania i diametri sono medi, in Italia e Inghilterra sono larghissimi, con conseguente diversità timbrica e fonica.

 

La Sesquialtera è l’unico registro in terza costruito con canne di tipo Principale. In realtà in altri paesi è comune l’utilizzo delle terze nelle Misture, vasti registri di mutazione composta che contengono comunemente solo quinte.

La Sesquialtera ha origine antiche come il Cornetto, ma proviene dall’Europa del nord, forse dalla Danimarca. Si costruisce a due file con canne intonate in Duodecima e Decimasettima; non è raro trovare però in organi antichi una Sesquialtera composta da file in Decimanona e Vigesimaquarta, se non addirittura un’unica fila di Vigesimaquarta.

Non potendosi usare da sola, viene completata con un registro di 8 ed uno di 4 piedi. Il suo timbro è forte e pungente, speziato e caratteristico. Si presta benissimo all’uso solistico, ma è ottima risorsa anche nel forte generale.

 

Il Ripieno è il registro di mutazione composta più importante. Esso è un complesso di registri labiali di tipo Principale, basato sulla ripetizione delle file di Principale, Ottava e Duodecima, che col proseguire all’acuto assumono i nomi di cui prima. Si noti che i registri presenti nel Ripieno sono esclusivamente in ottava e in quinta.

Negli organi italiani antichi, ove non esistevano registri di mutazione composta e dove lo stesso Cornetto era disposto in file separate, il Ripieno non esisteva se non come tipo di registrazione, che comprendeva appunto tutto il complesso di registri fondamentali. Coll’evoluzione della tecnica, si è giunti alla soluzione più comoda di raggruppare le file più acute (generalmente a partire dalla Decimanona) in un solo comando. Un Ripieno moderno dunque si troverà a contenere le seguenti file:

 

L’ultima fila citata è attestata solo sporadicamente in organi di grande mole o antichi.

Alternativamente, le varie file producono suoni in ottava ed in quinta con canne di lunghezza sempre minore. E poiché oltre una certa lunghezza (1/8 di piede, 3,80 cm) le canne non possono essere costruite, viene introdotto il ritornello, vera e propria particolarità ed unicità del Ripieno. Dopo la nota-limite, in pratica, sulle note lasciate scoperte vengono fatte risuonare le canne dell’ottava inferiore.

 

Generalmente la Decimaquinta è completa ed il ritornello viene inserito a partire dalla Decimanona. La posizione del ritornello non è soggetta a regole specifiche: per tradizione nelle canne in ottava il ritornello è inserito in quinta e viceversa, ma si tratta solamente di una regola teorica e spesso non rispettata dagli organari. Il ritornello, così come le varie file, viene inserito nelle diverse posizioni anche in accordo con le richieste del committente e con le caratteristiche foniche del luogo in cui si trova l’organo. Il timbro del Ripieno è qualcosa di indefinibile: assomma pienezza e maestosità a brillantezza e forza. In brani accordali e posati esalta la solennità dei rapporti armonici, mentre in pezzi rapidi e dialogici esprime al massimo le sue possibilità timbriche con la miriade di sfumature ottenibili.

 

Ben diverse per composizione e misure delle canne sono le Misture dei paesi del nord. La sostanziale differenza sta nell’assenza di una reale suddivisione in file e nella diversità di ritornelli, detti più propriamente riprese.

Il principio che anima la Mistura è quello del Blockwerk medievale, per cui tutte le canne vengono fatte suonare assieme senza una organizzazione in righe o file di tessitura affine. Accade dunque che, se il Ripieno italiano tende verso l’acuto a presentare nella stessa nota più file di medesima tessitura, la Mistura nordica in ogni nota possiede sempre i medesimi armonici.

Lo schema seguente rappresenta un Ripieno italiano a 7 file di base 2’ (i ritornelli, per semplificazione, sono approssimati all’ottava):

________XV_____XIX______XXII______XXVI_____XXIX____XXXIII___XXXVI

C1______2’_____1 1/3’_____1’________2/3’_____1/2’_____1/3’_____1/4’

C2______2’_____1 1/3’_____1’________2/3’_____1/2’_____1/3’_____1/4’

C3______2’_____1 1/3’_____1’________2/3’_____1/2’_____2/3’_____1/2’

C4______2’_____1 1/3’_____1'_______1 1/3’_____1’_____1 1/3’_____1’

C5______2’_____2 2/3’_____2’_______2 2/3’_____2’_____2 2/3’_____2’

Come si nota, nelle note più acute si possono trovare canne che suonano alla stessa altezza; ne deriva che il Ripieno è più brillante nel registro grave che in quello acuto.

Una comune mistura invece avrà uno schema del genere :

 

_______I_fila_____II_fila_____III_fila_______IV_fila_____V_fila

C1______2’______1 1/3’_______1’_________2/3’______1/2'

C13___2 2/3’______2’_______1 1/3’_________1’_______2/3'

C25_____4’______2 2/3’_______2’________1 1/3’_______1'

C37___5 1/3’______4’_______2 2/3’_________2’______1 1/3'

C49_____8’______5 1/3’_______4’________2 2/3’_______2'

Si noterà che lo schema di una mistura è molto più prevedibile e matematico: ogni fila sembra prolungare la precedente, di modo che nessuna di esse produca due note uguali nello stesso tasto. Il risultato fonico è completamente differente da quello del Ripieno: la Mistura è omogenea in sonorità su tutta l’estensione, ma risulta meno piena e corposa del Ripieno, nonché priva del timbro caratteristico. Tipico artifizio della Mistura è inoltre quello di inserire più file gravi nel procedere verso l’acuto, facendo in modo di non avere riprese o ritornelli; questo tipo di registro è detto Progressio Harmonica ed era in auge nel XVI secolo.

Da citare come importanti esponenti della famiglia delle mutazioni composte sono poi il Plein-Jeu francese, registro composto formato da due distinte partizioni spesso mantenute separate, la Fourniture ed il Cymbale, registri costruiti con principî simili a quelli della Mistura, e il Lleno o Ple[no] spagnolo, solitamente di ampie dimensioni (si parla anche di 20-25 file) e spezzato in bassi e soprani.

Rare sono le mutazioni composte contenenti intervalli diversi dalla quinta e dalla terza, oltre che dall’ottava: la settima e la nona sono gli altri due intervalli più usati nei paesi anglosassoni, mentre rarissimi sono i registri che contengono seste o settime o quarte.

 


 

 

Mutazione semplice (registri dell'organo)

 

L'esperimento di Pitagora citato prima ha portato anche ad un'altra conclusione matematico-musicale molto importante: due note diventano sempre più dissonanti quando la frazione che rappresenta il loro rapporto, ridotta ai minimi termini, utilizza numeri sempre più alti.

Così, non tutti i registri organistici suonano l’ottava sopra o quella sotto, bensì ve ne sono alcuni che suonano un’ottava ed una quinta sopra ( Duodecima), due ottave ed una terza sopra (Decimasettima), tre ottave ed una quinta sopra (Vigesimasesta) e via discorrendo.

Tali registri di mutazione emettono dunque una nota che non corrisponde, nelle diverse ottave, a quella suonata, ma emetterà dunque degli armonici, dei quali i più comuni sono quelli in quinta, ma se ne trovano anche di terza. Assai rari sono invece gli armonici di sesta, settima e nona.

 

I registri di mutazione semplice si trovano sia come registri flautati che come di tipo Principale. In quest’ultimo caso i registri compongono le file del Ripieno, le quali si trovavano in maggioranza separate negli organi antichi italiani, ove si trovavano nomi come Duodecima, Decimanona, Vigesimasesta, Trigesimaterza, Quadragesima, tutti registri che emettono quinte.

 

I registri flautati di mutazione semplice sono invece indicati per parti solistiche quando uniti a registri di fondo complementari.

Tra i più noti troviamo il Nazardo, detto anche Flauto in Duodecima, disposto di 2.2/3, che suona dodici toni sopra la nota reale, parlando sopra di essa un’ottava ed una quinta; quel 2/3 è una frazione che, secondo Pitagora, dà note assonanti.

Il Decimino, Flauto in Decimasettima, o semplicemente Terza, è un registro di tessitura 1.3/5. Suona dunque diciassette toni sopra la nota reale e parla quindi due ottave ed una terza sopra di essa. Il timbro di un registro in terza col relativo fondamento è di effetto particolarmente brillante ed incisivo.

 

Generalmente per registri di mutazione semplice si intendono anche tutte le file del Ripieno a partire dalla Duodecima, quantunque esse producano quinte od ottave.

Questa famiglia di registri ha la particolarità per cui i suoi componenti non possono venir impiegati da soli; il loro uso è poi strettamente connesso a quello delle mutazioni composte.

 


 

INDICE

 

N

 

Noce (geometria delle canne d'organo)

 

Nella canna ad ancia il monoblocco in metallo o legno che funge da supporto alla base della tuba e in cui sono innestati il Canaletto e l'ancia.

 


 

INDICE

 

O

 

Organaro

 

È la Qualifica Professionale di chi costruisce, mantiene o ripara organi a canne. In genere viene utilizzato per definire un singolo artigiano che opera direttamente con le proprie mani, mentre le ditte artigiane o industriali vengono più frequentemente definite Case, Ditte o Industrie organarie.

 


 

 

Organista

 

È colui che utilizza l'organo per produrne brani musicali destinati all'accompagnamento della liturgia e del canto o all'esecuzione di concerti.

 


 

 

Organo (strumento musicale)

 

È uno Strumento musicale nel quale il suono viene prodotto da tubi sonori detti canne alimentati da aria compressa a bassa pressione. Con il termine Organo si intende l'intero complesso costituito dall'insieme delle canne sonore e dalla macchina che produce l'aria compressa e consente all'organista di selezionare di momento in momento quali e quante canne devono produrre il suono.

 


 

 

Organo meccanico (meccanica dell'organo)

 

È un genere di organo a canne in cui la trasmissione del comando di apertura delle canne dai tasti al Somiere viene assicurata da un sistema di tiranterie meccaniche, senza l'ausilio di dispositivi né servomeccaniche ad energia pneumatica od elettrica.

Questo tipo di trasmissione è stato utilizzato fin dall'origine dell'organo fino a quasi tutto il secolo diciannovesimo, per poi essere quasi del tutto abbandonato e sostituito da sistemi prima pneumatici poi elettrici. Dagli anni settanta del secolo scorso un vasto movimento di opinione ha contribuito al ritorno quasi universale del sistema trasmissivo meccanico, riconosciuto più valido in quanto consente all'organista di regolare la velocità dell'ingresso dell'aria nelle canne, modificando a proprio stile interpretativo la pronuncia d'attacco e rendendo molto più bello e caratteristico il suono risultante.


 

 

Oscillanti (registri dell'organo)

 

È un particolare gruppo di registri, che si fonde anche con quello dei Violeggianti.

Anche questo ha origini risalenti al periodo di fine Ottocento, eccezion fatta per alcuni tipi di registro.

La caratteristica di questi registri è quella di essere intonati lievemente crescenti (o calanti) rispetto agli altri. Quando dunque sono uniti ad un registro comune, di timbro affine o complementare, generano un’oscillazione, un battimento molto suggestivo.

 

- Il registro più antico è la Voce Umana, detta anche Fiffaro, largamente impiegata negli organi italiani, che consiste in una fila di canne di tipo principale dal diametro medio-stretto intonata piuttosto crescente rispetto al Principale comune di 8 piedi, che è l’unico registro a cui può essere unita; a volte si trovano dei particolari registri, denominati Principale Secondo, costruiti appositamente per accompagnare la Voce Umana. Trae origine dall’Olanda e sembra risalire al XV secolo. Data la relativamente grande differenza di intonazione tra essa e la fila intonata, i suoi battimenti sono molto veloci e danno una voce calda e dolce.

 

- Parente prossimo della Voce Umana è l’Unda Maris, costruita con canne di diametro più largo e intonata meno crescente rispetto ad essa. I battimenti generati sono molto lenti e somigliano molto ad onde marine, donde quindi il nome. Si unisce bene anche con flauti e registri oscillanti e viene perciò preferita alla Voce Umana.

 

- Di origini francesi è invece la Voce Celeste, composta da due file di canne di tipo violeggianti, generalmente di tipo Salicionale, accordate una normalmente e l’altra crescente. Il timbro è delicato, mistico ed evanescente.

 

- Sempre formati da canne di diametro stretto sono il Coro Viole ed il Coro Violini, registri composti da più file di canne unisone, ove alcune di esse sono intonate crescente con differenza minima. L’effetto risultante è quello di un grande insieme d’archi; se il Coro Viole ha un timbro intimistico e caldo, il Coro Violini ha invece una voce brillante e più viva, dovuta alla presenza di canne dal diametro strettissimo. In grandi organi sinfonici, ad esempio il Duomo di Milano, si trovano anche più registri di questo tipo, dislocati nei varî manuali con intonazioni differenti.

 

- Infine, il Flauto Celeste (o Coro Flauti, se composto da più di due file) è l’unione di due file dolci flautate intonate una giusta e l’altra calante. Se si parla del Coro Flauti, dopo la prima fila giusta le altre vengono intonate con proporzione una crescente e l’altra calante, alternativamente.

 


 

 

Ottava (acustica dell'organo)

 

È il primo suono armonico di sostegno al principale dell'organo, di timbro vivace e chiaro. È generalmente di 4 sui manuali.

Talvolta anche di 8' (specie negli organi più grandi), oppure di 2' o raramente anche di 1'.

Sul registro di ottava è intonato l'intero organo.


 

• Ottava (meccanica dell'organo)

È la successione di dodici note, a partire ad esempio da un Do fino al Do successivo.

 


 

Ottava corta o “scavezza” o “in sesta” (meccanica dell'organo)

È un sistema usato negli antichi strumenti da tasto limitatamente alla prima ottava di tastiera e pedaliera, che si presenta priva di alcuni suoni cromatici: il tipo più ricorrente è quello che omette i primi quattro semitoni cromatici (Do#, Re#, Fa#, Sol#) e fa corrispondere agli apparenti tasti Mi, Fa# e Sol# rispettivamente le note reali Do, Re e Mi.

 


 

Ottavini (acustica dell'organo)

 

Gli strumenti che non possiedono il Principale di 8 piedi vengono detti “ottavini”, poiché basati sull’ottava.

 


 

INDICE

 

P

 

 

Pedaliera (meccanica dell'organo)

 

È una tastiera suonata con i piedi, dove i tasti si presentano corti, tra loro paralleli ed inclinati; per questo essa è detta “a leggìo”. Nell’organo antico la pedaliera è sempre meccanicamente unita alle corrispondenti note gravi della tastiera, in quanto i tasti del pedale trascinano con sé quelli del manuale.

Negli organi antichi la pedaliera era di piccole dimensioni (da otto a 17 pedali) e veniva usata, di regola, con la sola punta del piede sinistro per "tenere" la nota bassa fondamentale dell'accordo.

Con l'inizio del novecento la pedaliera si è notevolmente ampliata (da 28 a 32 pedali) ed ha assunto una forma adatta ad essere suonata con le punte ed i tacchi di entrambi i piedi, consentendo così di eseguire frasi più complesse e perfino dei veri e propri "assolo", molto suggestivi ed imponenti.


 

 

Pettine (meccanica dell'organo)

 

Si usano negli organi con somieri a vento, mentre nei somieri a tiro il dispositivo è sostituito dalla Stecca.

Un Pettine è costituito da una lunga lista di legno, in un lato della quale sono infissi tanti chiodi quante sono le canne del registro. Il pettine viene adagiato sul piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed ha la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro. Durante il suo scorrimento, i chiodi spingono o rilasciano altrettanti aghetti metallici sporgenti dalla coperta. Questi ultimi non sono altro che piccolissime leve che causano l'apertura di tante piccole valvole in legno e pelle, che a loro volta consentono o inibiscono il passaggio dell'aria alle canne quando l'organista premerà i relativi tasti.


 

Piatti (accessori dell'organo)

 

È un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in un vero piatto da fanfara, collocato all'interno dell'organo, che viene percosso da un cerchio metallico comandato da uno dei pedali della pedaliera o da un pedaletto sulla consolle.

Normalmente viene abbinato ad altri accessori come la Grancassa, il Triangolo o il Sistro, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, come un effetto di tipo bandistico.


 

 

Piede (geometria e acustica dell'organo)

 

È l'unità di misura lineare delle canne d’organo, corrispondente a circa cm. 32,5.

Nella nomenclatura organaria è normalmente espresso da una cifra araba con un apice in alto (es. Principale 8’).

La classificazione dell’altezza di un registro è data dalla lunghezza, misurata appunto in piedi, della sua prima canna: Principale 8’ vuol dire che la canna risuonante sulla prima nota della tastiera, il DO1, ha il corpo lungo 8 piedi (circa m. 2, 30, per l’incidenza del cosiddetto coefficiente di correzione, che diminuisce la lunghezza di un tubo sonoro munito di imboccatura, quale la canna d’organo, di una parte proporzionata al suo diametro).


 

 

Piede (geometria della canna d'organo)

 

È la parte inferiore della canna d’ organo, che appoggia sulla “coperta” del somiere e attraverso la quale l’aria arriva al generatore, cioè alla bocca o all’ancia.

 


 

 

Portavento (meccanica dell'organo)

 

È un canale a tenuta d'aria, solitamente in forma di lungo parallelepipedo di legno, che porta l'aria compressa dai mantici ai somieri. Può avere un andamento più o meno articolato e tortuoso. Le relative giunzioni per le angolature e gli innesti sono guarnite con pelle organaria incollata.

 


 

 

Pressione dell'aria (meccanica dell'organo)

 

È il valore che rappresenta la forza del soffio che genera il suono delle canne. Si esprime comunemente in millimetri, indicando con essi il tratto della colonna d'acqua che viene spostata in un tubo ad U se ad una delle estremità del tubo stesso viene immessa aria ad una pressione superiore a quella atmosferica.

Nell'organo la stessa è determinata dal rapporto fra la dimensione della superficie della coperta del Mantice attivo ed il peso (zavorra) posto sopra di essa.

Nell'organo normalmente la pressione si aggira fra i 40 e gli 80 millimetri, salvo particolari e rarissimi casi di registri stentorei che possono richiedere fino a 250 mm. di pressione.


 

 

Principale (registri e acustica dell'organo)

 

È il registro fondamentale dell'organo, di timbro neutro, sostenuto e chiaro, ricchissimo di colore e sfumature. Viene esaltato dal ripieno del quale costituisce la base e contrapposto ai registri strumentali grazie anche alle sue qualità "corali".

È generalmente di 8 sui manuali.

Talvolta anche di 16' (specie negli organi più grandi)

Oppure di 4' o raramente anche di 2'.

A seconda delle scuole costruttrici, il timbro e la costruzione di questo registro può variare considerevolmente: in Italia il Principale ha misure piuttosto piccole e timbro dunque morbido e liscio, in Inghilterra ha diametro assai largo e timbro rotondo ma forte. Su di esso si basa la piramide armonica dei registri di mutazione.

Se ne possono trovare varianti più o meno caratteristiche, come l’Eufonio, di diametro più stretto e timbro più marcato, il Principale Violino, dal timbro somigliante a quello degli strumenti ad arco.

Se disposto poi in svariate tastiere assume un carattere diverso per ognuna: quello del Grand’Organo sarà pieno e forte, quello dell’Espressivo sarà più esile e raffinato. Prolungamento del Principale è l’Ottava di 4 piedi, costruita di diametro più stretto e di timbro meno presente. È il registro fondamentale nell’accordatura dell’organo, giacché su di esso si basa l’intonazione di tutti gli altri. Difficilmente viene usata da sola, riuscendo meglio assieme al corrispondente Principale di 8 piedi.

In tastiere minori, come l’Organo Espressivo, si trova spesso un Principalino di 4 piedi, corrispettivo minore dell’Ottava.

Fanno inoltre parte della famiglia dei principali anche tutte le file che compongono il Ripieno, benché per tessitura si collochino meglio nella famiglia delle mutazioni semplici.


 

 

Prospetto (geometria dell'organo) facciata

 


 

INDICE

 

Q

 

Quinte di lupo (acustica dell'organo)

 

Nel temperamento Mesotonico, gli intervalli di quinta  sol# - mib possiedono uno scarto di 42 centesimi per cui la quinta è troppo piccola e in realtà è come se fosse una sesta diminuita. Su un organo dà luogo a gravi battimenti, da cui il nome.

 


 

INDICE

 

R

 

 

Registrante

 

Appellativo riferito alla persona che coadiuva l'organista durante le sue esecuzioni concertistiche, azionando al suo posto i comandi di registro e consentendogli di concentrare tutta l'attenzione sull'interpretazione musicale, senza la preoccupazione di dover suonare tastiera e pedaliera (compito già di per sè piuttosto impegnativo) e contemporaneamente provvedere al cambiamento di registri. La presenza di un registrante è particolarmente importante nel caso di organi di medie e grandi dimensioni o per brani musicali complessi, ai quali l'organista desidera attribuire molte variazioni timbriche.
Solitamente il registrante agisce in base alle specifiche annotazioni che l'organista riporta sullo spartito in sede di prova e studio dell'organo su cui dovrà eseguire. Il compito del registrante spesso è tutt'altro che semplice, e deve essere svolto in completa armonia con l'esecuzione, tanto che nella maggior parte dei casi a fungere da registrante è un altro organista.

 



Registrazione (meccanica dell'organo)

 

È l'insieme di più registri usati contemporaneamente.

 


 

 

Registro (meccanica e acustica dell'organo)

 

È propriamente la fila di canne di timbro omogeneo corrispondente al nome convenzionale sul dispositivo che ne comanda l’inserimento; per metonimia anche il solo comando (tirante o manetta o gioco) che serve ad inserire la fila di canne.

Tra le molte classificazioni dei registri, divisi in varie “famiglie”, si considerano qui le seguenti:

A) Registri di pieno: il Principale 8', l'Ottava 4', le file di Ripieno, e i registri di pedale come i Contrabbassi 16' ed eventuali rinforzi.

B) Registri di concerto: sono i registri che hanno una fisionomia particolare, tendenti ad imitare strumenti dell’orchestra (con timbri convenzionalmente stilizzati) o a produrre effetti caratteristici, come il Tamburo  e l’Usignolo.

All’interno del gruppo vastissimo e vario dei registri “di concerto”, si possono operare ulteriori distinzioni in base al modo di produzione del suono, alla misura delle canne, ecc.

Registri “di concerto” labiali (o ad anima) sono:

 

- sia quelli della famiglia dei flauti (come il Flauto in VIII di 4’, il Flauto in XII di 2,2/3’,la Cornetta di 1,3/5’ nei soprani, questi due ultimi detti anche registri di Mutazione semplice, perché danno un intervallo armonico “mutato”, rispettivamente in quinta e in terza, rispetto al suono fondamentale);

 

- sia quelli Oscillanti, come la Voce Umana (registro di 8’ nei soprani le cui canne, accordate leggermente crescenti o calanti – quest’ultima è la modalità tipica della scuola veneta – rispetto a quelle del Principale, registro cui va costantemente unito, generano un suono instabile e vibrante in virtù del fenomeno acustico dei battimenti);

 

- sia quelli ad Ancia battente, come i Tromboncini di 8’ alla tastiera e i Tromboni di 8’ alla pedaliera, solo per citare i più comuni (le fogge delle tube delle ance sono le più varie: ricordiamo qui quella dei Tromboncini, ance a tuba corta, costituita da un tronco di piramide rovesciato sormontato da un piccolo padiglione ad imbuto, largamente praticato dagli organari di scuola veneta).

 

Molti registri “di concerto”, sia labiali sia ad ancia, si presentano spezzati in Bassi e Soprani: tale divisione in due sezioni del manuale, inseribili ciascuna mediante un proprio dispositivo di comando, aumenta le possibilità combinatorie, ovviando – in un certo modo – alle limitazioni imposte dalla tastiera unica.

 Le diverse file di canne vengono selezionate attraverso i tiranti dei registri.

    Il numero che viene indicato accanto al nome del registro indica la lunghezza in piedi di una canna aperta che produca un suono corrispondente al do più grave o Do1.

    Spesso i registri fanno suonare contemporaneamente più canne di altezza diversa, combinate secondo la serie degli armonici naturali: questo permette di ottenere diversi timbri risultanti dalla combinazione di "file". Il registro di "ripieno" può essere ad esempio composto da tre fino a quindici o più file.

 

    Registri particolari sono i Violeggianti, che imitano il suono degli archi orchestrali e quelli a battimenti (od oscillanti ovvero registri in cui suonano contemporaneamente una fila di canne intonata correttamente ed una leggermente crescente o calante. Il suono ricavato è molto suggestivo, e da l'idea di un coro di voci umane.

 

    In alcuni organi troviamo anche registri detti "accessori", cioè registri volti a creare particolari effetti come per esempio la super e la subottava che uniscono la corrispettiva ottava alta o bassa della nota premuta.

 

   Altri registri accessori sono le campane, le campane tubolari, i campanelli, il tuono e i timpani (canne di legno che producono delle vibrazioni che assomigliano al rullo di un timpano).

    In alcuni organi sono presenti anche i piatti e la Grancassa.

 


 

 

Registri a tiro (meccanica dell'organo)

 

 

Con il termine si intende una modalità costruttiva del Somiere (Somiere a tiro) che prevede l'uso di una serie di "Stecche" di legno, in forma di lunghe liste forate in corrispondenza delle posizioni delle canne, che vengono stese sotto il piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed hanno la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro.

A seconda della loro posizione, i fori possono trovarsi o meno in corrispondenza dei fori di entrata dell'aria alle canne. Quando i fori corrispondono (registro aperto), le canne del registro sono potenzialmente in grado di suonare al premere del relativo tasto; quando si trovano sfalsati (registro chiuso), le canne del registro non suoneranno neppure al premere del tasto corrispondente.


 

 

Registri a vento (meccanica dell'organo)

 

Con il termine si intende una modalità costruttiva del Somiere (Somiere a vento) che prevede l'uso di una serie di "pettini" di legno.

Un Pettine è costituito da una lunga lista di legno, in un lato della quale sono infissi tanti chiodi quante sono le canne del registro. Il pettine viene adagiato sul piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed ha la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro. Durante il suo scorrimento, i chiodi spingono o rilasciano altrettanti aghetti metallici sporgenti dalla coperta. Questi ultimi non sono altro che piccolissime leve che causano l'apertura di tante piccole valvole in legno e pelle, che a loro volta consentono o inibiscono il passaggio dell'aria alle canne quando l'organista premerà i relativi tasti.


 

 

Ripieno (registro e acustica dell'organo)

 

È il risultato della sovrapposizione dei registri della famiglia del Principale, accordati sulla base dei successivi suoni armonici di ottava e quinta (negli organi antichi italiani la presenza dell’armonico in terza è un fatto eccezionale).

La piramide fonica che ne risulta, sulla base del Principale 8’è, di norma, la seguente:

Ottava 4’

Decimaquinta 2’

Decimanona 1,1/3’

Vigesimaseconda 1’

Vigesimasesta 2/3’

Vigesimanona 1/2’

Trigesimaterza 1/3’

Trigesimasesta 1/4’, ecc.


 

 

• Ritornello (acustica dell'organo)

 

Un salto all'indietro della fila di canne ripetendo una o più volte il tratto di gamma già percorso, specifico dei registri di mutazione dalla Decimanona in poi.

 


 

 

Rollante (accessorio e acustica dell'organo) Tamburo

 


 

INDICE

 

 

S

 

Segreta (meccanica dell'organo)

 

È un termine di origine antica che indica il vano collocato direttamente sotto il Somiere, nel quale l’aria viene distribuita ad ogni canna del somiere per mezzo di apposite valvole (ventilabri).

 


 

 

Sistro (accessorio e acustica dell'organo)

 

E' un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in una piccola serie di campanelli in bronzo, collocati all'interno dell'organo, che viene percosso da altrettanti martelletti in piombo, disposti in modo da colpire i campanelli in progressione, come in un arpeggio.

Normalmente viene abbinato ad altri accessori come la Grancassa, il Triangolo o i Piatti, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, come un effetto di tipo bandistico.


 

 

Somiere (meccanica dell'organo)

 

È una cassa di legno a pianta rettangolare, spesso costituita da varie tavole sovrapposte (la più esterna, allora, si chiama coperta), nella quale viene immessa l’aria prodotta dai mantici per essere opportunamente distribuita alla canne su di essa innestate.

All’interno del tipo generale di somiere “a canale per tasto” (contrapposto al più moderno somiere “a canale per registro”), quello praticato nell’organo antico, si può avere – a seconda delle particolarità costruttive e tecniche – sia il somiere “a tiro”, sia il somiere “a vento”.

 



Somiere "a tiro" (meccanica dell'organo)

 

È quello più comune e facile da costruire, vi sono tanti canali quanti tasti, perpendicolari alle file longitudinali dei vari registri, sotto i quali corrono – anch’esse nel senso della lunghezza – le Stecche dei registri, regoli di legno muniti di fori che, fatte scorrere attraverso un sistema di leve collegate ai comandi dei registri, permettono l’afflusso dell’aria alle canne degli stessi, grazie alla coincidenza dei fori su di esse praticati con quelli su cui risultano impiantate le canne medesime.

Nella parte anteriore il Somiere ha uno scomparto longitudinale, apribile, detto secreta, dove sono collocati i ventilabri, valvole che, comandate dai singoli tasti, regolano l’afflusso dell’aria dalla secreta ai canali dei tasti.

In organi di medie dimensioni, sono generalmente presenti almeno due somieri: il somiere maestro, posto sopra la tastiera, che regge su di sé tutte le canne dei registri della tastiera e il somiere di basseria, che alloggia le canne dei registri della pedaliera.


 

 

Somiere maggiore "a vento" (meccanica dell'organo)

 

È una parte della meccanica dell’organo in cui l’aria, giunta dalla Segreta, viene ripartita tra le diverse note aprendo per mezzo del Pettine una valvola per ciascuna canna dei differenti registri selezionati dall’organista.

 


 

 

Spettro sonoro (acustica dell'organo)

 

È un disegno tridimensionale, in cui, per ciascuna armonica è indicato l’andamento in diminuzione della forza rispetto al tempo.

 


 

 

Spezzatura (meccanica dell'organo)

 

È una divisione sulla tastiera che delimita l’estensione che alcuni registri hanno in qualità di “bassi” o “soprani”.

 


 

 

Staffe (meccanica dell'organo)

 

In alcuni organi, in prossimità dei pedali, si possono trovare due staffe che regolano il Crescendo e l'Espressione.

 


 

 

Stecche (meccanica dell'organo)

 

Le stecche sono lunghe liste di legno, forate in corrispondenza delle posizioni delle canne, che vengono stese sotto il piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed hanno la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro.

A seconda della loro posizione, i fori possono trovarsi o meno in corrispondenza dei fori di entrata dell'aria alle canne. Quando i fori corrispondono (registro aperto), le canne del registro sono potenzialmente in grado di suonare al premere del relativo tasto; quando si trovano sfalsati (registro chiuso), le canne del registro non suoneranno neppure al premere del tasto corrispondente.


 

 

• Subbasso (registro e acustica dell'organo)

 

È un registro di fondo tipico della pedaliera, di suono tondo e corposo.

Produce generalmente un suono all'ottava sotto del tasto premuto se di 16 piedi; di due ottave se di 32 piedi.

 


 

 

INDICE

 

 

T

 

 

Tamburo o Timpani o Timballone (registro e acustica dell'organo)

 

È un effetto particolare ottenuto acusticamente facendo risuonare simultaneamente due o più canne di basseria tra loro dissonanti (ad es. La-Sib-Si oppure Do#, Mib, Fa#, Sol#); ciò avviene attraverso un meccanismo azionabile per mezzo dell’ultimo tasto della pedaliera o attraverso un tirante a mano nel quadro dei registri.

Il Tamburo acustico non va confuso con la Grancassa che, quando è presente (in organi ottocenteschi), è un vero e proprio registro a percussione.

 

 


 

 

Tastiera (meccanica dell'organo)

 

È l’insieme dei tasti diatonici e cromatici azionabili con le mani dall’esecutore (infatti, è detta anche manuale); nell’organo antico essa si presenta “a finestra”, incassata in un riquadro ricavato nella parte inferiore della cassa dell’organo, sotto il prospetto.

La tastiera (di legno di bosso, di osso, ebano, ecc.) è artisticamente lavorata, con i frontalini dei tasti diatonici intagliati “a chiocciola” ed, a volte, con i tasti cromatici arricchiti da qualche riporto intarsiato.

Anche i modiglioni laterali, generalmente di noce, sono elegantemente sagomati o intagliati, mentre sul listello frontale – a volte – si può leggere il nome dell’autore.

Di regola, l’organo antico ha una sola tastiera, ma furono anche costruiti – eccezionalmente – organi doppi, cioè a due tastiere, azionanti ciascuna un distinto corpo sonoro: il grand’organo quella superiore e il secondo organo (o positivo) quella inferiore.

 


 

 

Tavola dei registri (geometria dell'organo)

 

Si definisce così la tavola, spesso adornata da scorniciature o intagli, presente in consolle a portata di mano dell'organista, dalla quale sporgono i comandi di registro, presso i quali sono applicati i cartellini con le rispettive denominazioni.

 


 

 

Temperamento (acustica dell'organo)

 

Il termine temperamento rappresenta un concetto molto complesso, riservato precipuamente agli accordatori di strumenti a tastiera, e deriva dalla necessità di raggiungere un modello di compromesso sulla base del quale realizzare l'accordatura.

È  di compromesso perché la suddivisione dell'ottava musicale in dodici semitoni, così come è praticato nella musica occidentale, comporta un "errore" in parte superabile nelle esecuzioni del coro e degli strumenti ad arco, ma non superabile negli strumenti a tastiera. La presenza di questo errore è avvertibile (specie agli orecchi più sensibili) sotto forma di battimenti (variazioni pulsanti nel volume dei suoni) quando si esegue un accordo, anche in presenza del meglio accordato degli strumenti. Cosa che, invece, non si avverte nell'ascolto di un coro bene intonato. Ciò avviene perché nel coro le voci dei cantori inconsapevolmente si "aggiustano" perfettamente all'accordo che stanno eseguendo, ricercando la massima consonanza che consiste proprio nell'assenza dei battimenti.

 

L'attuale modalità del cosiddetto "temperamento equabile" è di per sè una soluzione di compromesso accettabile, soprattutto nella musica sinfonica, e permette di suonare in tutte le tonalità senza avvertire differenze qualitative fra l'una e l'altra, ma non consente di realizzare le sonorità purissime del coro, specie negli strumenti a tastiera.
In antico, però, i costruttori di strumenti ed i musicisti compositori italiani avevano preso una decisione differente, e tale impostazione durò per molti secoli, fino alla fine dell'800. La loro geniale intuizione fu di rinunciare ad utilizzare determinate tonalità privilegiandone altre. In altre parole, si trattava di distribuire quell'errore in maniera non omogenea fra i dodici intervalli dell'ottava, in modo da ottenere accordi vicini alla perfezione nelle tonalità naturali (Do, Re, Mi, Fa, Sol), rendendo accettabili alcune altre e quasi insuonabili le rimanenti. In questo modo gli organi non solo sarebbero risultati più belli e suggestivi, ma avrebbero meglio sostenuto i cantori e l'assemblea dei fedeli nei loro canti.
Questo tipo di impostazione è detto "temperamento ineguale". Ovvero, semplicemente "temperamento", perché è proprio operando un intervento, una correzione all'appiattimento tecnologico e freddo del sistema equabile che si tempera il risultato per farlo diventare più perfetto.

 



Terza o XVII (registro e acustica dell'organo)

 

È il diciassettesimo suono sopra una nota base. Ad esempio, la terza del do1 è il mi3.

Si chiama in questo modo una delle file del Cornetto che produce appunto per ogni tasto, il diciassettesimo suono sopra alla nota nominale espressa dal tasto.

 


 

 

Terza mano (accessorio e acustica dell'organo)

 

È un accessorio funzionale che serve a collegare i tasti in modo che, premendone uno, venga abbassato anche quello corrispondente all'ottava sopra, simulando così una vera "terza mano" dell'organista, che suona insieme a lui. Serve a rinforzare il volume sonoro come se ci fosse un ulteriore registro aperto.

 

 


 

 

Timballone (registro e acustica dell'organo) Tamburo

 



Timpani (registro e acustica dell'organo) Tamburo

 


 

 

Tiramantici (meccanica manuale dell'organo)

 

È una persona che azionava i mantici dell’ organo con le mani o in alcuni organi con dei grossi meccanismi a pedali.

Il tiramantici è una simpatica figura che, con l'avvento degli elettroventilatori può essere ormai considerata "dei tempi andati". Si tratta della persona che, mentre l'organista suonava o studiava, era incaricata di azionare i mantici, utilizzando le corde o le stanghe di cui questi erano corredati.

In genere si trattava di ragazzini, incaricati dal parroco o parenti dell'organista, a volte "assoldati" in modo casuale ed estemporaneo. Per questo motivo, la funzione veniva spesso esercitata in modo svogliato ed approssimativo, suscitando i rimbrotti dell'organista.

In realtà l'azionamento manuale dei mantici è un'operazione delicata e importante, che può determinare o condizionare il risultato sonoro. Difficile mantenere la pressione in costante equilibrio, specie nelle lunghe ore di un'accordatura. Difficile tenere desta l'attenzione con la continuità necessaria per evitare che, prima o poi, l'organo si "sfiati" improvvisamente per la perdita di riserva. Cose che mandavano letteralmente in bestia i poveri organisti e suscitavano l'ilarità generale, così poco opportuna nelle celebrazioni solenni!

 


 

 

Tirante (meccanica e acustica dell'organo) Registro

 

 


 

 

Tiratutti (meccanica dell'organo)

 

È un accessorio comandato da manovella, tirante o pedaletto a bilanciere, che consente di inserire contemporaneamente tutti i registri di Ripieno (generalmente agisce dall’Ottava in poi) ed eventualmente anche i registri di concerto con apposito prolungamento della sbarra del ripieno.

 


 

 

Tocco (meccanica dell'organo)

 

Sensazione tattile che prova l'esecutore all'atto dell'abbassamento del tasto.

Fra i numerosi elementi che concorrono alla sua formazione grande importanza hanno la resistenza iniziale dovuta alla molla che sostiene il ventilabro, la sezione del canale di tasto coperta dal ventilabro stesso in relazione alla pressione dell'aria nella segreta, l'inerzia indotta dalla Catenacciatura.


 

 

Trasmissione elettrica (meccanica dell'organo)

 

Mediante questo tipo di trasmissione, l'abbassamento di un tasto da parte dell'organista chiude un contatto elettrico facendo scattare un'elettrocalamita che apre la valvola di immissione dell'aria di alimentazione di una canna. Lo schema così presentato è rudimentale: in realtà il sistema è assai più complesso, in quanto coinvolge circuiti di servizio, centralini, varie tipologie di relais e, negli ultimi organi, anche circuiti elettronici.
La trasmissione elettrica ha consentito la realizzazione di grandissimi organi ed anche il posizionamento delle consolle in basso, in prossimità dell'altare.

Ma, per contro, determina la rinuncia ad una delle più belle caratteristiche dell'organo, costituita dal fatto che la canna (e, di conseguenza, noi ascoltatori) "sente" le dita dell'organista, modificando la sua pronuncia in relazione alla rapidità del tocco, alla sua profondità ed anche ai tempi di reazione dei canali di tasto all'interno del Somiere, così diversi fra i vari costruttori.


 

 

Trasmissione meccanica o catenacciatura (meccanica dell'organo)

 

La trasmissione meccanica è il sistema più antico e diffuso di distribuzione dell'aria alle canne dell'organo.

Nella sua versione più semplice è costituito da tiranti metallici che collegano ogni tasto con una valvola (detta ventilabro) che apre e chiude l'entrata dell'aria alle canne soprastanti. In alcuni organi, ove il Somiere è collocato sotto la tastiera, i tiranti sono sostituiti da barrette rigide, in metallo o legno, dette pironi.

Generalmente, fra la tastiera ed il somiere con le valvole, è collocato un sistema di rimandi detto Catenacciatura, che permette di raggiungere le valvole più distanti dalla tastiera ed anche di comporre le facciate di canne in modo diverso dalla disposizione ad ala decrescente verso destra, come sarebbe naturale per la disposizione dei tasti dal basso verso l'acuto.
Il sistema trasmissivo meccanico è di particolare bellezza, perché sensibile alle variazioni che l'organista imprime alla sua esecuzione (ad esempio uno staccato rispetto ad un legato, una pressione sui tasti più o meno veloce ed energica, ecc.) e, pertanto, in grado di modificare la risposta acustica delle canne - soprattutto nell'attimo dell'attacco - secondo l'impostazione che l'organista intende dare alla sua interpretazione.

Dopo un periodo di abbandono per la diffusa adozione dei sistemi trasmissivi pneumatici ed elettrici, questa sua caratteristica (ed anche ragioni di durata, affidabilità e facilità di manutenzione ed intervento) ha fatto sì che si tornasse a privilegiare il sistema trasmissivo meccanico nella costruzione dei nuovi organi.


 

 

Trasmissione pneumatica (meccanica dell'organo)

 

Negli organi a trasmissione pneumatica, l'abbassamento di un tasto determina il passaggio (o l'interruzione del passaggio, a seconda delle tipologie costruttive) di aria compressa presente in un circuito di servizio attraverso un lungo tubicino di piombo che raggiunge un minuscolo mantice posto sotto la canna (o, più precisamente, sotto tutte le canne di quel tasto).

Il manticetto si gonfia (o si sgonfia) e questo determina lo spostamento di un pistone ovvero lo sgonfiamento di un piccolo otre di pelle, permettendo all'aria che proviene dai mantici di far suonare la canna.


 

 

Tremolo (meccanica e acustica dell'organo)

 

Effetto sonoro costituito da una variazione periodica di frequenza associata ad una d'intensità.

Si definisce con lo stesso termine anche il dispositivo generante questo effetto che può essere costruito in svariati modi, ad esempio in maniera da provocare fughe d'aria bruscamente interrotte oppure ingenerando sbalzi di pressione su un mantice mettendone la tavola in moto periodico.

 


 

 

Triangolo (accessorio e acustica dell'organo)

 

È un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in un vero e proprio triangolo da orchestra, collocato all'interno dell'organo, che viene percosso da un'astina metallica. Normalmente viene abbinato ad altri accessori come la grancassa, il sistro o i piatti, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, come un effetto di tipo bandistico.

 


 

 

Tuba (geometria, registro e acustica dell'organo)

 

La parte superiore della canna ad ancia funzionalmente equivalente al corpo della canna labiale.

Generalmente di forma a imbuto/piramide rovesciata oppure cilindrica ma spesso anche composita.

È anche un Registro a forte pressione, di tipo inglese da 16, 8, e anche 32 piedi.

 


 

 

INDICE

 

 

U

 

 

Unione (meccanica e acustica dell'organo) Accoppiamento

 

La presenza di diversi registri sui vari manuali presenti nello strumento ha posto la necessità delle unioni, che permettono di aggiungere al suono risultante i registri presenti su un altro manuale.

Esistono anche funzioni di pedale automatico o di unione del I manuale con i pedali.

Negli organi italiani a trasmissione meccanica l'unione di tutti i registri di Ripieno era chiamata Tiratutti, ed era una leva che effettivamente apriva tutti i registri di tale suono.

In quelli lombardi era presente anche la Combinazione libera alla lombarda: si potevano preselezionare dei registri, e premendo un pedale, questi venivano inseriti o disinseriti sopra la combinazione già montata.

 


 

 

Usignolo (acustica dell'organo)

 

È un accessorio di colore che imita il canto dell’omonimo uccello (a volte è più genericamente detto Uccelliera), costituito – nella sua forma più comune – da tre o quattro piccole canne labiali rovesciate entro una vaschetta da riempirsi d’acqua fino all’altezza della bocca delle canne stesse; il soffio d’aria a pelo dell’acqua dà il caratteristico suono, da usarsi in brani di carattere imitativo, elegiaco o pastorale.

 

 


 

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V

 

Valvola a tendina (meccanica dell'organo)

 

Si tratta di un dispositivo che permette di regolare automaticamente il flusso d'aria dall'elettroventilatore al mantice a seconda delle effettive necessità di ogni istante.

Quando l'organista "richiede" più aria facendo risuonare il ripieno o molte canne insieme, la valvola si apre e lascia entrare un maggior volume d'aria proveniente dall'elettroventilatore.

Quando l'organo suona a basso volume (poche canne), la valvola si chiude lasciando passare soltanto un filo d'aria necessaria a mantenere attiva la riserva.

Il risultato presenta vantaggi sia sul piano dell'ottimale distribuzione d'aria che su quello della silenziosità del sistema, perché il rumore prodotto dall'aria che scorre è massimo quando anche l'organo suona forte (e quindi non si sente), e resta impercettibile quando l'organo suona piano o è in silenzio.

 


 

 

Ventilabro o valvola (meccanica dell'organo)

 

È un'assicella di legno a sezione triangolare che viene fatta ruotare movendo il tirante collegato al tasto, in modo da aprire la finestra attraverso la quale l’aria passa dalla Segreta al Canale.

I ventilabri sono valvole di legno e pelle contenute nella secreta del somiere, mediante le quali l'organista determina l'apertura o la chiusura dell'aria alle singole canne.

In un somiere vi sono tanti ventilabri quanti sono i tasti (o i pedali), che sono ad essi collegati e, dunque, si aprono e chiudono con il movimento degli stessi, permettendo così all'aria compressa di uscire verso l'alto ed alimentare le canne collocate sopra i fori praticati sulla superficie superiore (detta coperta).

Sono costituiti da liste di legno a sezione cuneiforme che hanno, sul loro lato superiore, una spessa e morbida guarnizione in pelle destinata a chiudere un canaletto scavato nel legno, impedendo che vi entri aria compressa. Essendo appoggiate sul lato superiore, le valvole sono imperniate da uno dei lati stretti mediante la stessa pelle incollata, e sono tenute in posizione da speciali molle a compasso.

Un tirante collegato alla parte mobile del ventilabro consente il collegamento col relativo tasto che, quando viene premuto, ne provoca la discesa per alcuni millimetri, permettendo all'aria compressa di precipitarsi nel canale di alimentazione delle canne, facendole suonare.

 


 

 

Violeggianti (registri e acustica dell'organo)

 

Questa famiglia di registri è di formazione piuttosto recente. I registri che la compongono sono imitazioni di strumenti ad arco, che furono possibili solo con il miglioramento delle tecniche di fusione delle canne nel tardo XIX secolo. Fino ad allora il timbro di questi strumenti era imitato da registri ad ancia.

Le canne di questi registri hanno un diametro stretto o strettissimo, che conferisce loro un carattere mordente e chiaro.

 

- L’unico registro che vanta una storia più antica è la Viola da Gamba, nota nella Germania del XVII/XVIII sia come registro ad ancia che come registro di diametro piuttosto stretto in imitazione dell’omonimo strumento oggi disusato. Fu grandemente sviluppata da Silbermann, che riusciva a cavarne un suono molto brillante. Nell’uso attuale si trova di diametro molto stretto con grande presenza sonora, disposta di solito in corpi minori.

 

- Anche il Salicionale ha origini antiche, ma si contrappone alla Viola da Gamba per la dolcezza di suono.

 

- La Dulciana, da non confondersi coll’antichissimo registro ad ancia, è di origini inglesi del primo Ottocento, ed ha caratteristiche affini a quelle del Salicionale.

 

- Spiccatamente romantici sono invece i registri di Fugara, una Gamba di 4 piedi molto incisiva, e la Viola, dal diametro più stretto della Gamba e timbro più morbido e stabile grazie a particolari tecniche costruttive.

 

- Parente prossima della Viola è la Viola Orchestrale, dal carattere assai mordente somigliante moltissimo a quello di una vera viola d’orchestra.

 

- Piuttosto raro è il Violino di 4 piedi, tipico dell’organaria Sette-Ottocentesca italiana, che usava limitarlo alla parte bassa della tastiera.

 

- Anche al pedale, infine, si possono trovare registri violeggianti come l’Armonica, con canne di legno strette, il Violone di 16 piedi e il Violoncello di 8 piedi.

 


 

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Bibliografia


 
Bib-TS-006 - Definizione di Glossario: Scritti minori di Cataldo Roccaro.
Bib-TS-008 - Tesi di Laurea "Recupero del complesso parrocchiale di S. Antonino Martire in Torrazza Coste", di Ing. Michele Cuzzoni, Sannazzaro de' Burgondi, 2000
Bib-TS-009 - C. Moretti, L'Organo Italiano - Ed. Casa Musicale Eco, 1997
 

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